venerdì 10 maggio 2013

Nuvole nere all'orizzonte.


Le grandi produttrici di software si interrogano da anni su un grave dilemma: come vendere i loro prodotti e non farsi fregare dalla pirateria.
Mi spiego: Adobe, Microsoft e Quark non si accontentano di un utenza (pagante, s'intende) di milioni di persone nel mondo ma vogliono andare oltre perché sanno che quei milioni sono i professionisti della grafica, della musica e del video... e che fuori c'è tutto un mondo di semplici appassionati, studenti, wannabe, consumatori potenziali, che i loro programmi li usano quotidianamente, ma senza aver versato un centesimo perché li hanno piratati.

La risposta a questa realtà da parte di Adobe è stata finora aver adottato politiche commerciali più invitanti ed elaborato procedure d'attivazione on line, che, pur essendo state comunque aggirate (tecnicamente, non esiste una protezione software che non possa essere rimossa via software)   hanno cercato di avvicinare l'utente ad acquistare una regolare licenza d'uso.

Persino Quark, che per anni se ne è fregata e ha tenuto il suo XPress a un prezzo iperbolico, ha dovuto scendere dal piedistallo e dimezzare le sue richieste se voleva competere con la pirateria e con un concorrente (InDesign) assolutamente deciso a rubargli fino all'ultimo cliente.

Ora, pochi giorni fa Adobe ha annunciato al mondo la sua svolta commerciale: cessa la vendita (non lo sviluppo, badate bene) della sua Creative Suite e inaugura l'era della Creative Cloud.
In altre parole, spariscono per sempre DVD d’installazione e pacchetti installer: tutti gli aggiornamenti per la CS6  saranno disponibili solo per chi sottoscriverà un piano Creative Cloud: in altre parole, un abbonamento.

Una volta al mese, il programma in uso effettuerà un controllo della validità della sottoscrizione mensile e, se scaduta, ne chiederà il rinnovo; in caso contrario non sarà possibile utilizzare l’applicazione e i vari servizi cloud offerti da Adobe.
I vantaggi di questo sistema?
Che i software saranno sempre aggiornati all’ultima versione disponibile in automatico, e disponibili nel momento stesso del rilascio in Rete. In più, Adobe butta sul piatto della bilancia l’integrazione con applicazioni e servizi come con Behance Network (e ora assume perfettamente un senso l'acquisto da parte di Adobe lo scorso dicembre).

Quanto costerà, da domani, usare i software Adobe?
Adobe Creative Cloud sarà disponibile al prezzo di 61,49€ al mese (ma solo con abbonamento annuale), oppure rinnovabile di mese in mese a discrezione dell’utente al prezzo di 92,24€ al mese, nel caso sia la prima volta che l’utente acquisti un pacchetto Adobe.
Se si è già in possesso di una licenza d'uso per le versioni CS dalla 3 alla 5 l’abbonamento costerà 36,89€, mentre chi ha acquistato la CS6 pagherà solo 24,56€ al mese.
Sarà possibile sottoscrivere un abbonamento anche per applicazioni singole a 24,59€ l'una… come a dire che se decideste di usare solo Photoshop e Illustrator, dovrete prevedere un esborso mensile di 49,18 euro (ma non tutte sono disponibili, almeno per ora, per questa forma di abbonamento).


Tutto questo in cosa si traduce per Adobe? Naturalmente, in guadagni più costanti nel corso dell’anno e, sopratutto, vedersi passare alla cassa tutti quegli utenti che fino ad oggi hanno utilizzato versioni pirata dei suoi software, nutrita schiera che per un po', è prevedibile, terrà duro e andrà avanti con la CS6… finché questa non sarà resa scientemente obsoleta dai nuovi formati di salvataggio che le nuove versioni introdurranno (e su questo potete metterci la mano sul fuoco).

Ora, io ero tra i tanti che non s'illudevano che il cloud software sarebbe rimasto ancora a lungo un esperimento per Adobe.
Nutro tuttora le mie forti riserve verso un sistema che implica che disponga di una connessione di buona qualità ventiquattro ore al giorno per poter lavorare, ma in cambio speravo in uno schema di prezzi che fosse equivalente o perfino inferiore all’acquisto di una Creative Suite: salvo poi scoprire che non è questo il caso.
La nuova proposta Adobe è svantaggiosa per gli utenti che usano i software in modo non continuativo e non hanno necessariamente bisogno della versione più recente (e non necessariamente migliore, come chiunque usi i prodotti Adobe da più di quattro anni sa benissimo)… per non parlare del fatto (e su questo punto Adobe ha glissato elegantemente) che queste richiederanno una determinata configurazione hardware (in altre parole: computer recenti, con buona dotazione di memoria e ultime release dei sistemi operativi) di cui non tutti dispongono (o possono disporre).

