lunedì 11 marzo 2013

10 regole per crearvi un portfolio irresistibile.


Ne avevo già parlato nel remoto passato di questo blog, ma il colloquio che ho tenuto ad un giovane candidato grafico giusto la settimana scorsa mi ha fatto tornare voglia di provare a scrivere qualche suggerimento per i designer e i grafici di oggi.
Lo scopo non è tanto quello di affermare delle verità, quanto esplorare la materia attraverso una serie di consigli che potrebbero tornare buoni anche per chi non lavora (o aspira a farlo) in questo specifico settore.

Allora, qual è la differenza tra un portfolio che nessuno si filerà mai e uno irresistibile?
Perché un certo tipo di presentazione ha la meglio su un altro fino al punto da incidere sul prezzo che i clienti sono disposti a pagarvi?
È preferibile mostrare tutta la roba che avete realizzato?
C'è ancora bisogno dei raccoglitori vecchio stile o è sufficiente (si fa per dire) un DVD, un sito online o un iPad?
In questo post vengono esaminate le cose da fare e non fare nella presentazione del portfolio. Vediamole una da una.

1. Vecchio ma ancora buono.
L'immagine del grafico/a con una cartellina di pelle sottobraccio, spesso più alta del grafico stesso, risale agli anni ottanta e solo di recente sta perdendo forza, soppiantata dai media digitali. 
In realtà, il tradizionale portfolio in pelle con tasche in plastica trasparente è ancora il preferito dai clienti ai quali piace avere qualcosa di stampato tra le mani. È uno strumento efficace nelle riunioni e non ha nessun problema di compatibilità. Acquistate il migliore che potete permettervi: ammortizzerete il costo nel lungo periodo. La pelle invecchia molto meglio rispetto la plastica, e anche se può sembrarvi ridicolo, trasmette un senso di fiducia nel vostro lavoro e può anche aiutarvi a spuntare tariffe più alte.
Ricordate che una buona presentazione è un dovere imprenscindibile, quindi tenete il portfolio sempre in perfetto ordine, pulendo o cambiando regolarmente le tasche in plastica.

C'è un'altra possibilità, restando in ambito cartaceo: la stampa digitale di un catalogo.
Ormai esistono dozzine di servizi online che vi stampano il vostro pdf in alta qualità, ve lo rilegano e ve lo spediscono a casa in quante copie volete. Anche solo una.
È una soluzione leggermente più costosa, ma vi evita parecchio sbattimento e garantisce una certa aura professionale al prodotto finito. Il suo grosso limite è che, se volete aggiornalo, dovrete ristamparlo tutto daccapo.

2. Comunicare senza ambiguità.
È persino possibile che non sarete presenti quando il vostro portfolio verrà esaminato, ad esempio nel caso in cui lo spedite o vi viene fatta richiesta di lasciarlo per un motivo qualsiasi (e accade, ve lo garantisco). Quindi deve essere eloquente, sintetico e preciso. Scegliete la vostra roba più importante, quella di cui vi sentite sicuri. Non inserite opere che vi mettano nella condizione di dovervi giustificare (del tipo: qui avevo una limitazione da parte del cliente, qui mi era stato dato poco tempo, qua avevo appena finito di guardare un episodio di The Walking Dead e ho voluto aggiungere un tocco splatter, e così via).

3. Tenete il portfolio regolarmente aggiornato.
Sì, lo so, è un gran sbattimento. Ma abituatevi ad aggiungere sistematicamente la stampa delle vostre cose man mano che le realizzate. Verificate la coerenza nell'ordine delle immagini e raggruppate i vostri lavori tenendo presente il tipo di cliente per il quale sono stati realizzati: ad esempio, mettete assieme tutte le locandine teatrali, tutte le pagine pubblicitarie, tutte le immagini coordinate eccetera.
Avere un portfolio aggiornato significa non correre mai il rischio di ricevere una telefonata per un incarico con un preavviso minimo e di non avere il portfolio con le vostre ultime cose a portata di mano.

4. Per l'apertura e la chiusura scegliete le immagini di maggiore impatto.
Sono le più importanti di tutto il portfolio.
È un volgare e vecchissimo trucchetto, ma funziona ancora.

