lunedì 18 novembre 2013

Penso, dunque esisto.


The Machine è uno dei lungometraggi presentati all'ultimo Festival del cinema indipendente di Tribeca la scorsa primavera, e mi era completamente sfuggito.
Nessun nome altisonante nel cast (ci sono Toby Stephens, visto in 007 - La morte può attendere, Caity Lotz, la Stephanie di Mad Men e Denis Lawson, intravisto ne Il ritorno dello Jedi), ma un tema da sempre a me caro, e cioè quello delle intelligenze artificiali che, prima o poi, in quanto tali, trovano sempre una strada per l'autocoscienza (e allora, credetemi, il giorno che accadrà sarà la nostra fine. Garantito).

Descritto come il prequel ideale di Blade Runner, The Machine è un thriller fantascientifico ambientato in Inghilterra in un futuro prossimo, esplora il mondo della robotica militare e in particolare si concentra sul binomio Intelligenza artificiale e supersoldati.
E, ok, Frankenstein Mary Shelley l'ha scritto già quasi duecento anni fa, e nel plot di The Machine non vedo nulla che un anime o manga anni novanta a vostra scelta non abbia già raccontato (a volte con notevoli risultati, vedi l'ormai classico Ghost in the Shell di Shirow)… ma, come ho detto, il tema trattato mi affascina a tal punto (riproponendo tutta una serie di domande quali: vale la pena concentrarsi sulla creazione dell'intelligenza artificiale? se una macchina può pensare e sentire, è assimilabile a una forma di vita – con tutto quello che ne consegue? quale diventa il ruolo per l'umanità una volta che questa crea qualcosa che potrebbe essere considerata ad essa superiore?) che io una chance a questo tipo di opere gliela concedo sempre.

E poi, anche se il poster fa schifo, il teaser non è niente male.

3 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

Pure io me l'ero perso per strada... interessante! :D

Francesco1375 ha detto...

Sembra davvero figo... ma notizie sulla sua uscita in Italia? Ho trovato solo la scheda su IMDB: http://www.imdb.com/title/tt2317225/?ref_=fn_al_tt_1

CyberLuke ha detto...

Nessuna distribuzione ufficiale, per ora.
Peccato.