venerdì 19 aprile 2013

[Recensione] La Casa


L'originale Evil Dead (titolato La Casa, in Italia) io non l'avevo mai visto.

Non che me lo fossi perso accidentalmente (e avrei avuto più di un occasione per recuperarlo, in tutti questi anni): semplicemente, è il genere horror ad avere ben poca presa su di me, come più volte accennato anche su questo blog (questo può apparire un preambolo inutile, ma vedrete che non lo sarà affatto). 

Da pubblicitario che ha studiato la lezioncina, comprendo i meccanismi alla base del successo di un genere come questo (c'è la biologia alla base della nostra attrazione alla paura: la paura stimola la secrezione di adrenalina, scatenando quel riflesso primordiale e istintivo chiamato fight or flight, combatti o fuggi. Quel riflesso a sua volta produce epineferina, un ormone e neurotrasmettitore che ci procura piacere estremo. C'è una parziale sovrapposizione tra le aeree del cervello coinvolte nell'elaborazione della paura e del piacere, che vengono attivate nella visione di un film horror proprio come succederebbe in una situazione reale. Ma poiché la corteccia sa che non siamo davvero in pericolo, la scarica d'energia che riceviamo dalla parte più ancestrale del nostro cervello è piacevole anziché spaventosa. Scusate, avrei voluto farvela più breve di così), ma le mie corde semplicemente vibrano per altro, e osservare sullo schermo atrocità simulate in salsa di sangue finto è pratica che mi procura zero divertimento (quando va bene), noia e anche un pelo di sano ribrezzo (quando gli specialisti del make-up lavorano bene).

E allora, mi direte, che ci facevi all'anteprima di un film come La Casa?

Avevo un invito stampa e la richiesta di compilarne una recensione per Horror Magazine.
Avevo una sera libera e, tutto sommato, la curiosità di vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.

E, per dimostrarvi che non ho preso alla leggera la cosa, la sera prima mi sono scaricato e visto l'originale, film d'esordio dell'allora ventiduenne Sam Raimi.

Trovandolo – cercherò di non avere peli sulla lingua, e pazienza se mi attirerò gli strali degli amanti del genere – un film bruttino, montato a cazzo, caciarone e con una certa meccanicità nello sviluppo... ma che, nonostante tutto questo, è stato in grado di imprimersi con forza nella memoria dei suoi spettatori, diventando una pellicola seminale e di culto.



Quando ne è stato annunciato il remake, ho ascoltato parecchie voci scettiche, e ho continuato a sentirne in sala la sera dell'anteprima da chi, evidentemente, conosceva ogni sequenza a memoria della Casa originale.

Io, probabilmente, ero il solo ad averla vista solo il giorno prima, e non ero certo delle mie aspettative.

Il che poteva pormi idealmente su un gradino più in alto o più in basso rispetto l'appassionato, o magari solo su un gradino diverso.

Ma tagliamo corto (che l'ho fatta già abbastanza lunga) e veniamo semplicemente alle mie impressioni.

Il remake della Casa è un film parecchio curato nella forma e del tutto privo della sciatteria visiva, registica e recitativa dell'originale. E diciamo che non poteva essere altrimenti, pena la classificazione a qualcosa che avrebbe trovato più la sua collocazione tra i tanti filmati horror amatoriali caricati su YouTube anche se, è inevitabile, la pellicola prende una prima, grossa distanza dall'opera prima di Raimi.
La struttura di base resta sostanzialmente la stessa.

I cinque adolescenti ignari, la casa nel bosco, i demoni incautamente risvegliati, il massacro. Tutto come da copione.

Sotto questo aspetto, Alvarez (venezuelano classe 1978) omaggia e rispetta il modello, mettendo in scena tutta una nuova serie di atrocità, amputazioni e violenze risparmiando davvero poco allo spettattore... rimodulando in altre parole gli stessi ingredienti di trent'anni fa sulla sensibilità moderna dell'appassionato di horror, che nel frattempo è cresciuto alle interpretazioni codificate dai vari Wes Craven, Peter Jackson, l'Hideo Nakata di The Ring e lo Shyamalan del Sesto Senso, per arrrivare ai vari Hostel e ai Saw che chiudono il cerchio idealmente iniziato da Raimi nel 1981.



Ottenendo un risultato che definirei soddisfacente.
L'operazione è condotta con mano ferma, una buona dose di tecnica, un tocco di classe (ci sono due o tre movimenti di macchina veramente buoni, anche se niente di originalissimo) e un paio di ingenuità.
Ma è tutto.
Alvarez si tiene lontanissimo dai teen horror che hanno fatto la fortuna di Hollywood negli ultimi quindici anni (e questo è un merito notevole, anche considerando la materia prima che aveva a disposizione), usa bene il budget che gli è stato assegnato (che, anche se iperbolico rispetto quello su cui poteva contare Raimi è poca cosa) ma il suo approccio resta piuttosto banale e prevedibile, al punto da disperdere ben presto qualsiasi dubbio sulla possibilità che la sua attualizzazione possa mai trasformarsi in un nuovo cult... rimanendo comunque, una visione spassosa per gli amanti del genere.

