martedì 15 ottobre 2013

[Recensione] Gravity


Lo ammetto: sono entrato in sala con grandi aspettative.
Prima di tutto, perché pur avendo visto solo I Figli degli Uomini della filmografia di Cuaron, questo mi aveva molto ben impressionato per le numerose finezze tecniche e artistiche sfoggiate, e l'idea di vedere applicato qualcuno dei suoi lunghissimi piani sequenza in un film ambientato nello spazio (non riesco a definire Gravity un film di fantascienza, e non dovreste farlo neanche voi perché si svolge nel presente e non accade nulla di ipotetico o futuribile) mi incuriosiva parecchio.
In secondo luogo, perché il film ha avuto una storia produttiva travagliata, e pensavo che avrei potuto vederlo in sala già parecchi mesi fa, quando sembrava che nel cast fossero confermati Angelina Jolie e Robert Downey Jr.
Infine, perché, anche se probabilmente sono tra i pochi al mondo, ho trovato ottima l'interpretazione di Clooney nel remake di Solaris di Soderberg del 2002, e mi sentivo piuttosto ben disposto a rivederlo accanto uno dei miei sex symbol di gioventù (la stessa Sandra Bullock che oggi non mi attrae più della cassiera della PAM) in un nuovo film con lo spazio come protagonista.
A questo, aggiungeteci le recensioni entusiastiche di blogger e appassionati che lo dipingevano come il nuovo 2001 Odissea nello Spazio, e capirete lo stato d'animo con cui mi sono seduto in sala e ho inforcato gli occhialini 3D.

Beh, ho delle novità per voi: Gravity non è il nuovo Odissea nello Spazio.
Cuaron si dimostra di nuovo un abile virtuosista, e slega la sua cinepresa da tutti i vincoli della fisicità facendola ovunque lui la voglia portare: in orbita, attorno gli astronauti, dentro il loro casco, di nuovo fuori, verso il buio, dentro il nulla, nei condotti depressurizzati della Soyuz. Ovunque.
E, sotto questo piano, il film vince a mani basse.
Tecnicamente, non c'è nemmeno una sequenza che sia meno che limpida, precisa, consapevole. Lo spazio descritto da Cuaron diventa tridimensionale senza tradire neppure per un secondo la sua natura completamente artificiale.
I due soli protagonisti, quasi sempre chiusi negli scafandri extraveicolari, si muovono e si comportano in maniera talmente verosimile che a un certo punto (piuttosto presto) ci si smette di domandarsi se si sta assistendo a un film digitale dove le facce degli attori sono la sola cosa reale e ci si gode lo spettacolo e basta.
Tuttavia…
Tuttavia, l'odissea narrata nell'ora e mezza scarsa di montato riesce solo a fatica a coinvolgere emotivamente lo spettatore. I toni epici sottolineati all'inizio della pellicola con alcune diciture in sovrimpressione non superano una "normale" ansia cinematografica alla Open Water, tanto più che, dopo una mezz'ora circa, è la sola Bullock che si fa portatrice di tutti gli elementi drammatici, sentimentali e narrativi (al punto che uno dei momenti migliori del film è quando Clooney rifà, del tutto a sorpresa, il suo ingresso nella vicenda in una modalità che sarei scorretto a rivelarvi), reggendo questo carico solo in parte.


In poche parole, Gravity è un film ambizioso, tecnicamente ben costruito, con un suo ritmo che asseconda la location potenzialmente peggiore e migliore immaginabile (il nero dello spazio ma anche la Terra vista dall'orbita), una grande attenzione ai dettagli ma, sfortunatamente, anche una storia che vorrebbe gestire con la giusta intensità sia l'azione che l'approfondimento psicologico dei personaggi ma scivola un pelo nel banale, nella retorica e in un paio di simbolismi forzati di troppo.

Migliore di tanta, tantissima roba che gira di questi tempi, intendiamoci.
Ma scordatevi le odissee kubrickiane: qui siamo più dalle parti di Mission to Mars o Apollo 13.
Basta saperlo, e ve lo godrete più di quanto non ci sia riuscito io.

PS lasciate stare il 3D. Su uno schermo Imax, Gravity avrebbe anche un senso, vedere un guantone di Clooney che brancola verso di voi molto, molto meno.

14 commenti:

Larsen ha detto...

francamente ho preferito di granlunga mission to mars... apollo 13 non era male, e con il plus di essere "una storia vera".

a me sto gravity ha fatto pena... tecnicamente eccelso (taaaanta cgi, ma di qualita', otticamente fantastico), mentre la storia... mi son sentito un po' preso per il c..o.

ho capito perche' stark e la signora dell'amico di clooney hanno rifiutato...

hai ragione circa il "non fantascientifico"... in realta' direi piu' "di fantasia": ci sono talmente tante castronerie che in confronto fast & furious e' una puntata di tg2 motori...

