giovedì 7 marzo 2013

[TOP FIVE] Cinque film ampiamente sottovalutati ma che spaccano più di Django.

Che a fare classificone con titoli come, sparo a caso, Blade Runner, Quinto Potere, Il padrino, Taxi Driver o Metropolis sono buoni tutti.
Ma che dire di tutti quei film che – colpevole una promozione sbagliata o inesistente, una distribuzione da terzo mondo, o semplicemente l'assenza di una star da scrivere in corpo 180 sul cartellone – non sono mai passati alla storia, non sono finiti in nessuna classifica, non hanno recuperato neanche la metà del budget e sono finiti nel cestone delle offerte "tutto a cinque euro" negli autogrill (e talvolta manco in quelli), ma che, se confrontati a tanta monnezza roba sovraesposta su grande e piccolo schermo, Sky e social network emergono come diamanti e perle nascoste da riscoprire, rivalutare e soprattutto, rivedere?

Ecco, questa classifica include proprio cinque film di questo genere, che il sottoscritto si bulla di aver sempre tenuto nella più grande considerazione mentre in giro la gente "comune" si accalcava per la première di Twlight o di Avatar o scriveva l'ennesima, non richiesta recensione di Django sul suo blog.

Scommetto che di questi cinque film, almeno quattro non li avete mai visti e di tre non avete neanche sentito parlare.
Se seguite questo blog da abbastanza tempo, magari un pelo vi fidate del sottoscritto e allora mettete in pausa quella cazzata made in Hollywood in download sul vostro muletto, e recuperate uno di questi piccoli capolavori.
Sceglietene anche solo uno, guardatelo e poi tornate a dirmi.

E, ah sì... se ne avete di vostre, di perle nascoste da riscoprire, ditemelo nei commenti.


1. Labyrinth
USA 1986, 101', regia di Jim Henson
Sarah è ancora in bilico fra infanzia e adolescenza.
Una sera i suoi genitori le affidano il fratellino Toby. Spazientita dal continuo piangere di quest'ultimo, Sarah invoca Jareth, il Re degli gnomi, perché se lo porti via e la finisca di scassarle le balle. Sfortunatamente per lei, Jareth (un superbo David Bowie magnificamente truccato e parruccato) esiste davvero e, prendendola alla lettera, rapisce il marmocchio frignante, facendo sprofondare la camera da letto in un silenzio sinistro.
E fin qui, il prologo, che prende i primi dieci minuti di film.
Il resto della pellicola è tutto su Sarah e la sua ricerca del fratellino nel mondo parallelo tra realtà e sogno del Regno di Goblin… che poi altro non è che una decodifica del labirinto attraverso una serie di riti di passaggio del tutto analoghi a quelli de Il Mago di Oz e di Baum e Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll.
Regia di Jim Henson, l'inventore dei Muppett. Sceneggiatura di Terry Jones, ex Monty Phyton. Produzione George Lucas (vabbé, lo sapete).
Tanto per chiarire i nomi in gioco.


Labyrinth è una splendida fiaba per adulti, che cita e strizza l'occhio alla già citata Alice ma cento, un milione di volte meglio del pastrocchio burtoniano dal budget iperbolico.
Oltre il già citato e carismatico Bowie, avrete una talentuosa Jennifer Connelly appena quindicenne e agli inizi della sua carriera, un'intera legione di muppets superbamente caratterizzati che lo Hobbit è una recita scolastica, giochi di logica, spiazzamenti spaziotemporali, una serie praticamente infinita di trovate sceniche e coreografiche, citazioni da Escher e una colonna sonora da urlo.
Una caramella per gli occhi.
Dovete vederlo.



2. Equilibrium
USA - Germania 2002, 104', regia di Kurt Wimmer
Se togliete a un uomo le sue emozioni, cosa gli resta?
Una macchina organica con un orologio al posto del cuore.
Ma otterrete anche una società pacifica, senza guerre, senza invidie e odio e gelosia e ambizione.
È la Soluzione Finale adottata su scala mondiale, il cui perfetto funzionamento è affidato a due potenti strumenti: il Prozium e i Cleric.
Il primo è una droga psicotropa dall'assunzione giornaliera e obbligatoria che sopprime le pulsioni e le emozioni. I secondi sono un corpo di polizia superaddestrato sguinzagliato a distruggere ogni ricordo materiale del vecchio ordine (libri, film, musica, opere d'arte) e a sopprimere ogni resistenza emotiva con le buone o con le cattive (ma in genere, si usano le cattive).



