lunedì 13 maggio 2013

"In Italia non avete coraggio."

È questa la frase che più spesso io e altri miei colleghi pubblicitari ci sentiamo rivolgere dai fruitori meno addentro i lavori (ossia, la stragrande maggioranza) quando si trovano a confrontare i differenti approcci pubblicitari italiani e quelli oltreconfine.
E sono certo che, pur dicendocelo in totale buona fede, non ce lo dicono come un complimento .

Ma se noi volessimo avere coraggio e non potessimo permettercelo?
Se noi volessimo essere "coraggiosi" e magari pure far vendere di più?

Non funzionerebbe.
Sì perché se la pubblicità italiana, nel suo piccolo, funziona, funziona in virtù del suo contesto culturale.
In passato, io (e altri) abbiamo fatto i salti mortali (lessicali ma anche creativi) per far passare messaggi commerciali più "fuori le righe", più sottili, senza il prodotto fotografato in studio e piazzato gigantesco a centro pagina hai visto mai che il consumatore idiota non capisce di cosa sto parlando, e naturalmente senza il logo grosso come la borchia di una BMW.
Ebbene, non ho difficoltà ad ammettere che tutte le volte (tranne forse un paio di felici e inattese eccezioni) che ho avuto la possibilità di "sperimentare", il prodotto reclamizzato è andato meno bene e solo ora che ho ripreso una deriva fortemente istituzionale (conseguenza anche di un parco clienti di quelli così grossi che io non mi ci sarei mai potuto accostare con le mie sole forze), la mia creatività sembra essersi riconciliata con il pubblico "medio" (e non avete idea di quanto odi questa parola).

Ieri mi sono rifatto un giro QUI, un sito che adoro e mi sono beato delle trovate dei miei colleghi americani, tedeschi, olandesi.
Cose come quelle che (ho pescato a caso tra le campagne delle ultime settimane) qui sotto (cliccateci sopra se volete vederle belle grandi, meritano).

Mi piacerebbe realizzare campagne così... ma avrebbe senso?
Il  pubblico "medio" non le apprezzerebbe... per non parlare del committente stesso.
Invece sembra che una roba come questa qui, che ho realizzato poco tempo fa, sia piaciuta parecchio.

Non avevo grossi dubbi: è pensata per un pubblico "medio" e, per certi versi, è un prodotto molto più minimalista che se avessi realizzato con Photoshop, che so, un Transformer con le sembianze di un locomotore di un Frecciarossa.

La cosa è buffa perché io, pur adorando questo tipo di cose fatte con Photoshop (per dire: robe come QUESTA o QUESTA), apprezzo enormemente il minimalismo nella comunicazione.
Per me Photoshop è lo strumento perfetto del pubblicitario.
Ma da noi, per lo più viene usato per togliere i brufoli alla modella di turno.
Uno enormemente sopravvalutato, dal mio punto di vista, come Oliviero Toscani, nemmeno lo usava.
E non ritengo certo che non abbia azzeccato più di un messaggio pubblicitario (a lui va riconosciuto il merito di aver sdoganato gli annunci pubblicitari che non mostrano il prodotto), ma non puoi campare di quel filone tutta la vita.

Se domani io (e tanti altri) dovessimo varare un nuovo stile pensato all'insegna della "rottura", sono quasi sicuro che il nostro pubblico ci boccerebbe senza appello e che al contempo non riusciremmo a raggiungere il pubblico "altro" (quello più raffinato che guarda le proposte "alternative" dei cugini esteri come "vera" pubblicità) che negli anni ha ormai imparato a diffidare di noi, giudicandoci (non del tutto a torto) dei venditori di fumo prezzolati e supini ai voleri degli uffici marketing.
Come dicevo in un'altra occasione, si è condannati a rimanere fedeli al demone che ci siamo scelti.

Torno su Ads of the World e provo a scordarmi queste riflessioni. 

16 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Che ci vuoi fare... guarda cos'hanno fatto di "Carosello" :(

Anonimo ha detto...

ah... sei tu dunque il colpevole!
ed io che ogni volta che vedo la pubblicità del frecciarossa mi dico "ma guarda che coraggio che hanno avuto questi a menarsela col treno in italia e poi comprano uno zefiro di bombardier", dopo tra l'altro che avevano fatto i fighi contro italo ("...dovrebbe chiamarsi *franco*...") perchè l'hanno comprato da alstom...
vabbè, diciamo che è colpa del committente... :D :D


F

Simone ha detto...

Se vuoi la mia, secondo me un tipo di immagine più "creativa" rientra maggiormente in un aspetto - diciamo - artistico.

Nel senso che una foto ritoccata o una serie di immagini che comunicano un messaggio oppure dei riferimenti che fanno riflettere mi piacciono molto e li vedrei anche esposti in qualche galleria.

Se però devi fare un discorso commerciale e, semplicemente, vendere, allora per forza devi usare l'immagine che ti fa vendere di più. Anche se è molto semplice.

E pure la pubblicità estera tanto innovativa e creativa alla fine va a ricercare certi suoi canoni che vendono semplicemente di più in quel caso. Togliere qualcosa dal suo normale contesto, esagerare un dettaglio, un gioco tra assonanza di immagini simili... insomma non penso che una cosa valga meno di un'altra.

