giovedì 18 aprile 2013

Attenti a quello che dite.

C'è questa mania di usare parole o frasi del tutto prive di senso.
Perché si dice "ci siamo persi in chiacchiere?"
Ci si perde quando ci si rimbambisce alla tv o si litiga su Bersani o su Berlusconi. Quando si fanno due chiacchiere ci si trova.

Diciamo "Partire in quarta" intendendo: come un razzo. Provate a partire in quarta e vi si spegne il motore.
Anche "mettere la freccia" è un superatissimo modo per dire che si aziona il lampeggiatore. 
Bisogna risalire all'anteguerra per trovare modelli d'auto su cui era montato quel primordiale indicatore: prima di sterzare si spostava una levetta sul cruscotto e sul montante del parabrezza si alzava appunto una freccia di plastica gialla.
Nelle macchine di lusso la freccia andava pure su e giù.

Forse, come facciamo con l'arredamento che ogni tanto rinnoviamo, bisognerebbe – ogni mezzo secolo, non dico più spesso – rinnovare anche il linguaggio e mandare in pensione certe frasi fatte. Mia mamma diceva: "Restare in braghe di tela" per intendere senza soldi.
Eppure anche i ricconi vanno in giro in jeans.
E soprattutto dovremmo cercare di non usare frasi idiomatiche con gli stranieri che masticano solo qualche parola d'italiano. Può una telecronista chiedere ad Alonso, nei box: "la tua macchina ti ha dato del filo da torcere?"
"Non ho capito" balbetta il povero Alonso.

E quando c'è evoluzione dei termini, non sempre diventa tutto più semplice.
PC è stato per anni Partito Comunista: oggi è il Personal Computer.
DC per quasi duemila anni ha significato Dopo Cristo, poi Democrazia Cristiana.
Pro una volta significava a favore di: pro aborto, pro nucleare. Adesso è l'abbreviativo di Professional: Acrobat Pro, Office Pro. Il sub in principio era il subacqueo, poi è diventato il subcosciente e oggi è di nuovo il subacqueo.

Ci sono poi parole che, stufe di voler dire sempre la stessa cosa, cambiano significato. 
Chi chiede: "Lei ha mai intascato mazzette?" si sente rispondere un "assolutamente" che, secondo il vocabolario, vale come conferma: in modo assoluto, totale.
E che invece viene usato al contrario: Ma che sei matto?
Trasgredire è sempre stato definito come "infrangere deliberatamente una norma di legge": una roba mica troppo bella, insomma. Ma ormai nell'uso è diventata una cosa positiva e intelligente: una commedia trasgressiva è originale, come una regia dei fratelli Coen.
Un look trasgressivo è Lady Gaga vestita di bistecche.

C'è la tendenza a rendere meno banale quello che si dice, usando parole nuove: Fare è banale, vuoi mettere attivarsi? Questa l'ho sentita qui in ufficio, giuro: una mia collega mi ha confidato "Mi sto attivando per avente un figlio".
Mi informo, e leggo una classifica delle parole più odiate: c'è attimino, seguito da sinergia. Con distacco, si sono piazzati sfiziosa, intrigare, ottimizzare e impegnato nel sociale.

Un dj del network più ascoltato d'Italia infila continuamente nel suo parlato espressioni del tipo: la compila (abbreviativo di compilation), la cumpa (la compagnia), il simpa (il simpatico). Una stitichezza di sillabe tipicamente settentrionale, mi dicono, ma non meno degna di crocefissione immediata sulla pubblica piazza.

Poi, stamattina mi sono tolto le cuffie dell'iPod al bar. Giusto in tempo per sentire la mia vicina di bancone chiedere alla sua amica: "Quest'estate abbiamo in programma un bel giro, tipo Atene piuttosto che Mykonos piuttosto che la Croazia..."
Ho riacceso l'iPod a tutto volume e ho finito il mio cappuccino. Scottandomi.

17 commenti:

Matteo ha detto...

Eh sì, è proprio vero. Bisognerebbe rilavarli più spesso questi panni in Arno, se non altro perché l'Arno scorre ;)

Ci pensavo proprio ieri mentre dicevo a una persona "non ho una lira in tasca". E realizzavo in quel momento che mio figlio (ma non solo lui, chiunque abbia meno di 12 anni) non avrebbe mai capito il senso di quella frase. Mi sono sentito improvvisamente fuori tempo. Demodé, diremmo noi vecchi :D

(Per gli obbrobri grammaticali, penso spesso con orrore al momento in cui entreranno disgraziatamente a far parte dei vocabolari della lingua italiana...)

Glauco Silvestri ha detto...

Secondo me è solo mancanza di cultura. Quelli che si scambiano per "modi di dire attuali" sono veri e propri errori... ma in un paese dove la cultura è stata sepolta sotto i macigni dei tagli di bilancio (e continuo a citare quel servizio delle iene in cui, fuori da un liceo, non trovarono uno studente in grado di leggere un articolo di giornale e... spiegarlo), mi pare la strategia corretta.
Meglio dire che è un cambio di costume, un ammodernamento del linguaggio parlato, "piuttosto che" affermare che il tasso di alfabetizzazione sta scendendo al di sotto dei limiti di sopravvivenza.

A ogni modo... si dice "Perdersi in un bicchier d'acqua" ^_^

Glauco Silvestri ha detto...

Oddio... avevo letto bicchiere invece di chiacchiere!! Mi sto rincitrullendo :((

Samantha Baldin ha detto...

