venerdì 6 settembre 2013

La pistola sotto il cuscino.


Dormo con la pistola sotto il cuscino.
Alcuni di voi hanno un pupazzo. Un feticcio, un oggetto (quasi sempre morbido).
La maggior parte di voi nulla... ma sono pronto a scommettere che avete qualcosa, lì, poco lontano. Magari sul comodino o dentro il suo cassetto.
Una medicina, un paio d'occhiali da vista, un cellulare acceso.
Un oggetto dal quale non riuscite ad allontanarvi troppo quando scendete nella buia incoscienza del sonno.
Io ho una pistola.
E, lo sapete anche voi: secondo quell'immarcescibile principio secondo il quale a tutto, ma proprio a tutto ci si può abituare, mi sono abituato alla sua presenza e non mi è più scomoda di un coniglietto di stoffa riempito di soffice, sintetica imbottitura. Probabilmente realizzata in qualche remoto stabilimento cinese.
La mia pistola è, come tutte le pistole di questo mondo, un piccolo blocco di metallo duro. 
E, no, non freddo.
Le cose non sono calde o fredde di per sé: sapete anche questo.
Siamo noi a riscaldarle o a lasciarle raffreddare. 
E la mia pistola è quasi sempre calda.
È nella stretta della mia mano destra, così tanto vicino alla mia testa quando dormo nella mia solita posizione. Prono e con la guancia destra schiacciata sul cuscino Ikea.
Circondato da brand anche nel sonno, già. Ikea, Bassetti. Beretta.
La mia pistola porta il nome di un'antica fabbrica italiana.
Normalmente, per me i brand non hanno nessuna importanza. Ma un nome come quello inciso sul metallo della mia pistola, un po' ne ha.
So che non si incepperà quando ne avrò bisogno.
Che durerà più della mia Toyota vecchia solo di un anno giù nel mio garage, più dell'iPod scarico che tengo accanto la borsa da viaggio, più della mia madre anziana ancora più lontana da qui.
La mia pistola non chiede molto, e io non me ne separo quasi mai.
Men che meno, di notte.
So che non è lei a proteggermi. Che non è niente, senza di me e la mia stretta calda, il mio dito indice che così naturalmente si adagia nel suo ponticello di metallo, che con tanta delicatezza si posa nel sonno sul grilletto anatomicamente conformato.
Insieme siamo una forza. Da soli non siamo niente.
Capirete perché la amo.
Perché dormire con lei è come quando voi da piccoli dormivate con quel coniglietto di pezza o quel piccolo robot di plastica metallizzata.
La mia pistola è quello che mi tiene in vita, in più di un senso.
Mi dà da vivere, togliendone ad altri.
La vita è una roba transitoria. Anche questo lo sapete tutti, ma in pochi lo accettate davvero.
Il più delle volte, prendete la sua scomparsa come una tragedia o un'ingiustizia. Qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere.
Quanto vi sbagliate.
La vita se ne va in mille modi diversi, più di quelli che possiate mai immaginare. O prevedere.
Non è neanche roba vostra, non ve la siete guadagnata, non l'avete comperata, non l'avete ereditata. Non potete venderla o affittarla o regalarla.
Potete solo usarla, come una casa in comodato.
Se conducete un certo tipo di condotta, è probabile che vi duri di più, ma non è affatto una garanzia. Accettatelo.
Può finire in qualsiasi momento. Anche oggi. Anche ora.
Ci sono uomini come me che ve la possono portare via, con oggetti come la mia pistola.
E, che lo crediate o no, a volte vi fanno solo un piacere.
Tanta sofferenza, tanto pensare, tanto affannarsi, risparmiato da me.
Io sono bravo in quello che faccio.
Vi potete fidare.
La mia pistola è ormai una parte di me.
È come quando voi vi fate la barba.
O vi mettete il rossetto.
O vi immettete in una rotonda con la vostra auto, o rigirate la frittata nel padellino.
Gesti automatici, appena consapevoli, forse non eleganti. Ma sicuri, efficaci.
Io punto e accarezzo il grilletto, e guardo il burattino crollare coi fili tagliati.
Mia madre, questo non lo sa. Crede che faccia altro. Questo non cambia le cose.
La gente continua a nascere e a morire. 
A volte per mano di Dio, a volte per un incidente stupido, a volte per disattenzione.
A volte per me. E la mia pistola, naturalmente.
Liscia, nera, ben oliata. Senza misericordia ma anche senza risentimento.
Non c'è nessuna falce e nessuno scheletro incappucciato, sapete. Ma ci sono io.
Non mi riconoscereste, se mi incontraste in strada, al bar o in coda al supermercato.
Perché sono come voi.
Non sono peggiore, non sono migliore. Basta mettere le cose in una prospettiva piuttosto che un'altra, ed ecco che la vittima diventa il carnefice di qualcun altro. È un gioco dialettico, se volete. Nessuno è superiore.
La morale è un'invenzione degli uomini. Lo sapete benissimo anche voi.
Quello che mi rende diverso da alcuni di voi, è che io dormo con una pistola e voi con qualcos'altro.
Il resto è solo indignazione ipocrita e morale da bancarella.
Questo è tutto, credo.
So che molti, tra voi, si sentono comunque persone migliori di me.
Che credono che una brava persona dorma con un coniglietto di stoffa e non con una Beretta 92-FS, semi-automatica a chiusura geometrica con blocco oscillante.
Il tipo di persona che crede sia mia madre.
È la prova che tutti si sbagliano.
Finora, io non ho ancora sbagliato, almeno in quello che faccio.
Forse significa qualcosa. Forse non significa nulla.
I vostri pensieri sono come nuvole che cambiano nell'aria ventosa del pomeriggio.
I miei pensieri si stanno accartocciando e sparendo sul cuscino Ikea.
Contraggo leggermente la mano destra, e la sento.
Calda, dura, inerte ma pronta.
Domani è un nuovo giorno.
E io, come voi, ho un lavoro da fare.

