giovedì 31 gennaio 2013

Crisalidi.


Ogni sabato a Roma, fuori da un notissimo fast food, si dà appuntamento un gruppo di emo.
Coi vestiti a strisce nere, bianche e fucsia.
Anche a quadretti.
Jeans skinny. Parecchi portano un ciuffo che – ad arte – gli copre metà del viso.
Ogni volta che passo di lì uno si alza e mi chiede una sigaretta. A volte mandano una ragazza, la più carina del grupetto, probabilmente una sottile strategia. Io rispondo che non fumo e aspetto. Aspetto che mi chieda se "le regalo" cinque euro. Una volta me ne sono sentiti chiedere dieci.
Io, da sempre affascinato dalle sottoculture metropolitane spontanee e dai loro look, se mi avanzano nelle tasche del mio (sobrio) cappotto nero li tiro fuori e glieli dò. E aspetto ancora.
E mentre li studio ho il tempo di chiedermi che diavolo ci faccia un gruppo di emo di fronte un noto fast food e non invece davanti a una chiesa un po' snobbata, a un monumento coperto di guano di piccione, oppure chessò davanti una farmacia chiusa per turno.
Cioè mi chiedo se anche qui il fast food assolva alla funzione di surrogare una modernità mai realizzata, come è accaduto a Seattle o più di recente a Seoul… oppure… oppure, se non sia una raffinata provocazione emo, scegliere di votarsi per sempre all'autolesionismo, di abitare una specie di junk time – ecco l'ho pensato – un tempo-spazzatura, il tempo dei panini al colesterolo che provocano infarti, ictus e malattie del sistema cardiocircolatorio. Il tempo della manodopera sfruttata dal colosso amerikano e che porta alla depressione… insomma, pensavo fissando questa emo in jeans stretti, scarpe Converse e occhi truccati di nero. In pratica, un clone di Pris ma mora come l'inferno.
E questa inizia a fissare me e mi fa: "Ma tu non sei Luca, quello che abitava in via blabla…?"
E io la guardo meglio, scavo mentalmente sotto lo strato di trucco bianco e la riconosco: era la figlia del portiere di casa dei miei, ci giocava mia sorellina anche se lei era più piccola – praticamente una bambina – strillava tutto il tempo e improvvisava degli spettacolini dove urlava davanti un microfono di plastica e un pubblico immaginario sempre le stesse quattro canzoncine da hit parade, e quando attaccava Figli delle Stelle la lasciavamo tutti sola.
Ed eccola qua, trent'anni circa – portati non capisco bene come vista la quantità di trucco – che mi guarda attraverso la frangia nera di henné e mi dice: "E allora Luca, ti piacciono sempre i dinosauri? Ci facciamo un crispy Mcbacon insieme? Dentro c'è pure MTV".
"No, no grazie, ho fretta".
Mi si era anche un po' chiuso lo stomaco.

16 commenti:

tetsu1 ha detto...

Luca quello che hai appena descritto non si chiama Junk Time, ma Junk Space : http://www.quodlibet.it/schedap.php?id=1618

Te lo consiglio perché non è un libro pesante. E Koolhaas è più un guru che architetto (nonché prossimo direttore della Biennale..)

Valeria Boffi ha detto...

Luca.....ahahhaha! Se ti piacciono i dinosauri ti consiglio http://instagramersitalia.it/t-rex-adventures-on-instagram-osnuflaz-iger-della-settimana-iger-of-the-week/

LUIGI BICCO ha detto...

Qualcuno di loro, fuori da quel fast food, potrebbe chiedersi invece cosa ci facci lì Bruce Wayne senza costume o Dredd senza casco.

Comunque mi è venuta un po' di tristezza, a leggere la storia :D

Ariano Geta ha detto...

Se nemmeno quelli che si autodefiniscono cattolici ferventi riescono a essere coerenti con quella che dovrebbe essere una fede (quindi qualcosa di assoluto) figuriamoci i seguaci di una banale tendenza.

pa ha detto...

qui a milano gli emo sono alle colonne di san lorenzo e a piazza vetra - posti davvero magnifici.
ma fanno sempre un pò di tristezza dovunque li metti.
però... trenta... era vecchietta per gli standard!

sommobuta ha detto...

