domenica 30 settembre 2012

Romics 2012

Man mano che sistemo le foto, aggiornerò questo post.
Nel frattempo, ecco qualche scatto della giornata di ieri.
Una volta di più, al Romics fa un caldo cane. Federica/Uapa è a suo agio. Io meno. 


Esteticamente, il Romics non ha nessun appeal. Il solito hangar gigantesco stipato di fumetti, gadget, videogiochi e gente che si è presa la briga di arrivare in questa landa in mezzo al nulla tra Roma e l'aeroporto di Fiumicino.

Naturalmente, quando io smetto di essere Batman, qualcuno se ne esce con l'allestimento di uno stand fighissimo che riproduce un tetto di Gotham City, con gargoyles, batsegnale e tutto il resto. È la gioia di tutti i cosplayer di Batman e soci.

Con l'elmetto in testa, fa caldo. E ora sapete perché in tutte le foto ho quell'espressione incazzata.

Ma c'è chi sta peggio di me.

Cominciamo a menar le mani.

Generazioni nuove e meno nuove. E tutte contro di me. Qualcuno ha deciso che fare piazza pulita dell'umanità sia un male. È una visione superata.

Beh, anche i despoti più sanguinari facevano foto con i bambini.

Non mi nego a nessuno. Neanche alle zombie.

Questa è per farvi credere che, sotto sotto, ho anch'io un cuore umano. È falso. È tutta propaganda.

È la famiglia che dà forza. E ritrovare mia figlia Scarlet è stata un'emozione per il mio cuore diamagnetico.


I cattivi hanno sempre più fascino, dopotutto.

E sono pure più belli.


Quasi tutti.

Lei era... uh... dai, lei... non mi viene. Ma chi se ne frega. Potevo mica non metterla.

Attrazioni fatali. 

Avete presente quando a una festa qualcuno sfoggia il vostro stesso vestito? Fastidioso, nevvero?

Se pensate che Loki (a sinistra) sia un pelo troppo stempiato, avreste dovuto vedere Thor (a destra) senza la parrucca.

 Una volta che vi abituate a camminare strisciando su questa specie di piedistalli, sarete tra i più fotografati di tutta la fiera.

 C'era anche una Neliel. Deiziosa, minuta ma letale.

venerdì 28 settembre 2012

Oggi è iniziato Romics...

...la fiera del fumetto più importante di Roma e la seconda fiera più importante d'Italia (ma il fiato sul collo del Comicon di Napoli, ormai, inizia a farsi sentire).
Io ci sono da domani e mi potrete riconoscere paludato da Erik Magnus Lehnsherr, anche noto come Magneto, signore del magnetismo, leader indiscusso dei mutanti cattivi e tradizionale nemesi degli X-Men.
Per vedermi addobbato da giudice Dredd, dovrete aspettare almeno Lucca Comics, tra un mesetto.
QUI se volete tutti i dettagli, gli orari e via dicendo.
E, se accettate un suggerimento, comperate il biglietto on line. Le code per entrare sono qualcosa che ti fa passare la voglia.

Minimale. Anzi, elementare.

La settimana scorsa il presidente di eBay ha presentato il nuovo logo dell’azienda, progettato (mai questa parola è stata così sprecata) dalla designer americana Diana McDougall.
Lo vedete qui sotto: stessi colori e minimalismo estremo (per gli addetti ai lavori, è stato composto con l'Univers Extended).
eBay non aveva mai cambiato il logo da quando è fu fondata nel 1995. Il cambio di logo sarà attivo su tutti i siti della compagnia d metà ottobre, e fa parte di una nuova strategia dell’azienda per le sue attività future, almeno secondo, le parole del presidente Wenig: uno spostamento dal mercato delle aste su oggetti nuovi e usati alla messa in vendita di prodotti nuovi con un prezzo prestabilito, direttamente da parte di eBay, andando a competere così direttamente con Amazon, la più grande azienda di commercio elettronico.
Ma di queste robe me ne intendo poco, e torno un attimo sul redesign del logo.
Che, nel caso vogliate il mio parere professionale, fa cagare.
Un logo disegnato con Word.
Un insulto al nostro mestiere in un certo senso peggiore di episodi come QUESTO o QUESTO, perché travestito sotto l'etichetta ipocrita di minimalismo.
Perché il minimalismo mi va anche bene.
Portato alle estreme conseguenze, però, sconfina nell'elementare, nell'insipido, nel banale.
E, visto che le immagini sono quasi sempre più esplicative delle parole, ecco che Lee&Ele nel loro Tumblr si sono divertiti a proporre qualche noto logo declinato alla maniera del nuovo logo eBay.
E io, che ho una mezz'ora da perdere e non sono da meno, dò il mio contributo.

