mercoledì 5 giugno 2013

[professione designer] 10 modi per identificare i clienti, creare i contatti e mantenerli.


Come sopravvivere da designer (o, più in generale, con una professione creativa) evitando gli errori più comuni e imboccando qualche scorciatoia. Le prime due parti, come crearvi un portfolio irresistibile e come autopromuovervi le trovate QUI e QUI.

Ricapitolando.
Avete un portfolio che va dal "presentabile" al "di tutto rispetto". Avete alcune immagini pubblicitarie strepitose.
Cosa vi serve a questo punto?
I clienti. O almeno dei clienti potenziali. Persone o aziende che, in qualche modo, potrebbero avere, un giorno, bisogno di voi. Starà a voi e a voi soltanto convincerli che quel giorno è oggi, o, meglio ancora, ieri.
Seguite questi dieci, solo apparentemente banali consigli e avrete infilato un piede nella porta.

1) Siate selettivi. È inutile presentare immagini fantascientifiche a uno studio di design specializzato in resoconti annuali per banche e società finanziarie. Non sprecate il vostro tempo e quello degli altri, ma individuate in modo preciso il vostro pubblico di riferimento, chiarendo in primis a voi stessi qual è il contenuto del vostro lavoro e chi sono i vostri clienti ideali.

2) Dedicate tempo alle ricerche. Se intendete rivolgervi al mondo dell'editoria, sfogliate le riviste. Non è necessario che le comperiate tutte. Recuperatele da amici e parenti, consultatele nelle librerie. Studiatele nei contenuti e nella forma: le gabbie, l'uso dei caratteri, il trattamento delle immagini. Tutto. Chiedetevi se sareste in grado non solo di replicarle, ma di migliorarle. Se la risposta è no, probabilmente manca ancora qualcosa alla vostra preparazione professionale. 
Altrimenti, individuate le persone giuste da contattare: provate con gli art editor e gli art director piuttosto che con i redattori e gli scrittori.

3) Prendete l'iniziativa. Ogni volta che vedete una copertina di un libro, di una rivista o di un CD  di vostro interesse, fate i tutto per scoprire chi l'ha realizzata e chi è il committente. Inviate a quest'ultimo una copia delle vostre creazioni pubblicitarie, se ritenete che siano appropriate al contesto. Non fermatevi all'email. Fate seguire una telefonata per prendere un appuntamento e sottoporgli il portfolio. Spesso, i numeri di telefono diretti sono inclusi nelle firme elettroniche dell'email. Vi permetterà di saltare il filtro dei centralini o delle segretarie.

4) Siate gentili. Non dovrebbe esserci bisogno di dirlo, invece è fondamentale. Quando parlate con la persona che vi interessa al telefono, tenete una penna a portata di mano per prendere appunti. Telefonate sempre dopo aver inviato le immagini: fornire una descrizione telefonica dei vostri lavori non è mai facile. Prediligete l'orario pomeridiano, dopo le 14. Dovreste riuscire a schivare le emergenze della mattinata e trovare l'interlocutore riposato e meglio disposto verso di voi.

5) Tenete un database. Non c'è bisogno di usare software appositi (io non ho mai capito come funziona Excel), ma è essenziale tenere aggiornato un elenco con nomi, indirizzi, informazioni di contatto, il tipo d'azienda e la data in cui avete effettuato l'ultimo invio di materiale pubblicitario o avete preso contatti. Se pensate che sia un'operazione inutile, cambierete velocemente idea quando i nomi da contattare con regolarità supereranno qualche decina e si avvicineranno alle centinaia.

6) Arrivate in anticipo agli appuntamenti. Senza esagerare. Qualche minuto, il tempo di osservare l'area della reception e dare un'occhiata alla loro pubblicità recente o alle pubblicazioni attuali. Ogni informazione in più vi pone in una posizione di vantaggio.

7) Siate pazienti. Siete seduti di fronte l'uomo o la donna che vi sta valutando. È un'occasione che dovete sfruttare al meglio. Spiegate i vostri lavori con cura, ma senza abusare della cortesia. La maggior parte dei designer, art buyer e direttori artistici è disposta a concedere circa un quarto d'ora. Potreste essere fortunati e riuscire a conquistarvi qualche minuto in più d'attenzione, ma non fateci conto. Ottimizzate questo tempo, senza farvi prendere dall'ansia. Se scoprite di avere meno tempo di quanto avreste pensato, concentratevi sulle immagini più importanti e siate pronti a togliere il disturbo.

8) Prendete appunti. Mentalmente, s'intende. Magari il cliente non ha bisogno di voi in quel momento, ma se avete l'impressione che apprezzi il vostro lavoro, ascoltate con attenzione le sue impressioni e i suoi suggerimenti. In seconda battuta, chiedetegli di consigliare il vostro nome a direttori artistici e committenti di altri studi. Se riuscirete ad imbroccare la magica porta del passaparola, potreste saltare numerosi passaggi e presentarvi al prossimo incontro non come perfetti sconosciuti, ma con "mi manda il dottor...". Il che è un'idiozia, siamo d'accordo. Ma funziona.