Questo tuo post è geniale!
E ti posso assicurare che ci sono momenti in cui io mi sento un'aliena, forse perché cerco di utilizzare le parole giuste anche nel parlato e spesso mi sembra di non essere capita O_o
Esempio: tempo fa, un'amica mi dice che ha cambiato il cellulare.
Ho detto: bene.
Ma ho pensato: vabbè che mi avvisa per fare?
Poi, un giorno la chiamo e spendo 15 euro O_O e le ho detto: scusa, ma hai cambiato compagnia telefonica?
E lei: te l'ho detto che ho cambiato il cell.
Avrei voluto strozzarla!

Per sinergia mi spiace, perché a me non piace dire "feeeelllling" :( Trovo sia terribile infilare parole "straniere" dentro la nostra bella lingua, che è già complicata per conto suo e fin troppo ricca ^^

C'è anche la moda di "parlare fiko" inserendo paroloni importanti con frasi auliche che suonano bene ma, alla fine, quello che ti ascolta capirà o stai solo leccandoti l'ego?

Ora mi "attivo" per il pranzo :D

Ferruccio Gianola ha detto...

spettacolo, è proprio vero!

Uapa ha detto...

Prenderei ad accettate quelli che usano il "piuttosto che" a cacchio e ti ringrazio dal più profondo del cuore per averlo messo lì, a fine articolo, come una ciliegina sulla torta *.*
La cosa triste è che queste brutte storpiature della lingua Italiana vengono sempre più create ed utilizzate da giornalisti o personaggi televisivi, che dovrebbero avere una conoscenza (e una dizione) della lingua pressoché perfetta. Passi l'uso voluto del dialetto in alcuni casi, ma un telegiornale nazionale su tv di stato a ora di cena non se lo può permettere.
Per non mangiarmi il fegato torno sulla tenera immagine del povero Alonso e ti dico che una volta sono riuscita a far partire la mia Mimma in quarta, senza far spegnere il motore ;-) povera Seicentina mia XD

Greta ha detto...

Certe espressioni usate a sproposito solo per “innalzare” il livello del discorso sono proprio orripilanti.

Ettone ha detto...

io son un po' triste da quando su Google Translation mi hanno tolto l'opzione dall'italiano al latino :P

comunque "attimo" e ancor peggio "attimino" non dovrebbero mai essere utilizzati perché non sono mai stati riconosciuti come vocaboli in quanto non esprimono niente...

Dirti "arrivo tra un attimo" dal momento che l'attimo è incalcolabile è sbagliato...

Infatti per molte "donne" certi "attimi" equivalgono a ore e ore...
Donne, è arrivato l'arrotino!
Ecco, forse anche l'arrotino è diventato obsoleto...

gianpiereddu ha detto...

schiaffoni alla Moretti ci vorrebbero.
https://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow

Alex McNab Girola ha detto...

Come diceva qualcuno "le parole sono importanti" :)

Ma oramai certe espressioni sono entrate nel lessico comune e credo che, nel bene e nel male, non ne usciranno più.

Ariano Geta ha detto...

Io invece penso che l'evoluzione linguistica sia una cosa interessante e che le frasi il senso di certe parole si evolvano come una materia fluida. Certo, come tutte le cose fluide a volte prendono forme strane, ma poi si incanalano e sembrano la normalità. É solo questione di tempo.

Irina ha detto...

Torno qui dopo un po'...molte cose interessanti(-:

Lorenzo Imperato ha detto...

Mi ritrovo al 100% e vorrei aggiungere "ci aggiorniamo" alle parole/espressioni odiose! :D

"In principio era il Trio"
http://www.youtube.com/watch?v=Xh2zJTppRhY

:D

La firma cangiante ha detto...

Gran bel post. Personalmente alcune espressioni non le uso non perché io padroneggi la lingua italiana in maniera completa ma semplicemente perché mi sentirei un cretino a chiedere a qualcuno se qualcosa gli abbia dato filo da torcere :)

Ma chi le usa queste espressioni nella realtà?

Fra ha detto...

Bellissimo post :)
Tra le altre espressioni abusate e odiose, c'è (a mio avviso) "Sono operativo"...
Qua, tra consulenti cui piace sfoggiare paroloni senza spesso conoscerne il significato, tutte quelle da te citate spopolano...

LUIGI BICCO ha detto...

Post davvero stupendo. Che ridere. A certe cose ci penso spesso. Vai a capire come si muovono le cose.

C'è da fare differenze anche regione per regione. Roma piuttosto che Torino piuttosto che Milano, intendo.

CyberLuke ha detto...

@Galuco: le responsabilità di un "declassamento", diciamo così, della cultura, sono di parecchia gente.
In primis, di chi propaganda oramai da anni modelli comportamentali che suggeriscono, manco velatamente, che se hai studiato e parli correttamente, sei uno sfigato. Urrà.
@Samantha: leggevo che l'Italiano è la lingua che vanta la maggior differenza tra il parlato e lo scritto. Se parli come scrivi, ti guardano tutti come una bestia strana. Devi metterci dentro qualche parolaccia e qualche espressione dialettale, e torni ad essere una persona normale.
@Uapa: appunto: è (anche) questione di modelli.
@Greta: ne avrei di esempi. Oh, se ne avrei.
@Etto: l'attimino. Guarda, vorrei vedere in faccia chi l'ha detto per la prima volta.
@Ariano: ciò che è "normale" non è sempre bello e giusto. Anzi.
@Irina: passa quando vuoi.