martedì 19 novembre 2013

10 pubblicità vergognosamente sessiste.

Praticamente da quando è stata inventata, la pubblicità ha usato la donna e il suo corpo come strumento per attirare il consumatore idiota (l'uomo).
Oggi è considerato scorretto utilizzare discriminazioni razziali nella comunicazione pubblicitaria, e anche in tema di bambini le norme sono parecchio più severe di qualche tempo fa (QUI una gallery di pubblicità che oggi non potrebbero più uscire) e probabilmente un bel giorno ci sbarazzeremo anche di questa strumentalizzazione, diciamolo, un po' trita... ma c'è ancora chi ricorre alla donna come mezz(ucci)o per vendere beni e servizi, come vedete nella gallery che vi propongo oggi.
E, sì, ragazze, la strada è ancora lunga.
Ma non disperate.



1) Fattela!
Una cucina nuova, ovviamente.
Doppiosenso da scuola media utilizzata nella pubblicità di un mobilificio romano. 
Che poi, in genere sono le donne a scegliere la cucina, quindi non mi sembra questa grande idea.


2) Fatti il capo
Altro doppio senso poco velato nella pubblicità di questo "Amaro del Capo": una bella segretaria nuda, uno scalpellino rompighiaccio e due labbra ritoccate in Photoshop.
E, naturalmente, l'immagine suggerita di lei che si avvinghia al boss sulla scrivania. Poteva andare peggio, pensate se si fosse dovuto pubblicizzare l'Amaro del Cane.


3) Scamorze di razza
E poi c'è chi dice che il berlusconismo non ha fatto disastri.
"Abbronzato" è il nuovo modo gentile per dire "negro", tenetelo a mente.
Donne alla stregua di scamorze, massì, checce frega. In questa pubblicità, Zappalà riesce ad essere assieme razzista e sessista in un colpo solo, complimenti.


4) Degustala!
Ecco come Vigne Lepore, pregevole azienda vitivinicola abruzzese, reclamizza il suo vino “Passera delle Vigne”. 
I creativi che ha assoldato devono esserci andati a nozze col nome di quel vino.
Per lo meno, qui c'è un minimo di ricerca grafica.


5) Le cose belle dell'estate

Ecco un'altra perla dell’azienda siciliana Zappalà, che ha colto la sottile similitudine tra mozzarelle e mammelle. Per fortuna non ha usato questa rima, ma a livelli d'eleganza siamo lì.

6) Provale tutte. Una tira l'altra...
Lo spot delle Amica Chips con Siffredi deve aver colpito parecchio il consorzio di giovani produttori “Noi”, che se lo è riciclato con le ciliegie.
Però io vedo una serie di modelle pagate per fissare ammiccanti l'obiettivo, e ho più l'impressione di trovarmi di fronte la pubblicità di una chat erotica. Mah, sarò io il fissato.


7) Te la do gratis!
Una pizza margherita, che avevate capito.
Altro fulgido esempio di doppiosenso da prima media. E, sì, quella pizza montata con Photoshop è davvero tremenda.

8) Allattatevi!
Oh, eccola, dove l'avevamo lasciata, Zappalà?
Sul serio, questi tizi dovrebbero vincere un premio, non si sono fatti mancare nulla, nemmeno le suggestioni da bukkake (no, non sarò io a dirvi cos'è).
Ma, naturalmente, la malizia è sempre e solo nell'occhio di guarda.


9) Abbiamo le poppe più famose d'Italia
Va bene, non è un gran periodo per chi vende le crociere (anche se bisogna dire che qualcuno se l’è proprio cercata).
E se giocassimo col doppiosenso "poppe" delle navi e "poppe" di carne? Cavolo, grande trovata! E, sì, mettiamo su un bello shooting con un mezza dozzina... ma che dico, una dozzina intera di modelle disposte a farsi fotografare di culo per cento euro! Boss, ma il doppio senso non era sulle poppe? Culi, poppe... è uguale!!


10) Effects of Calabria
Non potevo che chiudere con questa perla di raffinatezza. Dodaro, azienda produttrice di salumi speziati al peperoncino, suggerisce che la speziata atmosfera calabrese dei suoi prodotti avrà un effetto esplosivo sulle donne.
Se lo dicono loro. Almeno, a voialtre resta la visione di un tornito culo maschile. Per questo decennio, mi sa che dovrete farvelo bastare.

17 commenti:

Val ha detto...

Ce ne sono altre della zappalà e della ttlines che fanno ancora più paura :)

Francesca ha detto...

Ne avevo viste solo un paio... per fortuna. L'ultima è davvero di pessimo gusto.

Tatiana_89 ha detto...

"allattatevi".... cioè.... seriously?? O______o

Clyo ha detto...