Una parte di Fahrenheit 451, due di Metropolis e una del primo The Matrix unificati da una fotografia a tratti desaturata a tratti calda e avvolgente ma sempre funzionale alla storia.
Un budget risotto all'osso ma sfruttato fino all'ultimo soldo.
Un Christian Bale grandioso nel passaggio all'atarassia agli abissi dell'emozione umana.
Location tra Roma e Berlino, un eccellente commento sonoro e inedite scene di combattimento dalla sorprendente spettacolarità.
Un vero peccato che Wimmer non sia riuscito a bissarsi con il trascurabile Ultraviolet.



3. Hardware
Inghilterra 1990, 93', regia di Richard Stanley
Dal britannico Richard Stanley un fantathriller sul conflitto uomo-macchina, con veri e propri passaggi horror ed una personalissima visione mistico-apocalittica del futuro.
La trama si può scrivere su un tovagliolo di carta: c'è un robot militare svenduto come rottame, che viene regalato a una giovane scultrice dal suo ragazzo: la tipa ci vede materiale perfetto per una nuova scultura postmoderna, e il robot – un vero figlio di puttana capace d'autoripararsi e che potrebbe insegnare un paio di trucchetti al Terminator di cameroniana memoria – l'ennesima preda da ammazzare.


Regia zeppa di prospettive e movimenti di macchina alla Dario Argento, un'ambientazione futuristica e oppressiva come poche (che mescola elementi psichedelici, postindustriali e persino western) e, su tutto, un'atmosfera depravata e autodistruttiva che sembra animare in senso spiritico il droide killer... non a caso, la prima attivazione del droide in casa della ragazza ha i contorni d'un evento esoterico, mentre la sua dipartita somiglia ad un esorcismo (o, se volete, ad un battesimo).
Uno dei più singolari film di tutto lo striminzito panorama cyberpunk cinematografico. 
Appena ri-edito in Blu-ray ad un prezzo ridicolo.



4. Das Experiment
Germania 2001, 114', regia di Oliver Hirschbiegel
Prendete un tizio senza lavoro. Un annuncio che promette quattromila euro per un esperimento sociologico di due settimane.
Prendete altri diciannove precari che vengono riuniti in un complesso sotterraneo e gli viene detto: ora, si gioca a guardie ladri. Da una parte, le guardie. In uniforme stirata e manganello. Dall'altra, i prigionieri, privati persino del nome ed identificati con un numero, dietro le sbarre.
Nient'altro. Due settimane isolati dal mondo, con le telecamere a riprendere e registrare tutto.
Cosa pensate che possa accadere?
Esatto.
Che il peggio della natura umana viene fuori già solo dopo pochissimi giorni.


Una regia asciutta ed essenziale, una macchina da angoscia, una straordinaria analisi del genere umano e delle sue animalesche reazioni alle imposizioni e agli abusi, un film crudele e violento che evidenzia come il nostro senso di giustizia prenda spesso e volentieri gli schiaffi dalla tendenza istintiva – e quindi insopprimibile – di esercitare il potere sul più debole o il più svantaggiato. 
Se avete stomaco guardatevelo, altrimenti potete ripiegare sul remake americano con Adrien Brody e Forest Whitaker… ma non c'è confronto, sul serio.



5. Thomas in Love
Belgio/Francia 2000, 92', regia di Pierre-Paul Renders
Thomas è agorafobico.
Ogni suo contatto con il mondo è mediato attraverso il suo computer e la sua webcam.
Comunica, compra il cibo, i film, e addirittura si fa visitare solo attraverso il web.
Non accetta di uscire ma nemmeno che altri entrino a casa sua… e così gli ultimi otto anni della sua vita si sono svolti attraverso uno schermo, tra cybersesso, videochiamate alla madre ossessiva come quella di Sam Lowry in Brazil e sedute col terapeuta dell'assicurazione. 

