venerdì 12 luglio 2013

[Recensione] Pacific Rim


L'hype che ha preceduto Pacific Rim era di quelli che potevano facilmente trasformarsi in un boomerang mediatico di quelli che in passato sono riusciti a stroncare produzioni del calibro di Final Fantasy
Ma, diciamolo chiaramente: Del Toro partiva col culo ben coperto.
Il suo Pacific Rim, fin dai primi concept per arrivare ai trailer che hanno imperversato negli scorsi mesi, era un progetto calibrato al millimetro per attirare al botteghino folle oceaniche di otaku ed ex anime-addicted che negli anni ottanta e novanta hanno fatto il pieno di un certo tipo di suggestioni... e ai quali la prospettiva di vederle realizzate in carne, ossa e CGI in un film ad alto budget (e persino con un tocco di autorialità) dev'essere sembrato un dannato sogno ad occhi aperti.

Anch'io – che pur non essendo particolarmente appassionato del genere –riesco a ricordare ancora piuttosto bene (e con un certo affetto) tutta l'epopea di Goldrake (ai tempi in cui la Rai la trasmetteva il pomeriggio col titolo di Atlas Ufo Robot), io che mi sono sforzato di salvare tutto il salvabile in un film in drammatico anticipo come Robojox e io che ho letto cose come QUESTO o QUESTO ma anche QUESTO, avevo una certa curiosità. 

E visto che non mi piace perdere tempo, ieri sera, come tanti altri, ero in sala a godermi le due ore e dieci, rigorosamente in 2D, di Pacific Rim.
Uscendone con più dubbi che certezze.
Cosa ho visto?
Senza ricamare troppo e a sintetizzare brutalmente, un b-movie maestoso che avrebbe dovuto spingere decisamente più forte sul pedale del dramma piuttosto che cercare in ogni aspetto (il ritmo, l'estetica, le dinamiche tra i personaggi, la costruzione) di essere un gigantesco anime di Go Nagai... ma dal vivo.


Il che, lo ripeto: sarà esattamente il motivo per il quale milioni di nerd adoranti lo stanno esaltando e continueranno a farlo anche dopo che il polverone si sarà posato e Pacific Rim non avrà aggiunto nulla all'immaginario collettivo di noi tutti. Perché ogni cosa che si vede nel film è già stata celebrata, codificata, metabolizzata negli anni ottanta e poi a seguire, senza soluzione di continuità, fino ai giorni nostri.
I Robot da combattimento, i piloti eroici, il comandante burbero ma fiero, la giapponesina fragile ma tosta allo stesso tempo? Ci sono.
L'estetica di gente come Hideo Kojima (Metal Gear), Yoshiyuki Sadamoto (Evangelion), Go Nagai e compagnia? In. Ogni. Singolo. Fotogramma.
Top Gun, i film di Godzilla e il Giappone in generale? Finché ne volete.
Il già citato Robojox di Stuart? Ovvio (solo con i soldi, tanti soldi in più).
La saga di Transformers tutta? Check.
Cloverfield? preso. 

Quello che dovrebbe essere il pregio principale di Pacific Rim (e cioè la sua estetica ma anche tutte – ma proprio tutte – le dinamiche, i meccanismi narrativi e gli stilemi drammatici ricalcati carta carbone dagli anime anni ottanta) è anche il suo limite più evidente. Perché da tutto questo mash-up confezionato con mestiere (e questo è inutile negarlo) la montagna partorisce un costoso clone, imbattibile dal punto di vista visivo ma del tutto sterile sul piano emozionale.
Ma, del tipo, che con le lolite di Sucker Punch ho avuto più condivisione.
E Sucker Punch l'ho lasciato sullo scaffale della Fnac anche quando l'hanno messo in offerta a nove euro. Fate voi. 

Ad ogni modo, sputata fuori la cosa peggiore del film (che, per quanto mi riguarda, lo declassa senza speranza), vi rimando a una qualsiasi delle recensioni entusiastiche che stanno fiorendo praticamente ovunque e farla vostra.
Non perché non mi vada di descrivere i pregi (che comunque ha) Pacific Rim, ma perché, quasi certamente – e a dispetto di quello che posso dirvi io o altri spettatori rimasti freddini – il film vi piacerà… e quando inizierete a vedere (praticamente, da subito) robot alti quaranta metri che le danno di santa ragione a rettiloni grossi come portaerei che sbucano da una faglia oceanica come fanno gli scarafaggi dalla crepa di un muro (non c'è molto altro da vedere), vi scorderete quasi all'istante di star guardando una replica dilatata di una qualsiasi puntata del vostro tokusatsu movie o anime preferito (Evangelion o un altro a vostra scelta), replica messa (magnificamente) in scena da batterie di workstation multi-core supervisionate da un cineasta di un certo talento.

In altre parole, un qualcosa che non vi riserverà alcuna sorpresa (neanche a cercarla passandolo al setaccio), non cambierà la storia del cinema (e neanche del genere) e non vi cambierà la vita.
Magari, potrà diventare il film della vita per qualcuno di voi.
Per tutti gli altri, vi consiglio di aspettare ancora. Magari il prossimo Neil Blomkamp.