5. Realizzate una copia del vostro portfolio "a fondo perduto".
Come già accennatovi, molti studi e direttori artistici non hanno il tempo di incontrare di persona tutti i grafici che si propongono e vi chiederanno di lasciare il vostro book. Se prevedete di bussare a parecchie porte, preparatevi qualche copia, che sia cartacea o digitale, da lasciare per poi, quasi certamente, non rivedere mai più. Evitate quindi supporti costosi, anche se con qualche decina di euro potete acquistare una manciata di chiavette USB da piccolo taglio che potrete personalizzare con un packaging che le contiene. 
Trasformate un limite in un'idea di comunicazione.
Inutile (inutile?) raccomandarvi che se il portfolio "a fondo perduto" è su un supporto digitale (DVD, chiavetta USB) dev'essere privo di bug e compatibile sia per Macintosh che per Windows.
Evitate come la peste presentazioni che richiedano l'installazione di software aggiuntivo.
Anche se può sembravi riduttivo, il PDF è ancora uno strumento versatile e che offre compatibilità totale.

6. Siti Web: completano in modo ottimale un portfolio rilegato in pelle, ma ormai non hanno più l'impatto che potevano avere negli anni duemila. 
Ad ogni modo, il sito Web, se ben concepito, è in grado di aumentare esponenzialmente la vostra base clienti. Indirizzare i clienti al sito significa mostrare le vostre creazioni in qualunque luogo e momento, tipo sul vostro smartphone ad un aperitivo o ad un party, e non è affatto poco.
L'indirizzo del sito andrà obbligatoriamente riportato sul vostro biglietto da visita. Spendete due soldi e compratevi un dominio tutto vostro. Farà più effetto e sarà più facile da ricordare.
Se la vostra specialità non è il web, fatevi aiutare da chi lo fa per mestiere.
Pagatelo, offritegli pasti o favori sessuali… ma non improvvisatevi web designer se non lo siete. Eviterete figure di merda e catturerete più clienti.

7. Portatili, iPad e tablet. Fanno molto terzo millennio, anche se, considerato il tempo che in genere il candidato ha a disposizione, non fanno molto più che da supporto per uno slideshow dei vostri lavori.
La vostra presentazione dovrà essere minimale ma elegante, ed estremamente semplice da consultare, nel caso vogliate lasciare al cliente (o al selezionatore) la possibilità di sfogliarsela da solo. Se questa risiede su un portatile, dovrà bastare un clic su una freccia per procedere, mentre l'iPad è persino più intuitivo e per molti versi sembra lo strumento perfetto per un certo tipo di esposizione.
Esistono delle App pensate apposta per questo uso (QUI ne trovate recensite alcune), ma già il lettore di immagini incorporato in tutti gli iPad funziona molto bene.
Se non possedete un iPad, quasi certamente conoscete qualcuno che ne ha uno. Fatevelo prestare per l'occasione.
Devo ricordarvi che la batteria dev'essere ben carica? E, già che ci siamo, di abbottonarvi bene la patta dei calzoni?

8. Siate selettivi.
Scegliete attentamente la roba da mostrare. I clienti non vogliono vedere i disegni che avete realizzato dieci anni fa alla scuola di grafica.
A volte s’inseriscono nel portfolio lavori per i quali vi siete fatti il culo, ma la cui resa finale, per un motivo o per l'altro, è discutibile. Lasciatevi aiutare da amici dai gusti diversi e procedete per eliminazione. 
Verificate la coerenza interna di tutte le opere, evitando un'eccessiva sovrapposizione di stili. Date prova di eccellenza in un metodo, non di mediocrità in tanti.

9. Siate furbi.
Sapete già chi vedrà i vostri lavori e per quale motivo?
Qual è il core business dell'agenzia, dello studio o della casa editrice alla quale state bussando alla porta?
Raccogliete più informazioni possibile prima della fatidica esposizione. Riuscirete ad eliminare i lavori meno adatti alle circostanze e aggiungete quelli più attinenti.
Date visibilità a quelli più stravaganti qualora vi approcciate a un’agenzia di pubblicità, a quelli rigorosi nel caso vi rivolgete a un’azienda, ai progetti editoriali se cercate lavoro in una casa editrice... e anche qui, indagate sul tipo di pubblicazioni. C'è una casistica talmente vasta che il vostro approccio potrebbe (e dovrebbe) cambiare radicalmente.