Scordatevi la pratica di aggiornare solo quando vi serviva davvero, magari una volta ogni tre o quattro anni, spesso in concomitanza con l'acquisto di un nuovo computer.
L'esborso per milioni di utenti non è quindi limitato alla "tassa" mensile (di fatto, di questa alla fine si tratta) ma al rischio concreto di dover aggiornare il loro parco hardware, ora o nel prossimo futuro, per poter continuare ad usare la Creative Cloud.

E c'è anche un'altra cosa.
Se per un motivo qualsiasi non potrete o non vorrete proseguire a pagare il vostro abbonamento, avrete seri problemi a riaprire i vostri vecchi file, perché le applicazioni non funzioneranno più.
A meno che non manteniate sul vostro computer una vecchia versione della Creative Suite e abbiate l'accortezza di salvare – sempre e tutto – in un formato retrocompatibile.
Con tutti i problemi che vi state immaginando in questo momento.

Quanto al salvataggio dei vostri file sul Cloud Adobe, cosa che vi permetterà di fruirne in qualsiasi luogo vi troviate e da qualsiasi computer/iPad/device portatile connesso alla Rete, sembrerebbe una cosa figa… e in effetti, lo è.
Peccato che, a meno che io non abbia male interpretato i termini d'uso Adobe, visibili QUI, paragrafi 9 e 10, nel farlo voi cediate implicitamente parte dei diritti dei vostri file, in cambio di zero.

Riassumendo: da oggi, io (o qualsiasi grafico che vorrà usare con continuità il pacchetto Adobe) dovrò prevedere 737 euro l'anno sul bilancio (e mi sembra giusto pagare, visto che parecchi di noi hanno sostanzialmente rubato per anni). Per sempre.
A breve, dovrò aggiornare il mio hardware, perché arriverà il momento in cui gli aggiornamenti (automatici e sui quali l'utente non ha controllo) renderanno obsoleto il mio computer.
Dovrò preoccuparmi di salvare copie di sicurezza di tutti i miei file in un formato che possa essere leggibile anche quando e se smetterò di pagare l'abbonamento.
E, per finire: la mia roba, se la tengo sui preziosi server Adobe, non mi sarà più accessibile nel momento in cui smetto di pagare l'abbonamento, e anzi, Adobe potrà legalmente farci tutto quello che le pare.

C'è ancora qualcuno che crede che non stiamo avviandoci verso una visione distopica di questo mestiere?

25 commenti:

Ettone ha detto...

non bisogna essere pessimisti verso il nuovo che avanza anche perché tecnologie e rinnovamenti che un tempo ci apparivano ostili si sono poi rivelati funzionali e oggi li usiamo tutti...

tuttavia le problematiche attualmente legate alle connessioni da terzo mondo, alla crisi (ragazzi 700 euro circa l'anno equivalgono a più di mezzo stipendio... si fottano e mi paghino l'IMU), allo scambio di dati, etc... mi lasciano MOOOOLTO PERPLESSO...

ma come si sa, il mercato si normalizza da solo un po' come il principio dei vasi comunicanti... Basti guardare il discorso musica, sembrava che con iTunes tutti dovessero pagare le canzoni e invece è nato Spotify o i programmini che scaricano i file mp3 dal Tubo...

se loro fanno i furbi, ci saranno altri più furbi di loro oppure fanno prezzi abbordabili e magari a consumo di tempo e non ad abbonamento mensile.

Ettone ha detto...

rilfettendoci però la cosa positiva di chi, come noi, usa i prodotti Adobe professionalmente con regolare licenza negli studi per cui lavora, sarà che con l'ID Adobe potrà usufruire dell'abbonamento anche da casa... e non si vedrà costretto ad acquistare un'altra licenza... no?

sarà un po' come connettersi a Facebook da qualsiasi computer...

LUIGI BICCO ha detto...

