martedì 31 luglio 2012

[THE ART OF] Marcin Wasiolka

Polacco, fotografo, classe 1981. Non so dirvi molto altro, perché sul suo sito la biografia è incomprensibile, ma le sue immagini parlano per lui.
Continuo a pensare che, in questo secolo, non basta essere bravi fotografi, ma occorre avere ottime competenze di postproduzione digitale e, naturalmente, la sensibilità per usarle in modo creativo.
E Marcin possiede entrambe.

PS Sì, l'ho scoperto cercando un ritratto di Paris Hilton. E allora?

domenica 29 luglio 2012

[eBook] Lollipop.

Lollipop, di Germano M.
Disponibile in download gratuito in ePub e Mobi da QUI.

È il primo racconto che leggo ambientato nell'universo creato da Alex "vulcano" Girola (sì, ho molto da recuperare, ma le ferie sono vicine, ho un iPad quasi vuoto e non ho paura di riempirlo), l'ho finito in una mezz'ora e mi è parso riuscito sotto tutti i punti di vista.

Nonostante la tecnica di narrazione di Germano non sia particolarmente innovativa e ricercata, la qualità della sua storia è molto più alta di tanta roba che ogni giorno raggiunge le nostre librerie e merita risalto e la vostra considerazione.
Una prosa scevra da inutili sofismi, una narrazione avvincente, nessun colpo di scena forzato tanto per fare "audience" ma piuttosto una manciata di personaggi che è facile amare e odiare e, tanto per gradire, un perfetto equilibrio tra un plot forte e personale raccontato in maniera solida e asciutta, e un background complesso come quello messo in piedi da Alex... che, per come è strutturato, potrebbe portare a un certo "livellamento" delle storie ambientate nel macroverso letterario di Due Minuti a Mezzanotte".
In Lollipop, Germano riesce a non perdere nemmeno un pizzico del suo stile, della sua incapacità di scendere a compromessi e di scontentare, irritare, provocare il lettore ma, al tempo stesso, mette se stesso al servizio delle meccaniche di genere e ne esce in maniera elegante, se avete un'idea del concetto di "eleganza" che ha Germano.

Insomma, facciamola breve che mi sono dilungato già troppo: scaricatevelo e leggetelo.

venerdì 27 luglio 2012

Ci siamo capiti.

"Pronto? Matteo? Allora senti, è deciso: Grecia. Isole greche. Olive greche. Ragazze greche. Sì, lo so che sei sposato, che c'entra… costa poco, dai che ora che stanno per uscire dall'euro gli alberghi a quattro stelle li paghiamo come una pensione ad Anzio… è deciso dai. Ah… no però se hai dei dubbi… no anch'io ne avevo però li ho messi da parte – perché anch'io ne avevo, ma ti ho visto deciso – no perché 'ste mete alternative… ma alternative de che? È da maggio che sento solo gente che va in Grecia. Allora andiamo a Sharm El Sheik! Ecco l'idea! Ecco! Andiamo in un posto da depliant: basta compromessi. Grand Hotel. Ristorante in spiaggia. Palme. Piscina. Trattamenti Jacuzzi e ragazze sempre in bikini e tacchi alti… ci siamo capiti. Deciso? Concentrati. Rifletti. Parla adesso o mai più. Andiamo. Vengo a prenderti. Preparati. Macché pinne e maschera. Comprati due camicie fighette, ma fai in fretta tra un'ora sono da te".

No, non ce la posso fare. Lo richiamo.
"…no hai ragione… guarda anch'io ci stavo pensando… mi sembra una cazzata… duecento euro al giorno. Esclusi i cocktail. Che poi, se conosci là una, che fai, non le offri almeno un mojito? Ed ecco che ti partono sessanta euro. Che poi, che ci andiamo a fare a Sharm io e te? Io manco so nuotare, ora che ci penso. Guarda, facciamo una cosa: andiamo in quell'agriturismo della mia amica in Toscana. Sì. Ci rilassiamo. Leggiamo. Rileggiamo Eco… Clarke… magari vediamo i film di Truffaut… sì. Bello dai, bello. Niente file, niente caldo, aria pulita… Allora d'accordo passo a prenderti adesso: prendi due maglioni e il Monopoli! fai in fretta, tra mezz'ora sono da te…"

Continuo a sopravvalutarmi. Non ce la posso fare. Lo ri-richiamo:
"…no scusa… no, non sono sotto casa tua… senti, ci ho pensato. Andiamo a Las Vegas! No, non sono pazzo. Ci ho pensato e deciso: facciamo un'estate decadente ma glamour! Roviniamoci ma divertiamoci come dei pazzi! Al massimo voglio leggere il foglietto per ordinare la colazione in camera… altro che Eco e Clarke! Roulette, blackjack, slot-machine… e poi, ci siamo capiti… Las Vegas!… Dai ci stiamo un giorno. Guarda, mettila così: Las Vegas è l'epifania dell'oggi, se sei lì sei nel presente. Non è una città, è una performance artistica, il primo bonsai spaziotemporale. E poi… ci siamo capiti. dai. Prendi i Rayban e comprati una colonia di Dolce & Gabbana che tra un quarto d'ora sono da te".