Qua a Napoli gli emo sono in via d'estinzione. Penso si siano evoluti in qualcosa di peggio, ma non saprei dire in "cosa". La storia comunque farebbe chiudere lo stomaco a chiunque...

Dama Arwen ha detto...

Ahahaha!
Ma solo a te!
Cmq io adoro IL LOOK emo, quel che ci sta dietro non mi importa. Se avessi la loro età ora (ma… 30anni? non è roba da tenneagers?? Cioè, io ho 36 anni, faccio cosplay e spesso non vado in giro in modo sobrio, anzi, ma almeno è uno stile tutto mio, non "di gruppo")
mi concerei così anche io.
Ma che ci sia davvero sotto un messaggio lo credo poco.

È come le ragazze di Tokyo, che ogni domenica mattina vanno ad Harajuku conciate da gothic lolita, con trucco e parrucche improbabili, come sfogo di un'emancipazione femmilie che là ancora non c'è. Non come da noi, almeno.

Alex McNab Girola ha detto...

Ci sono le medesime realtà, nei medesimi santuari (i fast food) anche qui a Milano.
Di solito però hanno meno di trent'anni. Strano...

La firma cangiante ha detto...

Si ma il punto è, i dinosauri ti piacciono ancora?

CyberLuke ha detto...

@Tetsu: grazie. Con l'occasione, ho ridato anche un'occhiata al tuo blog. Sempre interessante.
@Valeria e la Firma Cangiante: ho sempre amato i dinosauri. Pure se oggi sono preso da altre cose.
@Luigi: ero in borghese, sfortunatamente.
@Ariano: dici bene.
@pa e Alex: fuori tempo massimo? Magari lei non lo sapeva.
@Sommobuta: dovevi esserci.
@Dama: è il gruppo che dà forza.

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

ma esistono ancora gli emo?
nel resto del mondo sono passati di moda da un 2/3 anni almeno...

Antonio Monteleone ha detto...

Ah, l'omologazione non ha età. Un post che ha tutta l'aria di un possibile incipit di un libro, non so se è un complimento eh :)

Viktor ha detto...

30 anni mi sembrano davvero troppi per una emo e la cosa mette tristezza, perchè forse in 30 anni questa persona è talmente spersa che non riesce neanche ad omologarsi ad una sottocultura appartenente alla sua di generazione.
In ogni modo, emo o no, se una persona che passa le sue giornate seduto fuori da un fast food dovesse chiedermi 10 (!) euro in regalo l'eyeliner nero glielo farei io a gratis!
Detto questo, leggendo l'invito finale che ti ha rivolto la ragazza, mi è venuta in mente, più che Pris, la grandissima Patricia Arquette di Una Vita al Massimo.

Fra ha detto...

mi sa che non so bene cosa ci sta dietro l'eyeliner nero... cioè non ho capito la loro filosofia di vita... chiedere soldi ne fa parte?

p.s. a un mio amichetto hanno regalato un gioco in cui dovevi scalpellare un blocco di gesso e dentro ci trovavi pezzi dello scheletro di un dinosauro... ti sto immaginando mentre ci giochi :)

Fra ha detto...

mi sa che non so bene cosa ci sta dietro l'eyeliner nero... cioè non ho capito la loro filosofia di vita... chiedere soldi ne fa parte?

p.s. a un mio amichetto hanno regalato un gioco in cui dovevi scalpellare un blocco di gesso e dentro ci trovavi pezzi dello scheletro di un dinosauro... ti sto immaginando mentre ci giochi :)

Damiano ha detto...

per prova chiuderei in una stanza per una settimana 20 emo presi a caso con 20 metallari 80's (quelli col giubbino in jeans e la mega toppa sulla schiena AC/DC , Iron Maiden, ecc)

Vorrei vedere come ne escono.

Comunque tifo i metallari.

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