mercoledì 4 settembre 2013

Un giorno senza smartphone. O una vita intera.


Prima che diventi troppo vecchio per postarlo, ché ormai i tempi sono ridicolmente contratti e si brucia tutto più velocemente, signora mia, ecco il nuovo video virale che magari avete già visto e magari no, ma che in ogni caso appartiene a quel genere di cose che ci fa –sì – riflettere su cosa siamo diventati, ma che poi, ah ah sì è vero, ma non si può tornare indietro, giusto? Giusto?


Non lo so.
Però so che, una volta, era possibile non avere uno smartphone e avere comunque una vita sociale del tutto soddisfacente.

Il problema è che il tessuto connettivo della società è significativamente involuto cambiato negli ultimi dieci anni, e se oggi decidessimo di rinunciare ai nostri iPhone, Lumia, iPad e Samsung vari, noi, sì, noi che facciamo tanto i fighi e gli emancipati, riusciremmo a condurre un'esistenza "normale"?

Non ricevere e inviare sms e mms a nastro, scattare fotografie e condividerle su Instagram e Pinterest, tumblerare le foto preferite, aggiornare lo status su facebook e controllare quello degli amici, girare un video al gatto che si tuffa in una scatola e metterlo su YouTube l'attimo dopo, controllare compulsivamente la casella email dalle dieci alle venti volte l'ora, chattare su What'sUp e Skype, commentare su Twitter il gol appena visto in televisione, modificare le foto delle vacanze con filtri scaricati gratuitamente, sottoporre a Shazam il motivetto catturato alla radio, passare in rassegna dieci stazioni radio al minuto con Spotify?

Probabilmente, sì.
O magari, anche no.
Proprio come suggerisce questo video.
E se voi non vi sentite superconnessi, sappiate che probabilmente sarete l'ultima generazione ad esserlo.


18 commenti:

barbara ha detto...

Ci pensavo giusto l'altra sera.
Avevo invitato a cena degli amici, e una di loro ha passato metà del tempo a mandare e ricevere messaggi (urgentissimi, a suo dire) o a telefonare (“Scusa, scusa, ma proprio non potevo non rispondere”): insopportabile.
Ecco, quella sera ho odiato il cellulare e la sua presenza invasiva che ha risvegliato il maleducato che dorme dentro tutti noi.

BlackBox ha detto...

Che argomento che tocchi... giiorni fa ero al cinema col mio boy e gli ho chiesto, prima che iniziasse il film, se avesse spento il cellulare.
Risposta: “Ma io lo uso per vedere l’ora... poi ho staccato la suoneria e uso la vibrazione.”
"ma perchè non lo spegni e basta?"
“Magari mi arriva un messaggio importante.”
Ho obiettato che per sapere l’ora basta usare l'orologio o chiedere al vicino di poltrona e che in ogni caso leggere un messaggio dopo due ore anziché subito non gli avrebbe cambiato la vita. Ho avuto l’impressione che le mie obiezioni siano cadute nel vuoto.
La realtà, che ci piaccia o no, è che non possiamo più vivere senza il cellulare, o almeno così crediamo... o che ci hanno spinto a credere.

Ylenia Proietti Kuran ha detto...

Onestamente io ho vissuto benissimo senza cellulare per mesi, fino a quando non ho trovato lavoro ed allora mi è divenuto indispensabile, ma solo per comunicare tra gli orari e le uscite per organizzarsi meglio.
Poi non comprendo, e sinceramente nemmeno mi va di capirlo, il perchè adesso la moda detta la legge di andare in intenet anche con il cellulare, tipo facebook o twitter.
Il mondo sta diventando una generazione di contatti-online dipendente?
Cosa spinge milioni di persone a comprarsi un iPhone 5 da 800 euro?! La voglia irrefrenabile di stare su Facebook anche quando si è in macchina o al lavoro? Quando si è con amici o con la fidanzata ad un centro commerciale?
Ecco questo non lo capisco, e non mi piace.
Penso tolga sempre più spazio alle cose essenziali della vita, tipo dialogare con il tuo compagno guardandolo in faccia e non dividendo la sua attenzione ed il tuo tempo guardando un monitor, piuttosto piccolo, mentre scrivi copiosamente messaggi su messaggi a tutte le ore.
Troppa tecnologia non fa bene.
Non voglio negare che internet sia importantissimo, io stessa lo utilizzo molto specialmente per informarmi. Ma non lo voglio dietro con me anche quando sono in giro, nè mi importa di fotografare ogni cosa che vedo e di “condividerla online” un secondo dopo. Penso sia questo il motivo che distingue chi è dipendennte da un cellulare e chi no.
Forse si sta esagerando o forse no, chi può dirlo, lo scopriremo sicuramente nei prossimi anni.

