giovedì 17 gennaio 2013

[Recensione] Dredd 3D

Visto che i distributori italiani hanno decretato che Dredd 3D non deve – per nessun motivo – vedere la luce nelle sale cinematografiche italiane (e in tutto il resto del mondo, invece sì), celebriamo almeno la sua uscita nel circuito P2P con questa breve recensione.
E, tanto per chiarire: in Italia non è uscito nessun blu-ray (o DVD) di Dredd 3D, né è stato annunciato da nessun distributore.
In Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e compagnia bella, invece, è regolarmente schedulato sui vari negozi on-line, in modo che chiunque voglia legalmente vederlo e/o tenerlo, non ha che da fare un paio di clic e spendere una ventina di euro.
Noi, che di far restare i nostri soldi in patria magari vorremmo pure e ci piacerebbe anche fare le cose a modino, invece dobbiamo cercarlo per i vicoli, col bavero alzato e i baffi finti, come ladri, come cospiratori.
Affidarci a volenterosi traduttori (grazie in particolare, ai ragazzi di SRT project), shakerare il tutto con VLC e piazzarci davanti il monitor a vedere se questo Dredd 3D si meritava davvero questo trattamento.

Se lo meritava?
No, perché di porcheria doppiata, pubblicizzata e distribuita sui nostri schermi ne è passata di molto, molto, molto peggio di questa.
E, sì, perché, in definitiva, Dredd 3D è un prodotto risibile, che nulla aggiunge o toglie al carisma del personaggio a fumetti ispiratore (di cui ho parlato diffusamente QUI).


È, tanto per cominciare, un film con evidenti limiti di budget. Limiti che si vedono in ogni inquadratura.
A iniziare dalle location (il 95% delle riprese si svolge in un condominio – sì, avete letto bene, un condominio, grosso quanto vi pare ma un condominio, fatiscente quanto un Corviale qualsiasi e con una patina di hi-tech sottile quanto una ragnatela), per proseguire coi costumi (ridicolo il casco oversize di Dredd, secondo me l'avevano fatto sulla testa di qualcun altro e quel poveraccio di Urban se l'è dovuto tenere così), i mezzi di scena (per motociclette e armi si è andati pesantemente di riciclo, e si vede) e l'impiego di CGI (che normalmente non tengo in chissà quale considerazione, ma che in un film di fantascienza magari dovrebbero avere un certo ruolo).
Ma, la storia, la storia, com'è?
Nulla di nuovo sotto il sole. A Dredd viene affidata una recluta (l'aspirante giudice Anderson), che ha una giornata per qualificarsi agli occhi del giudice (poliziotto) di strada più anziano. Vi ricorda qualcosa?
Tipo, il soggetto di giusto dieci o venti film di genere? A me, sì.
E poi, che succede?

Che i due buoni si ritrovano bloccati nel megacondominio di cui sopra, che altro non è che il territorio di una feroce gang di spacciatori di droga. E devono uscirne vivi.
Anche qui, insomma, non è che ci si sia da alzarsi in piedi a battere le mani per originalità (leggo che il recente The Raid di Gareth Evans proponga una sceneggiatura sostanzialmente identica). Eppure, sarebbe bastato attingere a una qualsiasi delle belle graphic novel firmate Ezquerra per farsi venire almeno un paio d'idee migliori di questo brodo riscaldato.
Perché il personaggio di Dredd, che magari sarebbe dovuto essere il centro della vicenda, trattandosi di un film intitolato a lui e che, almeno nelle intenzioni della produzione, avrebbe dovuto rilanciarne il franchise, finisce col restare sullo sfondo, piatto, senza spessore, senza guizzi, senza battute.
L'eroe, anche se parlare d'eroe non è corretto, non ha nessuno sviluppo, nessuna crescita, nessuna crisi e nessuna rinascita, e conclude il film esattamente come l'ha iniziato.
Pagando (salato) il prezzo dell’averlo voluto rappresentare fin troppo fedelmente rispetto la sua controparte fumettistica.
Il problema è che il cinema utilizza un linguaggio diverso da quello dei fumetti, e un bravo regista sa dove è il caso di intervenire, smussare, limare o accentuare. Il Batman di Nolan è profondamente diverso da quello dei fumetti (ok, forse troppo), ma il risultato sono tre film che comunque vincono sotto il piano emozionale.
Dredd, ritagliato così com'è dalle pagine di 2000AD, è un fantoccio, non ha un volto (come nel fumetto, non si toglie mai l'elmetto), non ha una personalità definita, è più un celerino privo di sense of humor, privo di debolezze, determinato come un Terminator ma senza avere il fascino di una macchina vivente.

