giovedì 26 dicembre 2013

Penso, dunque esisto.


Gli astrofisici definiscono "singolarità" il punto in cui le leggi della fisica perdono ogni valore, come i fenomeni che si verificano al centro di un buco nero (nessun essere umano ne ha mai incontrato uno, ok, ma diciamo che la loro esistenza è matematicamente dimostrata, e questo dovrà bastarci, immagino).

Partendo da questa definizione, il matematico Vernor Vinge ha elaborato la teoria della "singolarità tecnologica", che rappresenta – semplificando – il momento in cui l'accelerazione del progresso scientifico porta a scoperte le cui implicazioni sconvolgono il nostro orizzonte teorico ed etico.
Vinge è un pelo ottimista e parte dall'assunto che entro venti o trent'anni raggiungeremo la tecnologia per creare macchine intelligenti, collocando in tal modo la singolarità esattamente in quel momento.
Attorno il concetto di singolarità possono ricondurre gli scritti di una cerchia di scienziati e filosofi della scienza, fra cui Raymond Kurtzweil, autore del saggio Singularity Is Near.

Cosa ci viene a raccontare Kurtzweil? Afferma che fra il 2020 e il 2070 sarà prodotto il primo computer intelligente come un uomo, ma già da diversi anni avremo elaboratori che tradurranno in tempo reale le nostre conversazioni telefoniche (proprio come il traduttore simultaneo di Star Trek). Nel caso stiate pensando che Kurtzweil sia l'ennesimo venditore di tecnobubbole come tanti ce ne sono che si danno arie e pubblicano saggi dall'aria seriosa, sappiate che è l'ingegnere che ha inventato l'OCR (Optical Character Recognition, cioè il sistema con il quale i computer riescono a "leggere" testi stampati) e altre "bazzecole" come il riconoscimento e la sintesi vocale (tecnologie, come Siri, che consentono al vostro smartphone di recepire comandi vocali), ed è d'accordo con Vinge nel prevedere la singolarità tra una ventina d'anni da ora.
Forse meno.

Perché vi parlo della singolarità? Perché mi piace portarvi per mano verso uno dei miei temi preferiti di sempre, l'intelligenza artificiale e le sue implicazioni sociologiche, etiche e filosofiche.
Un discorso affascinante quanto lunghissimo, in realtà, che meriterebbe ben altri spazi e altri luoghi che questo blog morente. 

Se vi va di approfondire un pelo di più l'argomento senza addentrarvi in testi ostici, potreste iniziare da questo Enigma: la strana vita di Alan Turing, italianissima biografia a fumetti pubblicata da Rizzoli Lizard giusto un anno fa, dove viene raccontata la vita del padre dell'Intelligenza Artificiale con i toni del racconto noir… enfatizzando punti della sua tormentata esistenza con degli elementi surreali o deformati in chiave fiabesca ma riuscendo a infilare una gran quantità di informazioni sul suo lavoro (non solo del teorema sulla computabilità e della macchina di Turing ma anche dei suoi ultimi studi sulla morfogenesi) senza mai annoiare ma, al contrario, fornendo a chi le legge la spinta per approfondire il tema dell'Intelligenza Artificiale (diffidate sempre di chi non lo scrive con le iniziali maiuscole).

I disegni di Tuono Pettinato possono non piacere (non sono certo il mio genere), ma va detto che ricreano bene l’attrito fra l'animo candido di Turing e la crudeltà e l'intolleranza nei confronti del diverso (Turing fu criminalizzato e arrestato per omosessualità, successivamente condannato alla castrazione chimica e morto suicida nel 1954).
Se vi perderete questo fumetto (io vi ho avvisati), c'è sempre The Imitation Game, il film di Morten Tyldum in uscita il prossimo anno dove Benedict Cumberbatch impersonerà Alan Turing. Prevedo  parecchie brutali semplificazioni (la sua figura è talmente complessa e sfaccettata da stare stretta in un biopic hollywoodiano), ma hai visto mai... diamogli una chance.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Nutro grande fiducia in Benedict Cumberbatch...
vedremo...

buon anno.

F

LUIGI BICCO ha detto...

Il libro di Tuono non l'ho ancora preso, ma voglio leggerlo. Resta un tema di grande attualità, comunque, visto che proprio in questi giorni la Gran Bretagna ha conferito l'assoluzione reale a Turing. Se la potevano anche tenere, a questo punto, eh. Ma l'articolo su Repubblica è interessante (QUI).

ANCORA buone feste.

Anonimo ha detto...

...non c'ho capito 'na mazza! Non sono tecnologico, ma tribale...ma non è la stessa cosa?
ZonaGrey@Zonagrey.com

Anonimo ha detto...

"fra il 2020 e il 2070 sarà prodotto il primo computer intelligente come un uomo"
Be'… la mia esperienza mi dice che è GIÀ così, almeno considerando "l'intelligenza" dei miei vicini. Ah, già! Sono Pitecantropi; come non detto.

"meriterebbe ben altri spazi e altri luoghi che questo blog morente"
Be'… dipende solo da te. Sei sempre in tempo a ripensarci e nessuno ti biasimerebbe per questo (*).

(*) non avvierei mai una petizione per farti tenere aperto il blog ma magari qualche altro sconsiderato potrebbe pensarci.