Anonimo ha detto...

Io non ne ho mai comprato uno, me l’hanno sempre regalato.
L’ultimo ha 10 anni, quindi niente video, foto, internet.
Esco regolarmente senza e chi mi vuole rintracciare chiama a orari pasti sul fisso o al massimo con una email.
E faccio altrettanto io quando chiamo morosa, genitori o amici.
Mi dicono che sono un tossico per via delle sigarette ma se a loro capitano per qualche oretta dei guasti alla linea vanno in una crisi di astinenza molto molto penosa.
E questo vale per Ipod, Ipad, PC portatili e tutte le altre diavolerie che uno si porta dietro per strada!

Ferruccio Gianola ha detto...

con il cellulare sono impedito e quindi non faccio testo, ma sono attaccato al pc e alla rete in ogni momento della vita - ogni tanto vado al bar senza niente, solo a bere

Angel-A ha detto...

E va bene, io ammetto di avere uno smartphone!
Di solito non mi adeguo facilmente alle mode (anzi, in genere le rifiuto), però devo ammettere che ogni tanto le funzioni dello smartphone possono servire: puoi usare GoogleMaps, il navigatore gps, fare qualche foto o video, leggerti le mail o navigare su internet... insomma, dai, il minimo sindacale!! ^____^

Comunque, alla fin fine, lo uso prvalentemente per lo scopo per cui è nato, cioè comunicare tramite telefonate, e qualche SMS ogni tanto.
Quando uso i mezzi pubblici, poi, lo tengo sempre in tasca - vedendo molte persone (di tutte le età, sesso, e estrazione sociale) con sempre 'sto aggeggio in mano mi fa veramente pensare: forse quella è veramente dipendenza (e a volte ostentazione di uno status symbol).
Però... sempre meglio un smartphone o similari però che altre dipendenze!!! uahahahah

Ultimo ha detto...

Non voglio fare l'ipocrita, pure io ho uno smartphone (con android) e lo trovo veramente utile ... ciononostante, mi rifiuto diverse volte di rispondere alle email sms, chiamate o messaggi su social network, la trovo una violazione dei miei spazi personali e mi fanno incavolare non poco quando si lamentano del fatto che non risponda. Insomma, abbiamo diritto ai nostri spazi, a quella pausa dal lavoro in cui il capo e persone che hanno bisogno di una mano non ci possano contattare.

Ma dal mio punto di vista, il problema reale è dato dall'età in cui si forma per la prima volta un contatto con gli smartphone: sempre più ragazzi di 15\16 anni (ma anche più piccoli) hanno uno smartphone e rischiano di entrare in un circolo dal quale non potranno più uscire.
E questo, sì, fa pensare.

Alex McNab Girola ha detto...

Io farei a meno del telefono, quanto meno di quello in mobilità, ma sono internet-dipendente.
Lo smartphone mi serve per controllare la posta (etc) quando non posso stare davanti al computer.
Lo vedo come un modo di comunicare comunque meno invasivo delle telefonate, di What's App etc.

Lorenzo Imperato ha detto...