10. Bullatevi (il giusto).
Se nei vostri trascorsi professionali c'è qualche nome di una certa risonanza, evidenziatelo nel vostro portfolio.
Sapere a chi si unirà nella lista dei vostri clienti è un altro modo con cui il potenziale cliente potrebbe risolvere i suoi dubbi.
Un vostro lavoro che porta il logo di un brand conosciuto è la testimonianza migliore della vostra professionalità: non sprecate questo vantaggio. Potreste pensare di creare anche una pagina con una lista dei clienti, o anche un’immagine a rotazione sulla homepage con i brand di eventuali clienti famosi.


Nella prossima puntata: tutti i trucchi per autopromuovervi al meglio.

15 commenti:

Fra ha detto...

Mi piace molto questa "guida"! spero che qualcuno interessato all'argomento ci capiti su e ne faccia tesoro :)

laFra ha detto...

Ottimi consigli.
Grazie :)

Luca Prandi ha detto...

ottimi consigli per addetti ai lavori...o aspiranti tali.
li trovo utili anche per altre categorie.

Lory84 ha detto...

Grande post... non è che puoi linkarmi dove avevi già parlato dei consigli per un portfolio perfetto? ^^

Dieta e dintorni ha detto...

Sei davvero bravo a spiegare le cose, e questa guida mi fa proprio venire voglia di crearmi un portfolio, anche se non sono un grafico e non saprei che farmene :)
Una curiosità: il portfolio si addice anche ad altre posizioni lavorative?

CyberLuke ha detto...

@Lory: trovi i due vecchi post QUI e QUI.

@Dieta: certo che sì. È solo questione di fantasia. ;)
Ad esempio, tu che ti diletti di cucina, puoi crearne uno con fotografie dei tuoi piatti (foto dall'alto, bene illuminate e impiattate che manco Bastianich) con la ricetta a fianco come didascalia.
Per capirci, una roba tipo QUESTA.

Maura ha detto...

Post molto molto interessante davvero, sono sicuro che tornerà utile a più di una persona.

Ylenia Proietti Kuran ha detto...

Mi associo ai ringraziamenti per gli utili consigli. :-)
Ho solo una domanda per te: va bene aprire con il lavoro migliore, e chiudere con il lavoro migliore.
Ma in mezzo?
Ci devono essere i lavori più vecchi all'inizio e quelli più nuovi alla fine?
Grazie mille, e complimenti per il blog tutto.

CyberLuke ha detto...

Ylenia: un art non è necessariamente interessato alla tua crescita professionale. Non tutti, almeno.
Troverai più persone interessate a sapere dove sei nel momento in cui ti stai proponendo.

LUIGI BICCO ha detto...

Condivido in pieno. All'epoca, quando ancora valeva la pena mostrare personalmente il proprio portfolio, avevo rilegato delle copie spillate con le mie cose in formato quaderno e quelle da lasciare in giro in formato piccino picciò. Stampate, tagliate, ordinate e pinzate a mano dal sottoscritto. Quanta voglia, che avevo :)

BlackBox ha detto...

Cyber, solo una domanda... tu hai provato qualcuna delle app che creano portfoli per l'iPad?
In studio abbiamo preso un iPad nuovo, e vorremmo usarlo giusto per quest'impiego...

CyberLuke ha detto...

Come ho detto, secondo me al visore di immagini di default dell'iPad non manca proprio niente.
Le App disponibili aggiungono qualche fronzolo in più, ma se ne può fare tranquillamente a meno.
Va anche detto che il costo delle app è mediamente molto basso, quindi, se volete investire qualche euro puoi scegliere tra le cinque testate nell'articolo linkato.

Shy Shy ha detto...

Grazie Mille!!
ottimi consigli da mettere subito in pratica!

Kaos Fatum ha detto...

quanti pollici dovrebbe avere circa lo schermo del tablet usato per far visionare il proprio portfolio?

CyberLuke ha detto...

@Kaos Fatum: l'ideale? Il nuovo iPad Pro (che non era neanche uscito quando ho scritto questo post).
Ma, ad usarlo solo per quello, è una spesa ingiustificabile.
Un qualsiasi tablet da nove pollici è sufficiente, ad ogni modo.