15 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Mi piace quando dai sfoggio della tua vena narrativa.
Ma la pistola è vera?

Fabiana ha detto...

O___o

(letto d'un fiato...)

Anonimo ha detto...

ottimo mini racconto, da quando seguo il tuo blog i miei neuroni stanno vivendo una seconda giovinezza.

comunque....mai mangiare una peperonata prima di mettersi a letto, non si abbina con la pistola sotto il cuscino.

Beppe

LUIGI BICCO ha detto...

Spero tu non stia tacendo oscuri propositi :)

CyberLuke ha detto...

Il tag storie e il corsivo definiscono gli scritti di fantasia.
E, no, non possiedo nessuna pistola. ;D

Glauco Silvestri ha detto...

Non conoscevo questo tuo lato... Bel testo, davvero, carico di Pathos.

Maura ha detto...

Ti hanno già detto che dovresti scrivere, sì?

Mr. Lunastorta ha detto...

Bel racconto! ;)

Alex McNab Girola ha detto...

Ogni tanto scatta quella vena da scrittore... da sfruttare, eh! ;)

Anonimo ha detto...

bravo.
ma, diciamocelo, la 92fs è una scelta banalotta...
io dormirei con una glock 17, una sig p210 o una w p99...

😈


F

D@vide ha detto...

Come ti hanno detto già altri, hai (tra gli altri) un dono che dovresti sfruttare di più.
Detto questo, vorrei farti un appunto.
Il protagonista scrive che dorme col dito posato sul grilletto.
In verità, non importa se hai la sicura inserita, non tenere il dito sul grilletto è alla fine l'unica regola fondamentale nel maneggiare le armi da fuoco, purtroppo è anche la regola più trasgredita... e anche la maggiore causa di incidenti mortali.

CyberLuke ha detto...

Glauco, Maura, Lunastorta, altri, grazie ancora.

@F: la Beretta ha un bel design, classico.
E funziona sempre. Due grossi punti a suo favore.
Poi, sì, la Glock è un bell'oggettino, ma al quale, se mai dovessi prendere in considerazione l'idea di comprare una pistola, dovrei fare parecchia più attenzione.
Con la Beretta devi esercitare una trazione sul grilletto di quasi cinque chili. Farlo con la Glock quasi la metà. Inoltre la corsa del grilletto della 92-FS è molto più lunga... per cui è meno probabile che ti "scappi" un colpo come invece può succedere ad un utente poco addestrato con la seconda.
Poi, sì, anche la Glock è parecchio affidabile... però, se un colpo fa cilecca nella 92 per difetto di percussione, ti basta premere di nuovo il grilletto. Alla seconda o terza battuta il colpo (se non è proprio del tutto difettoso l'innesco) parte. Se capita nella Glock devi tirare indietro il carrello e riarmare, quindi, ci metti più tempo per sparare. Se ti succede in poligono (e non sei in gara) non c'è problema ma se ti capita in una situazione di emergenza, capisci che è un dettaglio che può fare la diferenza.
La Sig e la la Walther, invece, non le conosco per niente.

@D@vide: sarebbe da pazzi dormire con una pistola senza sicura inserita. Anche se il cane è armato, con la sicura inserita il dito può stare in posizione in tutta sicurezza... inoltre, come dico sopra, il grilletto va premuto con un bel po' di pressione. Un grande pregio che la 92-FS ha in fatto di sicurezza.

Anonimo ha detto...

ah, ma allora non fai il Judge Dredd da sprovveduto... 😏
vabbè, il mio era un commento da trollface (peccato, peraltro, che non sia stata inserita nelle faccine unicode.... )
le cose che dici della g17 sono quelle che me la fanno preferire alla 92 (cioè, 96...) e non dimentichiamo che pesa quasi la metà...
comunque non la faccio lunga su argomenti poco interessanti ai più: se passi da un poligono e vuoi farti un favore cerca di mettere le mani su una p210 (o almeno una p220). non hai mai sparato finchè non hai sparato con una sig...

;)


F

BlackBox ha detto...

Bello, l'avrei alleggerito un po' nel mezzo, ma m'è piaciuto. ;-)

Anonimo ha detto...

Ciao.
Anch'io dormo con la mia bellissima pistola mi piace tenerla stretta tra le mani e sentirla vicino mi fa stare molto bene e se ho degli incubi di notte la sua presenza li allontana definitivamente, sentirla così calda e morbida mi rilassa molto e mi trasmette tranquillità.