A me tempo fa mi avevano parlato di una doppia versione. Una in abbonamento, una no.
Nel caso il discorso dovesse svilupparsi solo in cloud, prevedo l'affossamento definitivo del mercato in tal senso. Il fatto che Illustrator possa girare su dispositivi diversi da un desktop potente, mi fa davvero ridere. 700 euro l'anno significa pagarsi l'intera suite in due anni e non è detto che le nuove versioni possano arrivare dopo così poco tempo. Furbetti.

Quello che davvero mi secca è che ancora oggi non ci sia nemmeno una mezza voce su una possibile alternativa. Ma è così difficile mettere insieme un software come illustrator? Visti i buchi del programma citato, evidentemente si.

Ah. Comunque a latere di tutto questo discorso, con tutte le difficoltà del caso, cloud o non cloud, sono sicuro che l'eventuale release pirata verrà fuori dopo qualche giorno. Com'è sempre accaduto dalla notte dei tempi. A voglia a sperimentare soluzioni anti piateria. Mi ricordo il chiavino hardware che bisognava installare dietro la macchina per far funzionare X-Press :D

Matteo ha detto...

Il mercato si "regolarizza" secondo la vecchia e sempre più obsoleta teoria della mano invisibile solo in presenza di concorrenza equilibrata, qui se non siamo al monopolio assoluto poco ci manca...

Passando alla questione, credo che Adobe abbia tutto il diritto di pretendere che i suoi prodotti vengano pagati, ma non può far pesare sulle spalle del singolo utente (che già pagava) il peso della sua incapacità nello sconfiggere la pirateria.

I prezzi sono addirittura aumentati. Non in maniera drammatica per una società, che più o meno sui 2-3 anni andrà a pagare poco di più di prima, ma soprattutto per i free-lance, per le organizzazioni no profit e per tutti quelli che magari usavano Ps solo saltuariamente e tenevano versioni anche regolari ma vecchie.

E il tutto sarà più gravoso non solo da un mero punto di vista del software, come sagacemente notava Luca, ma anche con la conseguente necessità di aggiornare l'hardware e di utilizzare versioni nuove di software che magari sono peggiori delle precedenti.
Io ad oggi, pur avendo InDesign Cs5.5, continuo ad usare la Cs3 perché quella nuova presenta più problemi di quella vecchia. Ecco, con questa nuova situazione non sarà più possibile farlo.

Alternative credibili all'orizzonte non ce ne sono, soprattutto per Ps e Ai. L'unica è che nessuno sottoscriva questa buffonata della CC, almeno finché non avranno abbassato le pretese, ma ci credo poco.

Larsen ha detto...

io resto alla mia brava cs4... e se qualcuno mi mandera' file fatti con versioni piu' recenti, a sto giro non staro' zitto.

pa ha detto...

un incubo. 700 euro all'anno sono un sacco di soldi. per una come me che lavora da sola e con le case editrici che abbassano le tariffe invece di alzarle.

Jack ha detto...

dubbio: perché parli di connessione di buon livello 24 su 24? Se io non metto i miei file sul cloud di Adobe non posso serenamente lavorarmeli sul mio mac? Il controllo licenza non avviene una volta al mese (quindi in quel caso ho la necessità di connessione)?

per il resto dubbi sacrosanti. aggiungo che nel mercato dell'editoria sono spesso gli stessi clienti a chiedere versioni vecchie di indesign. È vero che anche gli editori dovranno adeguarsi, però immagino che per un po' ci sarà un bel casino...

Larsen ha detto...

tra l'altro: dal momento che lavoro da freelance, e non sono costretto da politiche aziendali all'utilizzo di certi software, sarebbe quasi ora di cominciare a volgere lo sguardo verso strumenti open.

ce ne sono una marea, certo, con i prodotti adobe siamo tutti abituati da una vita, sono comodi, piuttosto efficenti, abbastanza integrati tra loro, ma la loro politica commerciale m'ha veramente frantumato le palle.

e non immagino poi su device apple... che ogni volta che esce un sistema operativo nuovo (uno all'anno?) rende obsoleti i programmi "vecchi"... almeno su winzozz, se voglio, posso reinstallare ps 5.5, xpress 3, e macromedia mx.

il nostro mestiere parte da una matita e un foglio, diventare (direttamente o indirettamente) dipendenti di un programma e', francamente, ridicolo.

il programma che usiamo "svalvola"?
pazienza, se ne cerca un'altro con le medesime potenzialita'... siamo noi che usiamo i programmi, non i programmi che usano noi!