9) Siate pronti a lasciare una copia del vostro portfolio. Non è così infrequente che, anche se avevate preso un appuntamento, non poter essere ricevuti o ricevere solo pochi minuti d'attenzione. In questo caso, siate civili, non scomponetevi e lasciate una copia dei vostri lavori. Potrebbe essere una chiavetta USB, un DVD, un portfolio cartaceo. Considerateli a fondo perduto. L'essenziale è che sia chiara la richiesta di un feedback. Non dimenticate le cartoline promozionali.

10) Conservatevi i clienti. Forse è l'impegno più gravoso di tutti. Accettatelo fin da subito. Alcuni clienti sembra abbiano studiato a lungo per rendersi insopportabili, ma fa parte del gioco. Essere professionisti si vede anche nella gestione dei clienti difficili. Naturalmente dovete porvi dei paletti e non permettere di venire sfruttati o trattati con maleducazione. Ma se riuscirete a rendere piacevole la collaborazione, è quasi garantito che riceverete altri incarichi e raccomandazioni.
A nessuno piace avere a che fare con un piantagrane, anche se di talento.

10 commenti:

michela ha detto...

Grazie! Molto utile. Sono piccole regole che si imparano in modo intuitivo, ma trovarsele davanti in una spiegazione organica è interessante, e c'è sempre il dettaglio che era sfuggito :)

Justine ha detto...

sai che questi sono consigli utili anche per delle aspiranti copywriter? ^_^ ottimi consigli.

Dama Arwen ha detto...

Questi post son sempre interessanti.
Avrei qualche obiezione al punto 2) del tipo… meglio portare dei lay out grafici, perché un lavoro finito vero è e sarà quasi sempre strapieno di scritte e robe ed avrà peggiorato il primo progetto validissimo

Fotogriphone ha detto...

Quoto chi mi ha preceduto nei commenti.
Un post su come affrontare al meglio i colloqui sarebbe molto interessante!

LUIGI BICCO ha detto...

Concordo su tutti i fronti. Peccato che rimane il fatto che viviamo in un mondo di cani (non "da", proprio "di"). Ne parlavamo a pranzo anche con un collega. Chi me lo fa fare, mi diceva, di sbattermi come mi sono già sbattuto per un'azienda che fattura 80 milioni di euro all'anno e mi fa problemi per un lavoro da 300 euro?

E allora il prossimo post lo voglio su come si fa il pane. O la pizza, meglio :D

Anonimo ha detto...

Non sono un addetto ai lavori, ma nella mia azienda di cui non farò il nome mi sono trovato a esaminare dei candidati per alcune posizioni di lavoro vacanti, e concordo con te che sia molto importante anche il modo di porsi.

Una volta cercavamo una persona per un contratto a termine di un anno. Niente di che, ma la paga era buona e l'orario di lavoro non prevedeva "sorprese".
Si presentò un discreto gruppetto di gente tra cui un tipo che non mi sembrava molto esperenziato ma nemmeno negato, diciamo che era molto giovane e molto attento a cogliere suggerimenti e consigli.
Con lui fui severo ma molto gentile, e alla fine, dopo avergli consigliato corsi, tecniche e magari uno stage, gli strinsi la mano invitandolo a ripassare alla prossima occasione.
Dopo un po' si presenta un nuovo candidato. Questa volta aveva un bel CV anche se leggermente fuori target (il nostro ramo era un altro), inoltre il tipo non fece che ribadire che poteva tranquillamente svolgere quelle mansioni e che anzi
era fin troppo qualificato, il tutto in modo abbastanza arrogante.

Risultato? Lo faccio parlare, quindi prendo il suo CV e dopo averglielo gentilmente rimesso in mano gli dico, parole testuali: "le faremo sapere".
Che è una frase che cerco di non usare mai, perchè è una specie di rifiuto mascherato, ma quella volta la usai con soddisfazione e proprio con quell'intento.

Demian77 ha detto...

Ottimi consigli, post da copiaincollare e mettere via che serve sempre.
Ma quando si arriva all'incarico vero e proprio poi che accade? In giro si trovano molti consigli su come ottenerlo, ma sul come gestirlo molto meno.

CyberLuke ha detto...

Il prossimo post della serie verterà esattamente su questo.

Anonimo ha detto...

tutto bellissimo, ma se vuoi tenere un database clienti / fornitori e mi citi excel mi fai cascare dalla sedia :D :D :D

bento, o se vuoi proprio fare le cose per bene, filemaker. ;)


F

Fra ha detto...

Già... e, come ho detto una volta commentando un altro post del genere, i consigli (chiaramente inserendoli nel contesto giusto) valgono bene male per tutte le professioni... Tutti validi e l'ultimo è STRAVERO!! :)