lunedì 3 dicembre 2012

Ultimi fuochi.

Se vi dicono che l'editoria cartacea è in crisi e che gli investitori pubblicitari stanno decimando i loro budget per la stampa... credetegli, perché è esattamente quello che sta succedendo da qualche anno a questa parte.
E il fenomeno è destinato a peggiorare, aggiunge uno (io) che lo vive dall'interno, che sta impaginando l'ultimo numero di un mensile che dopo sei mesi di rientri economici disastrosi, chiude i battenti, nonostante le buone intenzioni.

È esattamente in momenti come questo che i creativi, messi letteralmente con le spalle al muro, riescono a dare il meglio di sè, e questa CinePrint, una trovata di Toyota, è una delle più intriganti che mi sia capitato di vedere.
Non basterà.
Ma è fighissima lo stesso.

9 commenti:

Sauro ha detto...

AhAH! Figata! Però la pagina dietro della rivista, deve essere bianca, altrimenti la stampa della pagina successiva influirà sulla trasparenza, creando effetti indesiderati.

Simone ha detto...

Cavolo, parli della rivista che hai fatto vedere ogni tanto? Mi dispiace mi pareva evidente che ci tenessi tantissimo.

D'altro canto la pubblicità con l'ipad dietro è fenomenale, e fa pensare che chiusa una possibilità se ne aprano comunque di nuove. Anche se è difficile rimanere davvero troppo ottimisti...

Simone

Ariano Geta ha detto...

Nella sua apparente semplicità come idea (semplice come l'uovo di Colombo ma solo DOPO che qualcuno ci ha pensato) potrebbe quanto meno suscitare un effetto simpatia verso il prodotto pubblicizzato. E non è poco.

Lady Simmons ha detto...

Astonishing!

Maura ha detto...

Affascinante, ma come dici tu, non credo basterà a risollevare le sorti della carta...

Larsen ha detto...

quoto sauro :D

l'idea e' buona come concept, ma appunto tocca comprare due pagine per forza.
non so se il ritorno giustifica la spesa.

quanto al cartaceo, non e' solo il cartaceo che soffre, ma l'editoria in generale luca... e' di ieri la notizia che chiude anche la prima testata "only icosi".

e non credo che la crisi dell'editoria sia dovuta al fatto che non ci sia piu' nulla da dire (e da leggere), ma piuttosto al fatto che gli inserzionisti abbiano tagliato in modo drammatico i budget dei "piano mezzi".

se poi aggiungi il costo della carta in salita da sempre, il fatto che quindi i prezzi delle riviste (anche quelle stampate su "carta culo") siano in salita continua, il fatto infine che la gente abbia sempre meno soldi da "buttare" in riviste, ed eccoti confezionata la fine dell'editoria "tradizionale".
si salvano pochi mostri sacri per ora, piu' per nome che per contenuti a dire il vero, ed e' un salvataggio temporaneo.

gli unici che si reggono in piedi, ma soprattutto grazie alle generose donazioni statali, sono i quotidiani (e anche coi soldi dello stato, traballano non poco).

ilpalcodellalce ha detto...

anche a me è successa la stessa cosa, dopo solo un numero, con un magazine enogastrocosoeccetera.

http://www.albertoceschin.it/portfolios/pepe-food-good-mood/

e mi ha fatto incazzare soprattutto lo spreco. Di tempo, idee, risorse umane, speranze.

Va bè, per dire che ti capisco e sono unito nel lutto.
;D

alce

CyberLuke ha detto...

Alberto, ho appena visto il tuo numero di Pepe.
È veramente ottimo.
Il mio era solo un prodotto commerciale, la tua una roba parecchio più raffinata. È davvero un peccato.

ilpalcodellalce ha detto...

Ti ringrazio.
Detto da te, e io ti seguo con parecchia invidia, è un complimento che vale più di molti salamelecchi.

Va bè amen.

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