Yeeshaval ha detto...

No, non è un capolavoro. Concordo.
Il duo Bullock-Clooney se la cava e funziona bene, ma non siamo certo al top.
Il personaggio di Clooney ha una bella personalità e la sfoggia con le sue battute ma viene fatto fuori prematuramente e in modo un po’ inglorioso (poi ritorna, ma non è la stessa cosa). La Bullock invece soffre proprio l’abbandono di Clooney a metà film e fatica a reggere il film sulle proprie spalle, ma in fin dei conti porta a casa la pagnotta con un’interpretazione senza infamia e senza lode. Meritava un maggiore approfondimento, come la storia del film d’altro canto.

Cavaliere-Senza-Testa ha detto...

Credo che l'appellativo "capolavoro" ci possa anche stare, ma lo è sotto il profilo tecnico e della regia... dal punto di vista della storia/personaggi è invece “solo” un buon film. Una bella avventura spaziale insomma, ma con una durata maggiore avrebbe potuto aspirare a qualcosa di più.

ps ma davvero t'attizzava la Bullock? ;)

Alex McNab Girola ha detto...

Non lo ancora visto, ma a questo punto devo per forza vederlo.
Voi "del giro" lo avete recensito tutti :D

Fabiana ha detto...

Gravity ha un colpo d’occhio eccezionale, è spettacolare, claustrofobico, iconico e tanto altro ancora... a me è piaciuto senza riserve *____*

shonenbat ha detto...

Stavolta dissento dalle tue impressioni... a me è piaciuto veramente molto, a fronte di una sceneggiatura un po' traballante (potrebbe avere come sottotitolo "la giornata più sfortunata della nostra vita") ha un sonoro e un lavoro di inquadrature/fotografia veramente superlativo.
Le immagini della terra sono fichissime, lo spazio è reso davvero bene e...sandra bullock in culottes ancora si difende
alcune scene sono davvero poetiche...

Maura ha detto...

Era difficile raccontare tanto smarrimento... ma secondo me Cuaròn c’è riuscito.
Non con i dialoghi, poca cosa. E neanche con le azioni: entrare in un’astronave cinese e guidarla seguendo il libretto delle istruzioni come fosse la Punto del cugino è improbabile. Ma con le immagini sì, ci riesce. Dentro le tute spaziali del nostro scetticismo di spettatori navigati s’insinua la gelida nausea della sensazione d’esser soli nell’universo.
Io lo promuovo.

Biondesita ha detto...

Sul 3D non sono d'accordo: io l'ho trovato assolutamente indispensabile, anche più di 'Avatar'... per il resto, d'accordissimo con te nell'affermare che non siamo di fronte a un capolavoro: però, anche depurato dai difetti da te (giustamente) citati, rimane un film impressionante (nel senso letterale del termine) che ti fa riflettere sulla natura stessa dell'essere umano.

Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matteo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Matteo ha detto...

@Yeeshaval: Grazie per lo spoiler

Francesca ha detto...

Bella recensione, come sempre. Io non l'ho visto (ancora). Che non fosse il nuovo 2001 Odissea nello spazio non c'erano dubbi, però... non dirmi che avevi minimamente preso in considerazione la possibilità! :)

Larsen ha detto...

bho... leggo anche commenti positivi... francamente, oggi, la sola tecnica non basta piu' per rendere un film digeribile.
un film deve raccontare una storia e, specie quando ha la pretesa di farlo, deve trasmetterti qualcosa... la tecnica e' solo questione di soldi, il resto invece e' questione di capacita' e idee, che qui sono mancate clamorosamente.

non mi va di spoilerare, ma dal primo minuto, fino all'ultimo, e' una castroneria dietro l'altra...

CyberLuke ha detto...

@Larsen: ti dirò, ho sentito più astrofisici in questa ultima settimana che in tutta la mia vita. :D
E questo non è possibile, e questo non è corretto, e quell'altro non è esatto.
Io, da (semi) profano, mi sono accontentato di non vedere grosse castronerie (che pure ci saranno state, eh), e ho apprezzato le non poche finezze visive.
Le cose che, a mio avviso, pregiudicano il valore di Gravity sono altre, e non hanno nulla che afre con la verosimiglianza scientifica (che, se applicassimo a tutti i film di hollywood, ne stroncherebbero il 99,9%).

@Cavaliere senza eccetera: sì, adoravo la BUllock. Il suo apice fu in Demolition man: la mia fidanzata ideale. :D

E, oh, non siete gli unici che dicono il 3D figo di qua, il 3D superlativo di là... forse il mio era scadente, non so. Ma faceva schifo, sul serio. Non è per parlarne male per partito preso.

@Francesca: 2001 è IL cinema.
Capisco che per motivi promozionali si azzardino paragoni, ma se ne esce sempre con le ossa rotte.

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