Che tristezza! Triste soprattutto pensare che queste siano trovate "accettabili" : non in senso morale, ma proprio dal punto di vista pubblicitario.
Qui a Londra in metro mi capita di vedere una pubblicità sulla fecondazione artificiale con la foto di un bimbo di circa 3 anni in costume da spiaggia... Ogni volta che la vedo e leggo lo slogan ( non lo ricordo, ma è qualcosa sul "volere un bambino")l'idea che mi viene in mente è "pedofilia". Pensa a quanti modi più eleganti o grafici avrebbero potuto trovare per questa pubblicità e invece...

Alexandra ha detto...

Queste che hai raccolto sono tremende... ma ci sono forme anche più subdole di discriminare con la pubblicità.
Ho notato, ad esempio, che quasi tutte le pubblicità italiane che riguardano la pulizia della casa e prodotti culinari ( vedasi ace igienizzante, dash, rio casa mia, Glade Micro Spray etc. e il galbanino, torte cameo etc., ) hanno tutte come dirette interessate solo donne.
Come se volessero dare a intendere che le uniche che devono cucinare e fare le pulizia in casa in Italia sono solo le donne.
Invece gli uomini italiani si abbonano a Sky per il calcio, come si vede nello spot e viene servito.
Sarebbe troppo sconvolgente per l'universo cosmico vedere uno spot italiano in cui una donna si abbona a sky per le telenovelas e un uomo che pulisce e cucina per tutta la famiglia?

pa ha detto...

No, ma, dico, le raffinatissime unghie della tipa calabra?

Anonimo ha detto...

farsi fare un p0mpino da una che magari ha appena mangiato qualcosa di molto piccante.

che pessima idea.

Luca B.

Glauco Silvestri ha detto...

Però l'amaro del Capo è davvero buono (ammetto di non aver mai visto la sua pubblicità in giro... io l'ho scoperto in un ristorante calabrese!)

Ariano Geta ha detto...

La TTTlines è quella che aveva pubblicato manifesti giganti con due tette (TTTlines, l'assonanza è ovvia...) che simboleggiavano (ovviamente, ci mancherebbe altro) il Vesuvio e l'Etna collegati grazie alla loro linea di navigazione...

Lady Simmons ha detto...

Siamo proprio il paese di pizza emandolino. Ci sarebbe da fare un festival della pubblicità più agghiacciante...

FedericoF ha detto...

se non ricordo male l'art director delle campagne TTlines è pure una donna

Anonimo ha detto...

Sorvolando (ma da molto in alto) su ogni considerazione estetica e di gusto mi chiedo:
ma nella nr 10 non si poteva scegliere un modello con meno peli sulla schiena (lo stomaco non si vede) e meno maniglie sui fianchi? O usare un po' di crema PSD?

O il modello è il committente?*

Nonu Aspis

* c'è poco da scherzare: avevo un cliente, tanto tempo fa, che nelle sue campagne d'abbigliamento metteva sempre una coppia abbracciata. La donna era una modella, indovina chi era il "modello".

claudia ha detto...

dal punto di vista femminile, tralasciando tette e culi, sono d'accordo con nonu: quel culo maschile con i peli...anche no grazie!

Matteo ha detto...

Superano qualsiasi confine del cattivo gusto. Una cosa che se non facesse pena farebbe ridere.

Dama Arwen ha detto...

Mio Dio sto MORENDO muahahahahahaahah!

Zappalà vorrei proprio scoprire che agenzia la segue…
L'allusione delle Poppe coi "culi" non l'ho capita… per me NON SONO uguali...javascript:void(0)

il Bukkake ahahahaahah

e l'ultima sorvoliamo, lì si va oltre il cattivo gusto.
Alla fin fine quella della Passera non è cosi male confrontata con le altre… eh!

Marco Lorè ha detto...

Le pubblicità per cui è necessariamente previsto l'utilizzo di un corpo,maschile o femminile che sia, quindi un abito,della lingerie,scarpe,tutto ció che è legato alla fisicità va bene purchè si rimanga entro parametri dell'eleganza,del buon gusto,del fascino(non fatemi l'esempio,per carità,alquanto becero, del contadino,magari rozzo,per rimanere in tema di luoghi comuni,che indossa un abito di uno stilista importante...non è il caso) e della raffinatezza.È normale che per pura e semplice"composizione fotografica d'insieme"alcuni canoni debbano essere rispettati: il messaggio dev'essere quello di un prodotto elegante e raffinato,che possa farti sentire elitario; è innegabile,chiunque,i bene chi male,è legato a questo fattore psicologico.Senza addentrarsi in frommiani "Avere o essere'" , vi pongo un quesito: saremmo qui a parlare di pubblicità becera(sostengo anch'io tutti i punti di vista fin qui conclamati, ci mancherebbe altro...)se nei cartelloni pubblicitari o negli slogan in generale vi fosse parimenti nudità maschili e femminili per pubblicizzare un qualsiasi prodotto? Il valore dei corpi sarebbe stato differente?

Stampa roll up ha detto...

Trovo alcune di queste stampe interessante, ma molti sono volgare.