Fabiana ha detto...

Sta cosa è un po' allucinante... specialmente per me che vivo nella giungla e con 4 mb (che va a 2) di linea internet non so che qualita di servizio potrei avere. Senza parlare di pagare un mensile come se fosse un abbonamento ad un giornale. Capisco che la pirateria è un problema ma ci sono molti utenti non professionisti che a fatica pagherebbero queste cifre. i PRO hanno sempre pagato visto che lo usano per il loro lavoro e ci guadagnano.
Bastava magari fare 2 versioni LITE e PRO, dove la prima magari era un po' limitata e aveva meno funzioni (siamo onesti, chi è che le usa tutte?) ma costava poco... ben vengano in caso nuove opzioni come dice larsen.

Leonardo ha detto...

Follia. E chi ha una connessione scadente? E se sono in viaggio? Quanti fotografi si portano dietro un macbook per scaricare foto al volo su Lightroom?
Come funziona? Si può utilizzare anche offline? Ho letto opinioni contrastanti e non ho ancora trovato una risposta vera.

In più, secondo me così facendo allontaneranno tanti clienti. In molti, come dici tu, usano versioni vecchie e fanno un aggiornamento a una nuova versione ogni 2-3 anni (io sono passando da Photoshop CS4 a CS6 per ammortizzare la spesa)... così facendo invece si è costretti a pagare Adobe vita natural durante.

Se solo Aperture fosse un po’ migliore e non divorasse ram come se non ci fosse un domani almeno un buon sostituto per Lightroom ci sarebbe…

CyberLuke ha detto...

@Jack: credo che le applicazioni si potranno usare anche offline. Ma nel momento in cui si smette di pagare l’abbonamento, non saranno più utilizzabili.
A quanto pare, Adobe ha imparato bene la lezioncina da Apple e da tutto il suo ecosistema "chiuso".

FedericoF ha detto...

perfettamente d'accordo con l'utlimo intervento di Larsen.
Tra l'altro vivo la grafica in una dimensione piuttosto "provinciale" che un po' con fare snob e presuntuoso ho sempre offeso perché limitante e non appagante (come tipologia di lavori), però mi sto rendendo conto che per il "livello" richiesto dalle mie parti quasi sicuramente me la potrei cavare anche con Gimp, Ink e (forse) Scribus...
quindi, chi me lo fa fare di continuare a seguire come una pecora questa strada delle multinazionali quando poi tutti gli anni perdo tempo (e soldi) a riprendere una certificazione ACE su un prodotto come Photoshop che tecnicamente non ha nemmeno più niente da aggiungere di realmente interessante???? (alzi la mano chi ha usato il filtro Tilt & Shift più di 3 volte)
Io credo che la Adobe si stia incamminando in un percorso di antipatia esattamente come la Apple.

BlackBox ha detto...

Altra cosa insolita: prima compravi il software, lo pagavi era tuo e in caso potevi rivenderlo a terzi.
Ora con sta cosa dell’ abbonamento/affitto non compri nulla paghi e basta e solo per utlilizzarlo.
Roba da medioevo, come quando dovevi pagare il pedaggio per passare dal ponte ai briganti di turno... e poi si domandano chi sono i pirati.
Stessa cosa sta facendo microsoft e sony con le future consolle xbox 720 e ps4, ti compri un gioco da 60 euro lo metti nella tua consolle e finita li, non puoi utilizzarlo in altre consolle e rivenderlo quando l’hai finito, morto e sepolto il mercato dell’usato. Ma ci prendono tutti per scemi? e poi parlano di pirateria, prima di tutto i pirati sono quelli che vendono photoshop a 1000 euro che a parte qualche funzionalità e estetica dell’interfaccia non è cambiato nulla, cs6 fa le cose che faceva la versione 5. pixelmator costa 25 euro e fa “quasi” tutto quello che fa photoshop. non parlo da pirata, parlo da utente adobe che ha sborsato tra software e aggiornamenti + di 3.000 euro….

Alexandra ha detto...

Scusa Cyber ma non ho capito, quindi se le app sono installate sul Mac e non è necessaria la connessione quando le uso come funziona sto CC ?
E comunque la cs6 che ho acquistato l’anno scorso sarà l’ultima versione che prenderò perché tutta questa storia per l’utente finale mi sembra veramente una fregatura, soprattutto in Italia dove la rete internet è quello che è, e pure Telecom qualche giorno all’anno ci lascia senza connessione.