Ammetto che Dredd è ben difficilmente filmabile, ma allora probabilmente ci sono andati più vicino Cannon e Stallone nel 1995 (almeno nei primi quaranta minuti della pellicola, prima che il film cessi di essere Dredd e diventi un normale film di Stallone).
Non voglio tornare su quello che secondo me è un delizioso esempio di action-movie mid-anni novanta e che riesce a farsi perdonare un mucchio di cose (prima tra tutte quello di non essere un film su Dredd), ma a fare il confronto – dopo la bellezza di diciassette anni – il nuovo Dredd 3D ne esce, alla meglio, come un buon tentativo clamorosamente fallito, un prodotto prevedibile, bollito, la cui ultraviolenza, oltre a non essere neanche quella una novità, non basta ad elevarlo come action d'autore ma, semmai, a non catalogarlo come entertainment per nerd e fumettari che poi andranno a caccia di merchandising (Avengers e i suoi epigoni).
Se vi basta, può valere lo scaric... ehm, l'acquisto (non in Italia, eh, che noi non siamo degni).
Altrimenti, vi consiglio di recuperare il Dredd di stalloniana memoria. Il dvd si trova a cinque euro, e se non volete spendere neanche quelli... beh, sapete dove cercare.

9 commenti:

Kust0r ha detto...

Premetto di non essere un gran fan del personaggio... il film l'ho trovato godibile. Il basso budget non sempre è un difetto (Blomkamp ha speso di meno e ha confezionato qualcosa anni luce migliore a livello estesico e qulitativo), e in fondo la fotografia di questo Dredd non è male, sporca e psichedelica in stile The Punisher War Zone.

Le cose che mi hanno fatto storcere il naso sono il solito sangue finto inguardabile, e la protagonista che ti innamori solo a guardarla, che non mi sembra proprio adatta al ruolo (che poi magari è stata una precisa scelta di casting... bho).

Alex McNab Girola ha detto...

Mah, immagino sia un brutto film, o quantomeno abbastanza insignificante, eppure mi sarebbe piaciuto vederlo distribuito anche in Italia considerando che, come dici tu, hanno trasmesso porcate ben peggiori.

Anonimo ha detto...

Pensavo che fosse uno di quei remake o re-boot o come viene chiamato ora, e che non valesse 2 soldi. E se persino la tua recensione – mi sembra tu sia un grande fan del personaggio – non sia positiva, mi è passata la poca voglia che avevo di vederlo.
Peccato che non sia mai arrivato da noi, comunque: è vero che anche Kick-Ass ci ha messo più di un anno per arrivare qui (per non parlare di altri film usciti dopo anni). Magari in home video.

Dan ha detto...

Quando qualcuno decidera’ di fare un film su Dredd leggendo almeno due pagine del fumetto, si accorgera’ che il buon giudice e’ volutamente esagerato, che c’e’ un tono di presa in giro degli eroi tutti d’un pezzo. Da quello che leggo nella tua recensione tanto valeva sostituire Dredd con un eroe qualsiasi. Passo, mi tengo i fumetti e il film di Sly, che non c’entrava niente col succitato fumetto, ma Sly e’ sempre Sly.

Angel-A ha detto...

Beh il costume era meglio il tuo comunque!! ^____^

sommobuta ha detto...

Aspettavo un tuo commento su questo filmazzo, sapevo che l'avresti recuperato per quelle vie traverse. Ne ho lette di cotte e di crude, e forse questo tuo articolo è il più dolce e delicato in cui mi sono imbattuto. :)

CyberLuke ha detto...

Tanto per usare le parole di Nanni Cobretti... Il Dredd del ’95 è il classico film che odi per quello che non è, ma poi ti ritrovi ad amare per quello che è.

La firma cangiante ha detto...

Scusa, metti tu la divisa che già ce l'hai, poi con qualche amico si gira una cosa in stile Bekindrewind e la si manda in giro, case di produzione, etc... Magari alla prossima occasione, se ci dice culo, se proprio non ne esce un capolavoro, almeno ci si sarà divertiti.

LUIGI BICCO ha detto...

Madonnachedolorechemihaidatoconquestopost. Pensa che nemmeno sapevo che Dredd non sarebbe arrivato nelle sale italiane. Sapere poi che è un filmetto mi ha fatto incazzare per l'ennesima occasione persa. Eppure, al contrario di te, mi pare, credo che nelle mani giuste il personaggio, al cinema, ci sarebbe potuto arrivare come si deve. Che peccato.

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