"No ok dai… passi tu… ma che spettacolo andiamo? … ma è un'arena, ricordati la felpa…"

giovedì 26 luglio 2012

La cosa più nerd dell'universo?

Questa.
Farsi lavare la macchina da una squadra di slave Leila.
Se in Italia nessuno ci ha ancora pensato, potrebbe dare via al business del secolo.

mercoledì 25 luglio 2012

Cose che non capisco (4)

È un po' che non rispolvero la vecchia tag Cose che non capisco.
La prima parte dei miei grandi,. dubbi esistenziali (e meno) la trovate QUI, la seconda QUI e la terza QUI.
Prima di parlarvi della Cosa Che Non Capisco di oggi, guardate le fotografie qui sotto.

Ieri mi arriva questa busta. Ha francobollo, timbro e mittente tedesco. Chi mai mi scriverà dalla lontana Germania?

Non resta che aprirla, giusto? Ma, sorpresa: non contiene una lettera. C'è una bustina di plastica, dentro.

E la bustina, la bustina, cosa contiene, eh? Cosa contiene?

Ecco cosa contiene: quattordici, dico quattordici spugnette per gli auricolari delle fottute cuffie per un dannato iPod (o qualsiasi altro dispositivo che preveda delle cuffie per l'ascolto).

Eccole. Apro la bustina di cellophane e le spargo sul tavolo. Le rimiro, ancora incredulo. Hanno viaggiato migliaia di chilometri per arrivare fino a me, e finalmente sono qui. Nelle mie mani.

Perchè, lo sapete anche voi qual è il problema, vero? Anche se fate finta di no, che a voi di perdere una spugnetta degli auricolari del vostro iPod, in tanti anni, non è mai successo, giusto? Beh, sono contento per voi.
Perché, senza quelle spugnette, di colpo i vostri costosi auricolari, collegati ad un ancor più costoso iPod, diventano praticamente inutilizzabili.
A meno che non siate tra quei fortunati esemplari umani dotati di quella particolare conformazione del padiglione dell'orecchio che non fa scivolare via inesorabilmente e ripetutamente l'auricolare delle cuffie.
Il che, in una scala da zero a una mosca che vi cammina sulla faccia, è molto, molto seccante.
E allora, che fare?
Comprarne di nuovi?
Bella idea.
Dove?
Qui vi volevo.
Non abito in una sperduta cittadina di provincia.
Abito nella capitale di un Paese che si dice industrializzato e civilizzato.
E ho cercato, sì, ho cercato. Da Mediaworld, alla Fnac, nei negozietti d'elettronica, ai grandi magazzini. Ricevendo occhiate di compatimento e a volte di scherno.
"Spugnette per auricolari? No, non ne teniamo".
Immagino che la sera, tornando dalle loro famiglie, quei commessi avranno raccontato: "Non hai idea di cosa è venuto a cercare un tizio, oggi in negozio!"
Tornato a casa, dopo essermi tenuto la testa tra le mani in silenzio per dieci minuti in preda la depressione più nera, mi sono sentito all'improvviso molto furbo: ehi, le cerco su Internet!
Bella idea.
E su Amazon.it ho trovato una confezione da sei pezzi. A ventidue euro. Non scherzo, eccola qua sotto, se non ci credete (io non ci crederei).

Tre euro e sessanta centesimi per una spugnetta grande come l'unghia del mio pollice.
E sono anche fortunato: sono in offerta, ventidue euro e spicci anziché 28,44 del prezzo pieno.
Più le spese di spedizione.
Ultima spiaggia: eBay.
E ho trovato questo annuncio:
Quattro euro e quarantacinque centesimi per la bellezza di quattordici meravigliose, soffici, funzionali spugnette per auricolari.
Spedizione gratuita.
Per arrivarmi da Bad Münstereifel ci hanno impiegato esattamente 48 ore.

Non avete bisogno che vi riassuma le cose che non capisco contenute in questo post, vero?

martedì 24 luglio 2012

Playmusic, anno uno, numero tre.

Da oggi, o forse da ieri, non so, è in edicola il terzo numero di PlayMusic, mensile di musica curato (graficamente, s'intende) dal sottoscritto.
Sempre disponibile in due copertine, in questo numero si parla di Ligabue, Foo Fighters, Maroon Five, Duran, Pezzali, la musica anni ottanta e altra roba che vi porterete via per la miseria di tre euro e cinquanta.
Ci si vede a settembre col numero quattro.


lunedì 23 luglio 2012

Quattro euro spesi bene.

