lunedì 18 marzo 2013

Helmut Newton a Roma.


Anche chi si interessa zero di fotografia e tutta la sua esperienza personale si limita a qualche autoscatto col cellulare o a qualche elaborazione su Instagram, conosce Helmut Newton.
Da una parte c'è tutto un esercito di imitatori o comunque di validi artisti che sono stati ispirati dal lavoro del fotografo tedesco...  dall'altra una quantità altrettanto nutrita di "snobboni" a prescindere, che certe volte, Newton lo conoscono anche poco.

Ad entrambe le fazioni, ma anche a tutti gli altri, consiglio di visitare la mostra a lui dedicata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, curata dalla moglie June e focalizzata sulle prime tre pubblicazioni di Newton: White Women, Sleepless Nights e Big Nudes.
La mostra è allestita senza risparmio e mette in scena le sue immagini nella maniera migliore.
Lungo il percorso vi troverete faccia a faccia con numerose immagini che, oltre aver fatto la storia della fotografia glamour degli ultimi cinquant'anni, appartengono ad un concept più ampio e ambizioso che hanno elevato Newton a icona e faro illuminante più che a semplice fotografo di moda.


A scendere più nello specifico, White Women (1976) segna l'ingresso del nudo nell’estetica fashion, con immagini che oggi possono non sembrarvi così sorprendenti o provocatorie, ma che all'epoca rivoluzionarono il concetto stesso di fotografia di moda. 

Sleepless Nights è del 1979 e raccoglie i lavori realizzati per diversi magazine – Vogue e Playboy tanto per fare un paio di nomi – in cui le immagini passano progressivamente da foto di moda a fotografie da scena del crimine. 
Tagli crudi, contrasti forti, diagonali furiose.

Ma è con Big Nudes (1981) che Newton si conquista definitivamente un posto d'onore nella storia della fotografia del secondo Novecento.
Le sue modelle sono ritratte come manichini di carne, atletiche ma rigide, asettiche ma sensuali, eternate in un bianco e nero senza tempo.
Le fotografie appese alle pareti sono praticamente a grandezza naturale e se vi comunicheranno metà dell'effetto che hanno fatto a me, la vostra visita non sarà tempo sprecato.

(insomma, guardate la modella qui sopra. Sappiate che ha incarnato il mio ideale fisico di donna per tutti gli anni ottanta e novanta, finché la chirurgia estetica non modificò, una volta di più, i canoni della bellezza femminile... ma questa è un'altra storia ancora.)


La mostra, come detto in apertura, è al palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, l'ingresso costa dieci euro e avete tempo fino al 21 luglio per vederla.

Anche se vi trovate a Roma solo di passaggio, cercate di metterla in agenda.



PS Grazie ad Arianna per avermici portato, praticamente a sorpresa.

PPS Se fate attenzione, quando state per uscire, potrete vedere anche un esemplare della prima edizione di Sumo, il volume da collezione tirato in sole diecimila copie numerate e firmate da Helmut Newton, formato 50x70 e pesante trenta chili con annesso leggìo disegnato da Philippe Stark.
Sumo fu pubblicato nel 1999 guadagnandosi il primato d più grande e più costoso libro realizzato nel XX secolo.
Il prezzo di vendita originario era di circa 1500 Euro... oggi, se siete fortunati, potete trovarne qualche copia su eBay tra i cinquemila e i diecmila euro, a seconda di quanto il proprietario voglia specularci sopra.
Oh, si accettano regali, eh. Ho giusto uno spazio libero in salotto.

8 commenti:

Alex McNab Girola ha detto...

Newton lo adoro, e non conosco nessuno che abbia da dire qualcosa contro di lui, fosse anche un semplice "non mi piace".
Devo però anche ammettere che, per esperienza, Newton è citato a sproposito anche chi di fotografia non ci capisce una ramazza :D

BlackBox ha detto...

Ecco, il mio boy dovrebbe proprio ripassarsi il lavoro di Newton...
erché i fidanzati hanno la predisposizione genetica a fare foto orrende alle proprie partner, per giunta sentendosi la reincarnazione di Helmut Newton?.... ;-D P
Di tutte le foto che mi scatta il mio lui, ce ne fosse una in cui sto bene... mi vengono meglio gli autoscatti!

Lisa Costa ha detto...

Potrei mettere in agenda una capatina a Roma solo per questa mostra, o sperare che arrivi in lidi più accessibili poi...

Ettone ha detto...

Come hai detto tu, piaccia o non piaccia Helmut è un must della fotografia ed è stato uno dei primi a dare il via ad un filone più "spontaneo" della fotografia che è diventato uno stile vero e proprio.

Mi spiace che sia a Roma e non vicino a casa... potrebbe essere un'ulteriore scusa per venirti a trovare visto che dalle foto precedenti ho notato che in casa hai la continuazione della mostra di Newton... AH AH...

Cmq a me non fa impazzire Newton... ritengo ci siano parecchi scatti che hanno fatto epoca (e che apprezzo) ma se devo analizzare la sua produzione al completo non lo trovo totalmente sulle mie corde... Ma è ovviamente una questione di gusto prettamente personale.

Anonimo ha detto...

mi spiace di dare un dolore ad Alex, ma mi trovo d'accordo con Ettone.
a me Newton non fa morire.
ne riconosco il "ruolo" nella fotografia contemporanea, ma l'impatto delle sue immagini mi risulta quasi... "violento"... e non particolarmente piacevole...

CyberLuke ha detto...

È proprio la freddezza, il distacco di Newton ad allontanare ogni idea di volgarità nelle sue foto.
Ma posso capire che possa non piacere a tutti.
L'essenziale è non ignorare il suo lavoro.

Antonio ha detto...

Deve essere bellissima!

Un abbraccio.

Cristiano ha detto...

Quando si guarda Newton lo si dovrebbe fare con gli occhi degli anni '70 e '80 per riuscire ad apprezzarlo. Vedendolo adesso si rischia di trovarlo banale