E, comunque, la McDugall è stata pagata troppo, qualsiasi sia stata la cifra.


giovedì 27 settembre 2012

[Recensione] Un buon posto per morire


Un buon posto per morire
Tullio Avoledo/Davide Boosta Dileo (2011)
Einaudi, 642 pagine
20 euro


Di Avoledo, se avete letto le mie recensioni (QUI ma anche QUI e QUI) dovreste sapere che sono un grande fan.
È quindi col doppio della delusione che ho bollato, senza possibilità alcuna d'errore, questo Un buon posto per morire come la peggiore cosa finora uscita a sua firma.
Essersi accompagnato a Davide Dileo come co-autore è stata una mossa che ha pagato come mescolare l'acqua di rubinetto con un vino invecchiato pazientemente per decenni. Una mistura appena bevibile, che solo a tratti rievoca il sapore personalissimo e sofisticato dell'Avoledo della Ragazza di Vajont o dello Stato dell'Unione, piccoli gioielli che lascerò sedimentare ancora qualche anno prima di rileggerli.
Il sodalizio con Dileo è la prima spiegazione che mi viene alla mente per spiegare questo feuilleton di seicento e passa pagine dove vengono buttati nel calderone tutti, o quasi, i temi classici del complottismo e della creduloneria: da Nostradamus agli alieni passando per l'ennesima reincarnazione del Terzo Reich, zombie cannibali e il mito del Golem, tenuti assieme – si fa per dire – in un collante a base di videogame a realtà immersiva, esplosioni, uccisioni, una quantità di proiettili esplosi che manco in un film di Stallone degli anni ottanta e alcuni tra i personaggi peggio scritti della sua carriera.
Manca un filo, un quadro d'unione, una struttura, una logica e, tipo, una ventina di pagine finali che avrebbero dovuto raccogliere le fila di una serie di capitoli sempre più traballanti e slegati.
Sospendere il principio di realtà in questo amalgama di temi – già in partenza viziati di loro da scarsa credibilità – è praticamente impossibile: in nessun momento del romanzo si riesce a prendere seppur minimamente sul serio la vicenda, e lo stile elegante e potente di Avoledo, reso zoppo e a malapena riconoscibile qua e là (ad esempio in una delle poche parti realmente evocative, dove Nostradamus predice l'Olocausto) non basta a risollevare le sorti di un libro brutto, inutilmente lungo e palesemente sotto, parecchio sotto la media rispetto alla sua cifra consueta.
In poche parole... risparmiatevelo e piuttosto cercate un altro dei suoi titoli, uno qualsiasi. 
Voglio abbastanza bene ad Avoledo da pensare che questo sia stato solo un errore di percorso, e con un po' di tempo riuscirò a dimenticare di averlo mai letto.

martedì 25 settembre 2012

Te lo dò io, Prometheus.

"No lo so che è ingenuo prendersela con i critici dicendo vorrei veder voi a fare un film però... sì... no però basta lamentarsi..."
Sono al telefono con un mio amico che scrive di critica cinematografica su un blog che mi chiede di non nominare.
"...vabbé com'era secondo te questo Prometheus? No! Pure tu? Ma così brutto, dici? No però bisogna reagire. Tra l'altro avevo avuto un'idea che magari possiamo mettere giù... sì, invece che stare sempre a lamentarci sui rispettivi blog sui film che abbiamo visto, buttiamoci nella mischia! Con coraggio e anche un po' di ingenuità voluta, sennò stiamo sempre qua appollaiati come i nonnetti del bar a dirci che brutto questo, che brutto quello, che brutto tutto... allora senti, il film, funzionerebbe così: ci stanno due... ma come l'hanno già fatto? Ma come l'ha già fatto Neri Parenti? Ho detto solo ci stanno due! Fatti venire piuttosto in mente Fincher... o magari, i fratelli Wachowski... come, in The Matrix i protagonisti erano tre? Vabbé, ma tu conti pure la Moss... che se c'era o non c'era era uguale... E no, mica Neo e Morpheus, semmai Neo e l'agente Smith... insomma, qualsiasi cosa ma non Neri Parenti e quei due coglioni! Ma come con quei due coglioni intanto ci ha fatto i miliardi? Ah, ma allora Britney Spears è la più grande cantante del mondo perché ha venduto più dischi di tutte le altre, allora! E poi il cinema è come le canzoni: sono tutte uguali, conta l'arrangiamento. Ma come lo dice sempre Neri Parenti? Ma allora basta, dai... sì stai con Neri Parenti... eh... vabbé... sì... comunque il film è finito. Era su noi due. Tu eri il personaggio negativo. Ciao, ti lascio che partono i titoli".

lunedì 24 settembre 2012

Solo per romani.