Risalente a un'epoca pre-social network, sembra un'episodio espanso di Black Mirror.
Interamente girato in soggettiva, non vediamo mai il protagonista durante tutto l'arco del film… anzi, assumiamo ben presto la soggettiva di Thomas in una sovrapposizione inedita e totale tra protagonista e spettatore.
Girato in digitale e a basso costo, Thomas in Love è un film sul controllo, a tratti persino preveggente, in cui il tema orwelliano della dominazione viene aggiornato al Terzo Millennio con l'assenza spaziale e nominale del "nemico".
Niente di spettacolare, sia chiaro… ma, proprio come un episodio di Black Mirror, non fatica a restare bene impresso nella mente come un suggerimento bisbigliato all'orecchio che il futuro, forse, possa non essere così bello come la New Economy degli ultimi anni novanta ha fatto di tutto per volercelo presentare.
A margine, aggiungo che, giusto nei dieci minuti iniziali, c'è uno strip-tease digitale che non ha proprio niente da invidiare ad uno vero.


22 commenti:

Ariano Geta ha detto...

L'unico che ho visto è Labirynth, che mi è lasciato una buona impressione.
Gli altri ammetto di non conoscerli neppure.

Ettone ha detto...

mucho interessante questa lista

Luca Prandi ha detto...

tranne l'ultimo gli altri quattro gli conosco e amati, specialmente labiryth e hardware...devo preoccuparmi?

Lorenzo Imperato ha detto...

tre su cinque... buono :D
mi hai fatto venire voglia di rivedere The Experiment, Labyrinth l'ho scoperto un paio di anni fa e mi piacque molto, questo genere di film, fatti senza computer grafica, hanno un fascino particolare... e poi c'è David Bowie :D
Equilibrium secondo me è uscito nel momento sbagliato (matrix) e con una campagna pubblicitaria povera, perchè davvero non capisco come mai sia passato così inosservato!

ora mi cerco Hardware e Thomas in Love... grazie! :D

LUIGI BICCO ha detto...

Su Labyrinth hai la mia piena approvazione. Anche solo per via della presenza del David internazionale e per quella di una ancora giovanissima Jennifer Connelly.

Ci crederesti? Parlando di Equilibrium, mi ha ricordato che tempo fa un amico me lo aveva regalato. E pensa che non l'ho ancora visto. Lo cerco e lo rivedo perché la persona che me l'ha regalato, me ne aveva parlato anche parecchio bene :D

Non ho mai visto Hardware. E' grave? Ci devo mettere una pezza subito? Ok, vedo di metterci una pezza. Guardando il trailer, in effetti sembra parecchio affascinante.

Das Experiment l'ho visto e si, ci vuole davvero parecchio stomaco. Soprattutto se pensi che è tratto da una storia vera. Lo sapevi? Quella della Prigione di Stanford.

Buio assoluto su Thomas in Love. Ma anche questa non sembra affatto male.

Grazie per le segnalazioni. In effetti se si va un attimino oltre il buon nome da botteghino, di cose belle da vedere ce ne sono davvero parecchie.

Orpheo ha detto...

Quattro su cinque, mi devo preoccupare pure io?

GOTD ha detto...

Con Labyrinth ci sono cresciuto, Equilibrium ho avuto la fortuna di vederlo al cinema (probabilmente perche in vacanza all`estero). Hardware e Das Experiment credo di averli ancora in vhs... se trovassi i dvd potrebbero valere l`acquisto... per Thomas buio assoluto, ma ci vuole poco a rimediare...
Per quanto riguarda altri film se ti dicessi Franklyn, Tetsuo, La fuga di Logan e magari un bel Pitch Black?

Aislinn ha detto...

Anch'io conosco (e amo) solo Labyrinth. Che vergogna >_<

Marco Bango Siena ha detto...

Mancano solo Hardware e Thomas in Love all'appello. Di Equilibrium ho fatto anche un post un mesetto fa.

Dama Arwen ha detto...

In effetti l'unico che conosco è Labirinth…
che ho adorato… gli affiancherei THE DARK CRYSTAL anche per la colonna sonora…

C'era un giocoliere che si esibiva tempo fa in centro a Milano, con la sfera di vetro, e faceva dei giochetti meravigliosi, meglio di David Bowie! :-)

Alex McNab Girola ha detto...