CyberLuke ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CyberLuke ha detto...

@Alexandra: Tutte le applicazioni della Creative Cloud sono sulla nuvola. Tranne Photoshop e Illustrator, residenti sul tuo hard disk, ma per per i quali è richiesta la connessione internet al momento dell’installazione e per la convalida del codice, convalida che poi deve essere ripetuta ogni 30 giorni.
Hai presente la trial che fino a ieri potevi scaricare dal sito Adobe? Stessa cosa.

@Luigi: che mi hai ricordato. Le versioni di XPress no-dongle.

L.F. ha detto...

Io utilizzo ormai da un anno Illustrator CS6 dal Creative Cloud.
Quando ci devo lavorare lo “affitto” per un mese (circa 37 euro) e poi lo lascio scadere se non mi serve più. Il costo lo metto in conto al cliente e sto a posto con la legge e la coscienza.
Confermo che internet serve solo per il download dell’applicazione e la sua attivazione. Poi Adobe ti “regala” anche altre applicazioni minori, come l’inutile Bridge, ma anche l’interessantissimo Animate Edge per le animazioin in HTML5.
Purtroppo alternative decenti free o economiche di Illustrator non esistono… Mentre al posto di Photoshop consiglio anche io Pixelmator, che è davvero validissimo! TheGimp lo trovo legnoso, contorto e poi non esporta in CMYK. Al posto di InDesign uso Scribus (che fa un po’ schifus, però) oppure Swift Publisher. Da tempo invece ho abbandonato DreamWeaver per fare posto ad Aptana Studio, ma anche qui con qualche rinuncia.

BlackBox ha detto...

L.F., sono d’accordissimo se ne fai un discorso “professionale” e quindi come costi ammortizzabili, per quel che mi riguarda mi riferivo a quella enorme fetta di utenti non professionisti, che si accontenterebbero di poter comprare a prezzi modici le singole applicazioni, la verità è ovviamente che Adobe cerca di arginare la pirateria, conosco (miei clienti) moltissimi studi professionali che usano sempre e solo versioni craccate, magari hanno una licenza originale su una workstation ma su tutte le altre girano dei tarocchi…
Adobe poteva percorrere due strade, una era dividere davvero la Suite e scendere a prezzi ragionevoli, l’altra inchiodare gli utenti con un canone, sfruttando la propria posizione dominante… ha scelto la seconda.

Ariano Geta ha detto...

Beh, non c'è dubbio che questi metodi creano problemi soprattutto a chi deve lavorarci con quel programma, e che non può neppure permettersi di non avere la licenza onde evitare multe in caso di incursioni dei marziani vestiti di grigio (=Gdf)
Purtroppo è sempre il solito problema: per cautelarsi dai disonesti, i produttori inventano sistemi che danneggiano pure gli onesti...

Gabriele ha detto...

Grazie Luca.
Ho letto con piacere e attenzione la tua disamina sull'argomento, oltre ai commenti di chi, come te, con i prodotti Adobe ci lavora.

Izzy ha detto...

Come si frega la registrazione, si frega anche la pseudo convalida mensile o quel cavolo che è. E non è un tanto per dire, è roba già vista, già superata. Assassins Creed 2 pretendeva la connessione permanete per giocare, ci si doveva connettere ai server ubisoft, e salvava le partite solo sui loro server. Eppure la versione pirata andava bene. Forse era un po' macchinoso all'inizio. Ma se lo si fa per 50 euro di gioco, lo si può fare anche per 700 euro di software.
Non è futuro, è na stronzata. Software come photoshop devono comunque essere installati sulla macchina, quindi 'sta cosa del cloud non è una “feature”, ma solo una nuova strategia commerciale: invece di venderti qualcosa, te l'affittano. E a quanto pare a caro prezzo.
Capisco che photoshop è photoshop, ma lavorare a quelle condizioni significa mettere il futuro della propria azienda nelle mani di adobe. Basta un bug in un update, e sei fermo finché adobe non si decide a fixare. Il giorno che decidono che liquify è troppo fico e che deve essere pagato come plugin aggiuntivo, te lo tolgono da photoshop e fine. E se la nuova versione per un motivo o per l'altro fa cacare, tu te le becchi ebbasta.
Poi bho, a me la questione del “sempre updated” sembra un'altra cazzata pubblicitaria. Nel lavoro si dovrebbe preferire la stabilità, e aggiornare solo quando davvero serve.
Bah! Per fortuna non è un problema mio, non lavoro direttamente nella grafica.