Tutti lo odiano, però tutti lo usano o lo vogliono, o chi non ce l'ha non mi venga a dire di non averlo mai chiesto all'amico con la connessione attiva per controllare una cosa veloce su internet...
Io credo che anche per lo smartphone, come per qualsiasi altra cosa, basti avere buon senso e rispetto.
Decidiamo noi se una "cosa" (cellulare, facebook, twitter, auto ecc) sia dannosa per noi o per la nostra vita sociale.

LUIGI BICCO ha detto...

Ho visto il video qualche giorno fa e ho provato una tristezza profondissima, anche se in reltà ci ho fatto una riflessioncina, in seguito.

Il problema, come spesso accade, e come avete sottolineato anche tu e gli altri nei commenti qui sopra, non è nello strumento. Non è l'iphone, il tablet o il pc. Il problema è più radicato e sta proprio nell'incapacità di staccarsi dalla rete. Questa estate mi è capitato di conoscere una persona che mentre parlava o passeggiava aveva SEMPRE in mano il suo smartphone e sistematicamente controllava gli aggiornamenti sulla sua pagina facebook. E' malattia, e lo dico senza nessuna vena critica.
E' sbagliato questo ma è sbagliato anche staccarsi definitivamente dal "giocattolo". Sta a noi cercare una via di mezzo. Cercare di capire che se non passiamo tutto il giorno su facebook o anche solo a leggere roba sul web, non è che ci perdiamo granché, anzi. Che ci puoi passare anche ore e ore ogni giorno, ma che nel momento in cui ti accorgi che la cosa va a discapito della tua vita sociale, delle relazioni che hai con il mondo esterno, degli amici, della famiglia, ebbene, devi correre ai ripari. Ma proprio correre.

Forse, e dico forse, in misura diversa la stessa situazione si è vissuta negli anni '70 e '80 con la tv (e purtroppo è una situazione viva ancora oggi, per qualcuno).

In ogni caso mi sento tirato in causa solo in piccola parte. Non ho una connessione sul cellulare (che come il compagno di BlackBox utilizzo più volte per guardare l'ora che non per altro), non ho un tablet e non ho nemmeno una pagina facebook. Ma in ogni caso, sul web, ci passo qualche ora a settimana. E secondo le mie personali stime, sono anche troppe. Semplicemente perché tagliano il mio tempo alle cose da "fare".

Vabbè, pippettone. Ma secondo me è un discorso che andrebbe approfondito e molto più serio di quanto si possa credere.

LUIGI BICCO ha detto...

Madonna mia quanto ho scritto. Vedi? 'Sti cinque minuti prima della pausa pranzo l'ho passata a scrivere cazzate sul web e invece potevo uscire fuori a raccogliere fiori :)

Simone ha detto...

Avevo visto il video. Comunque la realtà non è così terribile, diciamo che c'è una grossa parte di verità ma è un po' "caricato".

Credo che manchi una sorta di galateo di queste nuove tecnologie: non si usa lo smartphone a tavola, non si mandano messaggi su Facebook a chi non è online, non si cerca su google qualcosa che ti hanno detto ma della quale non ti fidi... ecco, secondo me non è un problema degli strumenti ma un problema di educazione.

Il giorno che ci insegneranno a usarli meglio (magari fin da bambini a scuola) probabilmente saremo meno schiavi di questi strumenti dei quali non riusciamo più a fare a meno.

Simone

Dama Arwen ha detto...

Mah… io non ho uno smartphone e non lo voglio! Né ora né mai!
Per cui mi limito a sms e telefonate ma non vado sul web col telefonino, non me ne fotte un cazzo di FB (manco sono iscritta) e pinterest e Tumbler fan schifo al cazzo.
E in vacanza sto benissimo senza Mac e senza internet, addirittura accendo il cellulare solo un paio di ore la sera e stop.
Ahhh… non credo riuscirei a tornare indietro a prima del cell, ma di sicuro - per me - è stato superfluo andare avanti.

Lady Simmons ha detto...

Cito Dama Arwen per tutto salvo per Tumblr, che lo uso come vetrina per le mie foto (non mie di me medesima, ma di quelle che io mi illudo siano "artistiche").