Con me vinci facile: Django non è certo il mio genere.
Labyrinth da solo lo batte di diverse spanne.
Anche The Experiment, per dirla tutta.
Forse anche Hardware :-D

ilpalcodellalce ha detto...

Capita a fagiolo una recensione di Silvia, la mia ragazza, su un libro interessante:

http://www.libreriailpunto.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=123%3Adspersi&catid=47%3Asilvia&Itemid=88

CyberLuke ha detto...

@Ariano, Ettone, Luca, Orpheo, Aislinn: siete sempre in tempo.
@Lorenzo: Equilibriumuscì, tipo, a luglio o ad agosto. Un periodo perfetto se vuoi far passare inosservato un film.
@Luigi: a Roma dicono: e daje, no?! ;D
@Dama: Dark Crystal? Segno.
@Alex: tentar non nuoce.
@Alce: avevo visto quel titolo in libreria. Molto, molto interessante.

Mo_Lu ha detto...

Visti tutti tranne Thomas in Love! che finisce in coda a sua volta. Ma posso anche riguardarmi Hardware perchè non me lo ricordo quasi per niente...
Il Moro

Luca Prandi ha detto...

...e visto che ci siamo che ne dite di MIRRORMASK di Dave Mckean?

pa ha detto...

ne conosco 4 su 5 e ne ho visti 3 su 5

ottimi consigli luca

La firma cangiante ha detto...

Ho visto Labyrinth e The Experiment e appoggio in toto la tua scelta, il primo l'ho rivisto non da tantissimo con mia figlia (che si è a tratti inquietata, genitore degenere).

The Experiment, tratto da un esperimento tentato realmente, è davvero inquietante oltre a essere un film davvero riuscito.

Hardware ce l'ho da parte ancora da guardare.

Gli altri due non li conosco per nulla, avevo giusto sentito qualcosa su Equilibrium.

Mi sembra un'ottima carrellata però non sottovaluterei Django Unchained, davvero un'ottimo film :)

Lady Simmons ha detto...

Labyrinth è spendido! Poi a me Alice è sempre stata sullo stomaco, sia personaggio che storia. Un'antipatia viscerale.

Gli altri adesso DEVO vederli !!!!
Ce ne sono tanti da aggiungere alla lista, di diverso genere ad esempio

Morte a 33 giri (con Gene Simmons)
Tenacious D e il Destino del rock
Excalibur (1980, c'è anche Patrick Stewart!)
Empire Records (con Lyv Tyler minorenne)
Alta Fedeltà (con John Cusack e Jack Black)
Funeral Party
Viaggio Allucinante
Coma Profondo

....la lista è lunga...

Anonimo ha detto...

labirynth ed equilibrium sono davvero due piccole perle.

aggiungerei, ben più recente, iron sky, che però ho letto che non ti ha emozionato...


F

Yeeshaval ha detto...

Conosco Labyrinth, un po' un polpettone fantasy ma concordo, mille volte meglio di quella menata di Alice di Burton.

The Experiment vidi il remake USA che mi garbò abbastanza... non sapevo ci fosse un originale da guardare, ora sguinzaglio i miei muli da riporto.

Per conto mio, ti consiglio, se non l'hai già visto, Furyo di Nagisa Oshima, anche questo con David Bowie e Ryuichi Sakamoto (titolo originale Merry Christmas Mr. Lawrence). Un gran film che viene passato sempre pochissimo.

BlackBox ha detto...

Ma dai, un altro fan di labyrinth! :-D e vedo che non siamo neanche gli unici... bene.

I miei consigli:
- Dersu Uzala il piccolo uomo delle grandi pianure dell'immenso Akira Kurosawa.

- The Rocky Horror Picture Show divertente e dissacrante commedia musicale con una giovanissima Susan Sarandon e uno stravagante Tim Curry.

- Svegliati Ned divertente commedia inglese.

- L'erba di Grace altra spassosissima commedia inglese.

- Hollywood Party uno dei capolavori assoluti di quel genio di Peter Sellers.

Valeria Boffi ha detto...

Ne ho visti 2 su 5. Però Das Experiment mi ha shockato parecchio. Non ho dormito un paio di notti.
:-P

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