@Ariano Geta: scusa, ma tu sei la dimostrazione che il loro sistema funziona: vi fottono il culo (scusate il linguaggio ma ultimamente leggo troppi fumetti) facendovi credere che la colpa è dei piratoni cattivi cattivi. Ti rendi conto che per chi lo pirata non cambierà quasi niente, mentre tu pagherai di più per avere un servizio (e non più un prodotto) che può cambiare o essere interrotto quando vogliono loro? Più soldi, più controllo sui clienti. Credi davvero che lo abbiano fatto per la pirateria? Auguri.

Glauco Silvestri ha detto...

Guarda, nel mio campo i software funzionano tutti con questo sistema, e da parecchio tempo. Si tratta di software che costano delle decine di migliaia di euro a licenza e gli aggiornamenti ci pervengono tutti attraverso il sistema cloud. Per ottenere gli aggiornamenti bisogna avere le licenze attive (che oltre agli aggiornamenti, offrono un servizio di assistenza diretta in chat, telefono, e in sito) il cui costo si aggira sul 10/15% del prezzo totale.
E' possibile lavorare anche con il programma non licenziato, ma la sua obsolescenza arriva presto perché a ogni nuova release i formati di salvataggio vengono cambiati, e così, per rimanere compatibili con fornitori e/o service esterni, bisogna mantenere tutto all'ultimo grido.

Per cui... benvenuto nel mio mondo. Tieni comunque conto che l'acquisto di quegli strumenti di lavoro può essere scaricato dalle tasse... per cui la spesa totale non è poi così "grave" (per una azienda... ma per il privato è tutt'altra faccenda!).

Quanto alla questione dei files in cloud per la condivisione, a me pare che Adobe voglia burlarsi di chi per anni ha lavorato con i loro prodotti gratuitamente. Ora Adobe si piglia i diritti sui lavori che son stati realizzati a sbafo per tutto quel tempo, come fosse una sorta di rivalsa.

Alberto Camerra ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alberto Camerra ha detto...

Una politica che non condivido.
Comprendo benissimo il sacrosanto impegno a combattere la pirateria - si tratta di retribuire chi ha costruito e/o evoluto un prodotto spendendoci tempo e fatica -, ma non a spese di chi non ci campa.
Se la pirateria si deve abbattare che studino altri sistemi; i cervelloni non mancano.
E che diano la possibilità, con costi proporzionali inferiori a seconda delle categorie di appartenenza (professionisti del settore/amatori/dilettanti ecc.), di utilizzare i software.
Inoltre mi sembra una strada poco proficua. Si cominceranno a studiare altri software, gratuiti come quelli che già vengono utilizzati, in grado di produrre files di pari livello o quasi.

Anonimo ha detto...

Bah! Adobe e Apple mi stanno sui maroni già da anni, ci mancava anche questa. E pensare alle litigate coi windowisti per affermare la supremazia della coppia Apple/Adobe contro PC/Office.

Ho fornitori che fanno ancora funzionare in produzione macchine PPC con System 9, e rendono! Perciò da oggi mi tengo la mia CS4 e saluto Adobe col palmo della mano destra sull'incavo del braccio sinistro. Divento obsoleto? mapperpiacere! col livello medio dei lavori che vedo in giro sarei superiore anche con Photoshop 7 e InDD 1.1 E non ho nemmeno un cliente in grado di apprezzare la differenza, da tanto visivamente analfabeti sono.

'Fanculo Adobe, ho pagato per 25 anni tutte le licenze per vantare una presunta superiorità "morale" sui cantinari che craccavano e rovinavano il mercato agli onesti. Ho sbagliato, dovevo fottervi anche io, per principio, come fanno quelli veramente furbi; risparmiavo migliaia di euro e adesso ero più ricco.
Ma non è detta l'ultima parola, eh? sono sempre a tempo se l'occasione si presenta e le remore che mi facevo prima, ormai, le ho consumate tutte alla toilette, grazie alla vostra politica commerciale.

Il giorno del vostro fallimento festeggerò con lo stesso gusto del 6 maggio scorso.

Nonu Aspis