Il video non è assolutamente esagerato, anzi è quello che vivo OGNI SANTO GIORNO. Non è più possibile stare a cena, andare a un concerto, invitare amici a casa, guidare senza che la maggiorparte delle persone maneggi un cazzo di smartphone.
E la cosa che trovo più insopportabile è sentirmi dire quasi quotidianamente "ma non è possibile? Come mai non hai uno smartphone, è inammissibile..non sei su Facebook? E perchè? Come mai non hai risposto ti ho chiamato tre volte!".
Ci fanno nascere dei bisogni per poi spremerci come limoni.
L'app per questo l'app per quello...ed intanto spendiamo, spendiamo spendiamo.
E' anche un metodo di controllo...gli smartphone non hanno la sicurezza informatica installabile su un pc...e le persone lì a mettere password, fare acquisti, consultare il sito della propia banca...

CyberLuke ha detto...

@Lady Simmons: un'altra frase che mi fa salire il sangue alla testa: Ho visto che ti sei collegato a Skype/Facebook/What'sUp e allora...
E allora cosa?
Mi devi rompere i coglioni?
faccio quello che mi pare.
Certi giorni sono a tanto così dal mafattiunapadelladicazzituoi, per chiunque inizi una frase con queste parole.

Anonimo ha detto...

ah.
vedo che siamo in vena di non ci sono più le mezze stagioni...

dipende tutto da quanto riusciamo ad usare senza essere usati.
ora potrei dirti come la vedo io, come uso il telefono ed internet, che mi rifiuto di spargere le mie informazioni personali online e che mi arrogo il diritto di non essere raggiungibile (sì, anche per lavoro: ho un numero d'ufficio, non rompete al cellulare, e se non rispondo è perchè sono impegnato).
qualcuno dirà che così perdo occasioni clienti e soldi, ed io dico sempre che il tempo della mia vita che perderei ad essere sempre a disposizione di altri costa ben più di quanto qualsiasi cliente può farmi guadagnare.

ma tutto quello che ci diremmo qui, in fondo, vedendo la gente al ristorante che si parla via facebook, che cambierebbe?


F

Damiano ha detto...

Si, il video è un po' "caricato" , ma ci sta: è chiaro il messaggio ...

Detto questo, usando lo smartphone prevalentemente per ricerche web / foto / musica quindi avendolo abbastanza "incorporato" nella mano dx, sono abbastanza elastico con le persone che lo utilizzano in pubblico o in presenza di altri.

Su alcune cose sono però intransigente:

- a tavola
- al cinema/teatro
- ai concerti (veramente stanno frantumando le palle la gente ai concerti co sti cacchio di telefoni in mano , e lo dico perchè anche io ero così)

Comunque non potrei vivere più senza , non potrei vivere senza cercare in tempo reale informazioni su qualsiasi cosa che mi salta per la testa, e questo è un retaggio della mia infanzia passata a sfogliare i volumi dell'enciclopedia Universo di mio padre.

Hirilaelin ha detto...

Giusto ieri ero a cena con l'òmo e mi ha fatto un po' tristezza vedere una coppia di ragazzi che, appena preso posto al tavolo, hanno tirato fuori i rispettivi smartphone e non hanno mai smesso di sfogliarli con aria assente. Forse si sono detti due parole, tra loro.
E allora mi chiedo: perché uscire insieme, se si preferisce starsene per i fatti propri?

La settimana scorsa, altro locale, altra coppia, lui si lamentava ripetutamente perché non c'era campo, non poteva mandare messaggi né, soprattutto, pubblicare la foto del piatto che aveva davanti... né quella del piatto ormai vuoto!
Tra parentesi, aveva preso dei banalissimi spaghetti di soia; avesse ordinato meduse caramellate, avrei pure potuto capire il desiderio di fotografarle.
Ma il resto... che senso ha?

E me lo chiedo da utente della Rete, di Facebook, di Blogger, di Pinterest, di Twitter...