martedì 29 gennaio 2013

Atomium.


È difficile, per me, valutare questo primo estratto dal nuovo disco di Karl Bartos in maniera equa.
Perché se è vero che è un delizioso omaggio alla musica elettronica del secolo scorso e alla produzione tutta del gruppo in cui Bartos si è formato, cresciuto e poi si è affrancato nei primi anni novanta, è pure vero che è un pezzo che non introduce nessun nuovo elemento rispetto la sua produzione (l'episodio acustico di Elektric Music del 1998 non conta, avevi scherzato, vero, Karl? che simpaticone) ma miscela vocoder, sonorità robotiche, tecnopop, gusto mitteleuropeo, una melodia facilmente assimilabile, suggestioni futuriste e un tappeto ritmico a tratti epico e a tratti invece poco più che didascalico.
In sostanza, è una traccia un poco ruffiana, facile, a tratti semplicistica.
E, naturalmente, strettamente imparentata con le robe dei Kraftwerk dei quali Bartos rappresentava un terzo della forza creativa, a dire il vero.
E quindi, sì,Atomium mi è piaciuta abbastanza e, appena uscirà, comprerò anche l'album, valutando se valeva la pena aspettare un intero decennio dall'ultimo Communication
E poi, la copertina con quella bellissima foto dell'Atomium (prima o poi tornerò a Bruxelles solo per sedermici davanti e guardare il tramonto riflettersi sui nove sferoidi cromati alti centodue metri) vale il prezzo del disco.

Ah, invece il video non è proprio niente di che. Probabilmente, voleva essere anche lui citazionista ma appare solo vecchio.

8 commenti:

minimalist ha detto...

Inutile ed assolutamente inconsistente il brano, decisamente brutto il video. Peccato, un'occasione persa.

Marcus ha detto...

Oddio, mi sento riportato indietro di 10 anni...

(che poi per quello che ascolto io è una specie di ritorno al futuro) :D

Rob72 ha detto...

Mi sa che Communication, almeno qui in Italia, l'abbiamo comprato in tre o quattro, e io sono uno di quelli. ;)
Era raffinato ed interessante, pure troppo (facendo finta che le tracce troppo "techno" non ci fossero), ed anche Bartos trovava la sua ragion d' essere trovando un "suo" stile che era assieme Kraftwerk e non lo era.
E' che mi chiedo: dieci anni di attesa per uscirsene con un singolo (diciamolo) deboluccio con lui che nei video si fa solarizzare per far finta di non avere sessant'anni mi dà un po' da pensare...
anyway, la copertina spingone.

Rob72 ha detto...

(scusa, non so perché il correttore automatico mi ha fatto scrivere "spingone" quando in realtà era "la copertina spinge"). ;)

Anonimo ha detto...

Per me questa Atomium è un pezzo senza senso.
Una mezza via tra il dare ai fans un disco nuovo dopo tanti anni di silenzio e restare ancorati alle vecchie sonorità di dieci anni fa senza far vedere che si "cede" a nuovi trend come la dubstep.

Gli album fatti con la formazione originale dei Kraftwerk, invece, sono oramai dei classici e a mio modo di vedere ci si deve confrontare chiunque ancor oggi fa musica elettronica.

Però diciamo che sospendo il giudizio almeno finché non esce l'album, non sarebbe la prima volta che viene "cannata" la scelta del singolo.

Yeeshaval ha detto...

Un singolo non fa primavera.
E neanche un disco necessariamente da comprare.
Se dovessi elencare gli album brutti lanciati da un singolo bello...

Maura ha detto...

Mah, il genere continua a non "scaldarmi" manco un po'.
Apprezzo l'immaginario inconografico di contorno ma la musica per me è un'altra cosa.

CyberLuke ha detto...

Che abbia sonorità "vecchie" credo sia una cosa assolutamente voluta.
Ma a me piace (anche) per questo.
E comunque concordo con Yeeshaval per la storia "singolo bello/album mediocre". Spero non sia questo il caso.