Scommetto che molti di voi, come me, adoperano più applicazioni insieme sul proprio computer.
Dopotutto, il multitasking è stato inventato proprio per questo.
Credo di essere realistico se ipotizzo che, in questo stesso momento, avete in esecuzione il browser Internet, un programma di videoscrittura, uno di fotoritocco, uno per l'impaginazione, magari un programma di grafica vettoriale, Skype, Acrobat e qualche tipo di riproduttore musicale.
Il che significa un bel po' di finestre aperte, giusto?
Ma anche se usaste solo un programma alla volta, se questo programma ha un numero esagerato di palette sono sicuro che tutti voi, prima o poi, avete desiderato uno schermo più grande dove ficcare tutta quella roba. O magari, due monitor, già che ci siamo.
È una buona soluzione, ma molti di noi non hanno neanche lo spazio fisico sulla scrivania per incastrare due monitor, per non dire dei biglietti da cento euro necessari per portarsi a casa un altro venti pollici decente.
Ma, sapete come dicono quei furboni della Apple?, c'è un app per ogni cosa.
E, se siete uno dei milioni che possiedono un iPad, la soluzione per voi si chiama iScreen.
Il bello delle App è che, oltre ad essere incredibilmente economiche, sono anche estremamente semplici da utilizzare.
iScreen fa una sola cosa, ma la fa bene e senza fronzoli inutili: rende lo schermo del vostro iPad un'estensione del vostro monitor.
Scaricate i driver dal sito del produttore, avviate l'app sull'iPad e, sul vostro Mac, ed entrate in Preferenze di Sistema. Sul pannello di controllo c'è un solo switch da azionare. In disposizione, scegliete dove posizionare l'iPad rispetto il vostro monitor, e all'improvviso i seicento e passa euro che vi è costato quel tablet tanto cool ma che magari non sapete bene neanche voi perché cazzo lo avete comprato cominceranno ad ammortizzarsi.
E poi dite che qua sopra non leggete mai niente di utile.


iScreen richiede un Mac con Leopard e una rete wi-fi per funzionare.

Questo è il suo pannello di controllo. Direi abbastanza semplice, no?

Dal vostro pannello di controllo Monitor, scegliete dove posizionare lo schermo del vostro iPad. Se attivate Duplica Monitor, tutto quello che appare sullo schermo del vostro Mac apparirà su quello dell'iPad, il che potrebbe fare comodo in parecchi casi.

Mentre lavoro, ascolto sempre della musica. E l'interfaccia di iTunes è parecchio ingombrante. Che c'è di meglio che averla in un piccolo schermo a parte?

In realtà, è quando si usano programmi come Photoshop che iScreen torna davvero utile. Tutto il monitor principale può essere usato per la finestra del documento.

Potete orientare l'iPad verticalmente od orizzontalmente. E nei nove pollici del suo schermo ad alta risoluzione, entrano un gran numero di palette.

Per completezza, devo dirvi che esistono altre due app che fanno quello che fa iScreen: sono AirDisplay e iDisplay. Ma AirDisplay ha requisiti software più elevati (dovete avere almeno Snow Leopard sul vostro Mac) e costa due volte tanto. iDisplay è più economico, ma il produttore consiglia di spegnere il Bluetooth del vostro computer se volete delle prestazioni decenti... il che può essere un problema se impiegate abitualmente dispositivi di questo tipo, come un mouse o una tastiera wireless.

venerdì 20 luglio 2012

CR&S DUU Conlatusa.

Potrei inaugurare un nuovo tag "roba che vorrei disperatamente e che di certo migliorerebbe la qualità della mia vita ma non posso, cazzo, davvero non posso permettermi", ma sarebbe un po' da sedicenne, temo.
Però questa motocicletta (ecco, ora che l'ho scritto il solo termine mi sembra tristemente misero e riduttivo), rifiniture eccezionali, curata maniacalmente, motore da due litri raffreddato ad aria (no, dico, avete idea di che significa sotto il piano del design non dover pensare al radiatore?), venduta on-demand QUI a 26.000 euro – ovviamente esclusi il mare di optional e accessori che si pagano a peso d'oro – si meriterebbe in toto quest'etichetta.

A quel link troverete tutto, scheda tecnica, dettagli costruttivi, prestazioni e tanta altra roba che non vi darà neanche lontanamente l'idea dell'emozione che si debba provare a possederne una, o anche solo a guidarla per qualche chilometro.

E questa consapevolezza rende questo mondo un luogo davvero, davvero ingiusto e ingrato.

giovedì 19 luglio 2012

Piovono bombe.


Copio e incollo dal blog di Gianluca Santini.
Qais ha tredici anni ed è solo, completamente solo.
Zaino in spalla, pistola alla cintura, fumetto in tasca, sopravvive nell’estate 2015 in quello che resta della città di Karachi, Pakistan.
Allontanandosi dalla città sente l’urlo di una donna e la salva dall’aggressione di un Giallo. Claire, ex-giornalista, si affianca al ragazzino. La sopravvivenza di lui diventa quella di lei. Una convivenza forzata nel panorama dell’apocalisse della Pandemia Gialla.

Piovevano bombe è il nuovo eBook di Gianluca Santini, ed è uno spin-off del progetto di scrittura collettiva Survival Blog, di cui ho parlato a più riprese e per il quale ho avuto il piacere di disegnare il logo e varie copertine... tra le quali tutte quelle di Gianluca, compresa l'ultima (che vedete in apertura) e le due qui sotto.

Potete scaricare gli ebook di Gianluca QUI. Siamo in piena estate, e cosa c'è di meglio che una buona lettura apocalittica e gratuita sotto l'ombrellone?