martedì 5 febbraio 2013

Pinup d'acciaio.

Se me lo chiedete, gli anni cinquanta sono stati strepitosi per il design delle automobili (e non solo quelle).
Gli anni sessanta hanno iniziato la deriva verso il razionalismo, per poi arrivare alle tristissimi linee tese e agli spigoli degli anni settanta.
Negli anni ottanta si scoprì l'aerodinamica e iniziò la corsa a smussare gli spigoli e a far sparire i gocciolatoi. Un'aerodinamica migliore faceva risparmiare benzina, e la galleria del vento ridisegnava le automobili tutte uguali…  ma negli anni cinquanta si sognava ancora, e si producevano automobili spettacolari, fortemente caratterizzate e impossibili da confondersi tra loro. Ma anche figlie di un'epoca che si prestava.
Perché le auto di quegli anni erano l'archetipo dell'inutilità, l'antifunzionalità per eccellenza. Masse di cromo pronte a scoppiarti negli occhi, lamiere senza fine che non si preoccupano degli spazi di parcheggio o di manovra, pinne posteriori che portano dentro il ricordo della guerra perché ispirate ai caccia da combattimento. 
Stilemi che celebravano un'era fiorente che non rivedremo.
Grandezza e decadenza: solo le civiltà ricche possono permettersi queste due parole, diceva Jean-loup Nory.

Queste automobili sono dei capolavori di design, pinup d'acciaio che urlano un entusiasmo e un ottimismo liberatori rispetto alla compostezza e al rigore delle generazioni che seguiranno.
Guardatele e sognate anche voi. Anteprime ingrandibili.


Porsche 356. Prodotta ininterrottamente dal 1948 al 1966. La sua sinuosa carrozzeria in alluminio era talmente bella da influenzare tutti i modelli successivi della casa di Stoccarda fino alla Porsche 911. 


Cadillac Eldorado, 1953. Finestrini senza telaio e una linea mediana a sbalzo, cioè incisa direttamente nel metallo della carrozzeria. Per tutti gli anni cinquanta rimase la vettura che dettava lo stile dell'intera gamma General Motors e in generale dell'industria automobilistica. 


Buick Wildcat II, 1954. Una cabriolet sportiva con una rivoluzionaria carrozzeria in vetroresina e un motore a 8 cilindri a V da 220 cavalli. 


Buick LeSabre, 1951. Creata dal designer Harley Earl era lunga più di cinque metri ed era spinta da un motore V8 da 300 cavalli. 


Cadillac Eldorado Seville, 1956. Riuniva in un colpo solo tutti i segni stilistici di quell'epoca: lunghezza esagerata, pinne, cromature, livello di finiture maniacale.

10 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Poco pratiche ma sicuramente belle. Immagino quanto fosse gratificante per un diciottenne stare alla guida di queste portaerei, una sensazione di dominio della strada e di grandeza in tutti i sensi.
E che figurone con le ragazze...

Marcus ha detto...

Splendide, esagerate, segno di un'epoca che non tornerà più.

Alex McNab Girola ha detto...

Buick LaSabre, poesia di metallo e pneumatici :)

Fra ha detto...

Quoto Ariano, parola per parola... :))

Angel-A ha detto...

Ogni ragazza sogna di essere scarrozzata su una macchina così! ^____^

barbara ha detto...

Quoto Angel-A qui sopra.
Piuttosto che auto sportive e cerchi in lega e tamarrate varie, se mi si presentassero con una di queste sgranerei gli occhi e mi godrei il profumo del cuoio dei sedili e mi specchierei nelle cromature...

La firma cangiante ha detto...

Io non sono uno che sta dietro alle auto, però queste, come molte altre dell'epoca, sono stupende.

A pensare allo stile che abbiamo perso viene quasi da piangere :(

Lady Simmons ha detto...

meravigliose, io avrei avuto la Cadillac, naturalmente nera, con i sedili neri di pelle e le fiamme rosse e arancioni...!

Maura ha detto...

Belle, ma figlie anche di un'epoca in cui la benzina costava pochi centesimi al gallone...

Hell ha detto...

Trovo quanto mai azzeccato il titolo. ^^

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