Inutile consigliarvelo o meno.
Se siete tra i tanti che avete amato La Casa, tanto avrete già in programma di vederlo e, almeno in una certa misura, non ne resterete delusi.
Per tutti gli altri, è qualcosa che nulla aggiunge e nulla toglie alla cinematografia horror, classificandosi come un prodotto onesto e formalmente compiuto.

PS. Giusto perché sono un designer, aggiungo una nota sui manifesti delle due edizioni del film.
Nel poster originario di Evil Dead,  si vede una ragazza (probabilmente Linda) che urla rivolta al cielo mentre il braccio di un demone le stringe la gola. Potete vederla QUI. Quell'immagine è una scena che non appare nel film. Da noi, il film venne pubblicizzato col poster che vedete a metà post: una grande casa a più piani, somigliante in maniera sospetta all'albergo di Psyco (nel film, la casa in questione è una catapecchia di legno a un piano solo).
A destra, invece, il poster italiano. Con una promessa che, magari, lasciatelo giudicare a noi.

9 commenti:

Hell ha detto...

Oggi pubblico la mia, però in inglese. XD
Concordo sulla regia, non ho apprezzato i protagonisti, il loro tratteggio. E mi è molto piaciuta l'attrice protagonista. ^^

ilpalcodellalce ha detto...

Che tu dica che "La casa" originale è un film sciatto, fa di te un emerito somaro in cinematografia, ahahha!

Ma visto che metti le mani avanti e i tuoi titoli di merito son ben'altri, faccio finta di non aver letto.

Son curioso di vedere comunque questo remake, perchè era materia insidiosa su cui confrontarsi.

Marcus ha detto...

Non ho ancora visto il remake, ma conosco piuttosto bene l'originale.
Non sono d'accordo col giudizio sulla regia, che trovo notevole, quanto sulla deplorevole sceneggiatura, ovvero il nulla ben guarnito da virtuosismi. Insomma, l'avventura dei 5 amici nel bosco che man mano vengono posseduti dai morti farebbe ridere i polli per incongruenze e insulsaggini, ma in realtà riesce a catturare attenzione (e tensione) grazie a una sperimentazione a 360 gradi con la quale Raimi dà fondo a tutta la sua fantasia nel mostrarci squartamenti e inondazioni di sangue. Più che horror lo definirei grand guignol, cioè una baracconata ma capace di divertire e stupire.

Yeeshaval ha detto...

Lo vidi da piccola, e ne rimasi entusiasta. L'ho rivisto anni anni fa e mi piacque un po' meno.
L'ho rivisto da poco: di una noia mortale... Sì, ormai lo conosco a memoria e devo dire che forse questo filmetto (considerato capolavoro anche dalla critica più "seria") è stato davvero sopravvalutato. Incongruenze di sceneggiatura (dovute al girato durato anni), approssimazione nella recitazione (gli attori sono quattro amici del regista), effetti speciali "fatti in casa". C'è il gusto per le riprese originali, ma è davvero poca cosa.
Sul remake di Alvarez ero curiosa, ma quando è l'uscita ufficiale?

Irina ha detto...

Finalmente qualcuno che OSA dire la verità sul primo Evil Dead di Raimi (io il remake non l'ho ancora visto, ma l'originale è super sovrastimato!)!!! Bravo! Procurati però uno scudo contro gli strali, te ne arriveranno a iosa!

Anonimo ha detto...

Appena ho visto le due locandine (1981 e 2013) affiancate mi era sembrato che quella del 2013 fosse l'ingrandimento della finestra della prima locandina :-)

Il Moro ha detto...

Non ho visto questo remake e francamente non ho nemmeno molta voglia di vederlo, ancora meno dopo la tua recensione. Ho ADORATO La Casa 2 e L'Armata delle Tenebre, che però non erano nemmeno più film horror, ma riguardo La Casa 1, posso dirmi pienamente d'accordo con te: non capisco come possa avuto aver successo. Ma meno male che l'ha avuto, così hanno potuto fare quei due sequel eccezionali! :-D

iSDC ha detto...

Se ti sei interessato così ai meccanismi del film (per me UN MITO!), guardati "The Cabin In The Woods": gli ultimi 20 minuti sono da incorniciare.

Simone ha detto...

I film di Raimi in genere mi piacciono, perché mi sembra che trovi sempre qualche spunto originale e un modo per tenere in piedi una certa tensione narrativa che in tanti film di questo genere spesso manca.

Trovo poi che spesso più che fare paura sia ironico, cosa che per me è un punto a favore visto che l'horror pauroso e deprimente lo trovo anche essenzialmente banale.

Simone

P.S.

La chiacchierata di ieri ha ispirato il mio ultimo post! :)

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