I robottoni sono belli. E filmati bene. Il fatto che i combattimenti siano TUTTI sotto la pioggia e TUTTI di notte, è un vecchio trucco per buttare in caciara la CGI. Ma funziona bene.

Lei è Rinko Kikuchi, ed è l'UNICA donna presente nel film. Quindi, vedete di farvela piacere.


I costumi, invece, sono ben disegnati, ben costruiti e ben animati. Questo nero me lo vedrei particolarmente bene quando devo guidare lo scooter sotto la pioggia.

PS È inutile, anzi, è dannoso approcciarsi a questo tipo di prodotti facendo le pulci a tutte le incongruenze e le inesattezze fisiche e tecnologiche di cui Pacific Rim è pieno zeppo.
È una roba pensata per divertire, e stop.
Ma, nel caso vi interessi sapere perché nessun pilota umano potrebbe mai sopravvivere alla guida di un robot da combattimento alto venti piani, leggete QUI.

PPS: chiudo con una chicca, il delizioso poster vintage di Richard Davies:

9 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Innanzi tutto grazie per la citazione del mio ebook ^^

Concordo al 100% su tutto quanto. Ammetto che però, prima di andare a vedere il film, avevo frainteso i trailer. Credevo che i robot fossero dei droni, e che i piloti non stessero realmente all'interno della macchina.
L'idea non mi dispiaceva, tanto che è piuttosto realistica visto che già sta cominciando ad accadere in tutti gli eserciti e aeronautiche del mondo.

A ogni modo è come dici tu. Il film va visto per ciò che è: Mazinga contro Godzilla! ^_^

LaPulce ha detto...

mah, io ho fatto un gran ridere.. ma mi hanno detto che non era un film comico!

BlackBox ha detto...

Indovina?
Il mio boy mi ci ha portata venerdì e già smaniava perché c'era chi giovedì l'aveva già visto! XD
E indovina? Voleva rivederselo da capo!!
E indovina ancora??
Io mi sono addormentata... non è proprio il genere per me mi sa XDD

Vespertime ha detto...

Io mi aspettavo esattamente quello che ho visto, con i suoi pregi e i suoi difetti che poi fanno parte di un certo genere robottonico (?) pre-evangelion, ovvero quelle trame tutte uguali con i personaggi abbastanza stereotipato sia esteticamente che caratterialmente.
Tutto tagliato apparentemente con l’accetta come dimostrano i design dei robot e le fazze dei vari protagonisti (ma li avete visti i russi?).
Tutto era impostato per scelta in un certo modo, anche i difetti. Lo dimostrano anche gli scienziati scemi che son proprio lo stereotipo. Ma io mi aspettavo quello, niente sfumature, niente trame difficili, le basi e una classicità che sà un po di realismo nella concezzione dei robottoni, grossi, pesanti, tecnologicamente credibili e studiato , nella finzione scenica, per funzionare davvero. Senza contare tutto l’immaginario giappo ecc che nelle recensioni citate. Insomma una goduria senza precedenti. :)

Angel-A ha detto...

Ma... non c’è l'Afrodite A di turno!!! E questo perché hanno messo uomo e donna nella testa di un solo robot!! Invece di avere il robot guerriero e la robottona donna, con le puppone lancia missili. ^_____^

Camillo ha detto...

A chi dice "la trama non serve in una roba del genere, anzi dà fastidio": rispetto ma non condivido. Eva ce l'ha una trama, Gundam ha una trama, Hoshi no Koe ha una bella trama e dura meno di 30 minuti.
Semplicemente, temo, gli americani hanno a malapena trovato il coraggio di mettere i mecha in un film, il coraggio di usarli per raccontare una storia ha ancora da venì.

Daniele Brozzi ha detto...

L'ho visto ieri sera... Sinceramente secondo me era ora che facessero un film del genere dato che sono anni che aspetto un live action di Evangelion, per ora mi accontento!
(sto costruendo Gipsy Danger in lego, appena finisco carico le istruzioni per chi interessato!)

Mauro ha detto...

Ho trovato interessante questa recensione; non perché dice che Pacific Rim è un bel film, ma per le motivazioni per cui lo dice, che si distaccano parecchio dalle solite. I punti che solleva li trovo parecchio interessanti.

Dama Arwen ha detto...

Finalmente l'ho visto anche io!
Mi sono DIVERTITA!
Di - ver - ti - ta!
Certo, io sono un'amante degli anime, anche dei robottoni, e come detto da Cyberluke, è pieno di TRIBUTI a Evangelion in primis e ad altri anime. Ho colto anche tutte le similitudini con Top Gun.

Ah, io vado SEMPRE al cinema senza cagare mezzo trailer, mezzo commento e mezzo rumor prima xké voglio arrivare a mente sgombra e giudicare tramite le mie sole percezioni se un film mi piace o meno.
È un film senza pretese, tranne quella di essere spettacolare e divertire.
E non credete che dopo, con gli amici con cui l'ho visto, non mi sia messa anche io - da nerd - a smantellare tutto quello che è incongruente o troppo irreale. Ma nulla è impossibile nel mondo della fantasia!

Io cmq continuo a chiamare il protagonista JAX e Ron Pearlman CLAY :-P

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