Simone

Alex McNab Girola ha detto...

E' innegabile: le radici italiane sono prettamente cattoliche e anche un po' bigotte. Certe pubblicità non verranno mai digerite.
Toscani, che pure è forse l'unico che ha imposto il suo stile, qui in Italia è ancora oggi odiato da moltissimi...

Dama Arwen ha detto...

NOi, nella mia agenzia, tutte le volte che abbiamo tentato di "osare" (che poi è tutto relativo e diverso a seconda di cosa fa ogni cliente) ci siam sentiti dire: "eh, no per noi è troppo".
E son rimasti sulla totale mediocrità.
Bah!

Dama Arwen ha detto...

@Alex Mac Nab: Oliviero Toscani è un test di cass… come persona, intendo… non come artista

CyberLuke ha detto...

@Dama: "artista" è una parola grossa. Usiamola con parsimonia.
@Alex: mah, devo dirti che nel marketing delle società italiane se ne fregano alla grande. Casomai è il consumatore "medio" (eccolo ancora) che può fare la differenza. Dopotutto, statisticamente è la massaia "media" che fa le scelte quando va a fare la spesa.
@Simone: il contesto infatti è fondamentale. Ognuno lavora con ciò che ha, diceva uno.
@F: ti dico solo che questa è la versione più "hot" che FS ci ha sdoganato.

LUIGI BICCO ha detto...

Ho letto tutto il post, ma torno direttamente al titolo e rispondo: "E c'hai ragione". Solo che sposto il punto di vista da chi la creatività dovrebbe metterla sul piatto a chi dovrebbe servirsene. Le aziende, intendo. Basta vedere cosa fanno le case automobilistiche all'estero e cosa le stesse case fanno qui da noi. Il fatto che non si arrivi ad osare è giustissimo.
Ma io avrei esempi anche peggiori. Molte, moltissime aziende, continuano a bocciare soggetti nel visual non caucasici. Quindi stiamo proprio parlando del nulla. Al mattino dovremmo infilarci in testa un sacchetto per l'organico.

Non io, eh :D

pa ha detto...

Le prime 5, in effetti, sono da urlo.
davvero fantasmagoriche.

ps ma solo a me toscani sta simpatico?

Matteo ha detto...

È però pure pieno di sedicenti grafici-artisti che fanno delle schifezze per le quali secondo loro il cliente dovrebbe venerarli...

Yeeshaval ha detto...

Toscani per me è più ipocrita di tanti altri, maschera pubblicità di golfini e magliette (tra l'altro fabbricate da manodopera a basso costo) da campagne sociali, ma per favore.

Neliel ha detto...

O____o (sempre ad occhi sgranati quando vedo certe pubblicita'.... peccato davvero che qui da noi si sia cosi' indietro.....)
mah...

Lisa ha detto...

alcuni spot in Italia sono carini... ma troppo spesso rappresentano un paese che non esiste per molti di noi...quelle delle compagnie telefoniche, ad esempio, con tutta questa gente che parla tutta contenta al telefonino...

certo che quello che dici è è condivisibile cioè non creiamo delle pubblicità di cattivo gusto ma nemmeno troppo esplicite... diciamo che alcune sono fatte bene e in maniera intelligente e altre un pò meno..le pubblicità ci devono stupire ed essere ricordate sono costruite per quello,magari un pò di humor manca davvero... a me il toscani con le sue frecciate fotografiche non dispiace..certo che il tuo punto di vista in quanto pubbliciatario e' piu' interessante di altri... di certo agli italiani piace sognare ma secondo me sono i pubblicitari a farci sognare noi siamo povere vittime..lode al telecomando...

BlackBox ha detto...

Si quella del Frecciarossa l'avevo vista anch'io, non sapevo fosse tua.

Cmq la pubblicità in italia fa schifo per colpa dei clienti, non dei pubblicitari, non per difendere la ns categoria, eh... io ad esempio sto sclerando da 2 settimane DUE su 4 banner che, modfica su modifica richiesta dal cliente stanno diventando una MERDA assurda (e il cliente non è il primo pirla che passa, anzi, è pure uno che fa il figo e regala il libretto con la storia del suo logo...).

Tutto questo porta noi creativi a lavorare in uno stato di perenne frustrazione, ormai in molti si limitano a portare al cliente la proposta che verrà presumibilmente accettata, senza stare a fare sforzi inutili... c'è rassegnazione. molte volte cmq vengono studiate vere e proprie tattiche psicologiche per riuscire a convincere account e clienti di proposte validissime ma "rischiose"... talvolta ci si riesce pure, ma sono le eccezioni!

Susan ha detto...

Ecco, immaginate se la pubblicità in italia fosse al livello di quelle da te postate... cambieresti canale durante le pause di un film? sfogliereste la rivista che avete in mano rapidamente saltando le pagine con la pubblicità? no cazzo, sarebbero meglio le pubblicità degli articoli... i prodotti venderebbero? cazzo se venderebbero.. queste sono perle di genialità, che in italia purtroppo non possono esistere a causa della cazzonaggine dei clienti e degli account.

Greta ha detto...

Io impazzisco cercando le pubblicità belle online... e pensare che dovrebbero essere le pubblicità a "cercare" noi! :) Magari fossero come le prime qui postate.

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