Per tutti gli altri, la traduzione è QUI.

Il vero prezzo del mio pieno.

Ecco, tu guardi la tv, leggi i giornali e ti dicono che c’è la crisi economica, aumenta il prezzo del petrolio, aumenta lo spred, che ormai allo spred viene imputata anche la fame nel mondo, il decadimento dei costumi e l'estinzione del Dodo, ma non ti dicono una cosa che sanno tutti e cioè che dietro i motivi che hanno portato a questa guerra, a quella in Libia e quasi tutti i conflitti che riguardano il Medioriente, c'è il petrolio.
È successo anche stamattina.
Accendo lo scooterone che mi saluta con un'unica, misera tacca sul display del serbatoio. E allora vado a fare benzina. E al distributore non c'è Rocco Papaleo che mi fa una battuta, no, ma un tizio sventurato quanto me e per di più vestito come un idiota. Mi guarda con la sua Faccia del Lunedì, che poi è simile in maniera sospetta alla mia, e dice: "Quanto?"
Io dico: "Venti euro". 
So bene che con venti euro ci faccio appena dieci litri e maledico perché il prezzo è alto.
Ma so che non è quello il prezzo più alto che sto pagando per avere petrolio nel mio scooterone.
Quando alzo gli occhi il benzinaio porta un visore agli infrarossi, tuta mimetica ed elmetto. Prima di premere il grilletto mi chiede "Vuoi la nuova Blu superPlus?" e io inizio a sentire l'odore del sangue che sgorga insieme alla benzina dalla sua enorme pistola e con l'anima in pezzi e le mani alzate alzo la visiera del casco e sussurro: "Mi arrendo. Vado a piedi".

venerdì 21 settembre 2012

Vault.

Dimensioni originali 3661x5020 pixel. QUI potete scaricare il media pack per desktop, iPad e iPhone (anche retina display). Piace?

giovedì 20 settembre 2012

Cosplay in progress (9)


Il Legislatore è l'arma corta in dotazione ai Giudici.
Il suo impiego è in primo luogo dissuasivo e subordinato ad un primo – ed unico – avvertimento al trasgressore della Legge.
L'uso letale del Legislatore è autorizzato a discrezione del Giudice.
Il Legislatore utilizza un munizionamento multiplo a comando vocale e implementa un riconoscitore del DNA personale del Giudice per il quale è programmato. Impieghi non autorizzati del Legislatore elettrificano letalmente l'arma.

Per realizzare una replica passabile del Legislatore, sono partito da uno stampo in resina dura, in commercio su eBay per qualche decina di euro.
Come vedete, non ha un gran livello di finitura, e richiede una bella carteggiatura per rimuovere le imperfezioni dello stampo.
Per l'inserimento di un piccolo areatore idraulico satinato e un oculare, ho fatto praticare due fori circolari sul fronte... impresa tutt'altro che banale, visto che la resina in questione è dura come e più del legno. È stato necessario un tornio industriale, ma alla fine i pezzi si incastravano perfettamente.

Ho quindi verniciato la pistola di nero lucido e argento, mascherando con scotch da carrozzieri. Col trapano e una punta sottile per legno, ho creato dei forellini per l'inserimento di qualche vite cromata autofilettante.

Il Legislatore originario include due file di LED rossi sotto la canna. Ho fatto sistemare due strisce di LED negli alloggiamenti e li ho coperti con due lastrine di plexiglas nero da 1 mm tagliate a laser su mio disegno vettoriale. Nella parte inferiore della pistola, è stato ricavato un alloggiamento per due batterie stilo che alimentano i LED. Un microinterruttore nascosto aziona e spegne i LED.

(continua)

mercoledì 19 settembre 2012

Sicuramente è un caso (2)

Forse ricorderete QUESTO post.
Beh, è arrivato il momento di una nuova carrellata di somiglianze imbarazzanti.
Ogni immagine è ingrandibile cliccandoci sopra.