venerdì 29 novembre 2013

10 invenzioni che non hanno cambiato il mondo.


1) Cuffie da letto.
Il loro uso si spiega da sé, direi. Per soli trenta dollari dell'epoca, potevi abbioccarti con la tua musica preferita nelle orecchie. O potevi far finta di non sentire le proffererte sessuali del tuo compagno/a di letto.

2) Frigorifero lavabo cucina a gas.

E non scordate il pratico cassetto porta coperchi. Per case di risicata metratura. Anche se in quel lavello, ad occhio, potreste lavarci un piatto e un bicchiere alla volta.


3) L'isolatore.
Basta distrazioni. Devo lavorare. Non ti sento. Non ti vedo. Non sento manco il profumo della lasagna che hai appena tirato fuori dal forno. Spero solo che questa dannata bombola d'ossigeno non si esaurisca sul più bello.



4) Trasportino per cani da auto.
Vuoi portare sempre con te il tuo cane ma non puoi o non vuoi farlo salire in macchina perché ti insozzerebbe i sedili? Ecco la soluzione. Non approvato da nessuna associazione di tutela degli animali.


5) Maschera antineve.
Passi la neve. Ma quando c'è pure il vento, riceverla in faccia a sessanta chilometri orari non è piacevole. Ma qui c'è da uscire a fare la spesa, signora mia, e allora, che si fa? Eh? Si mette una di queste. Perché, voi avete un'idea migliore?


6) Pantaloncini da sauna.
Volete eliminare quelle antiestetiche maniglie che vi impediscono di portare i jeans a vita bassa con la giusta disinvoltura? Quello che vi ci vorrebbe è qualche seduta nella sauna ma non avete tempo/voglia/soldi? Ecco la soluzione. Due comodi modelli per lui e per lei.


7) Bicicletta anfibia.
Potreste avere voglia o bisogno di effettuare un piccolo guado, piuttosto che pedalarvi intorno per chilometri. Questa bicicletta con galleggianti supplementari e ruote semisferiche è quello che fa per voi.


8) Posacenere da passeggio.
Questa è una trovata molto civile: insomma, perché, solo perché siete in giro per i fatti vostri, dovreste spargere la cenere della vostra puzzolente sigaretta? Ecco un pratico aggeggino che la raccoglierà man mano che fumate. Dovete solo usare un bocchino a cui attaccarlo. Magari, tornano di moda.


9) Tappeto da sesso.
Almeno una volta, avrete fate sesso sul tappeto anche voi. E magari tutte quelle fibre sintetiche vi hanno dato fastidio e tolto qualcosa alla vostra concentrazione. Questo tappeto è pensato apposta per farci sesso sopra, ed è disponibile in tre arrapanti fantasie. Che ne pensate della "Lince"?


10) Centrale nucleare per bambini.
Con questo kit, vostro figlio potrà osservare la disintegrazione di materiale radioattivo, vedere le particelle Alfa viaggiare a 12.000 miglia al secondo e misurare le radiazioni… il tutto in maniera assolutamente sicura. Sicuri?

mercoledì 27 novembre 2013

6 concept belli e possibili.

Molti non si tradurranno mai in realtà e plastica e metallo e vetro e cuoio e gomma... e resteranno idea, astrazione, pixel, grafite su un foglio di carta.
Ma questi sono così belli che un ultimo passaggio sull'immaterico del vostro monitor li meritano.

iPhone 6
concept di Arthur Reis.

Schermo full HD da 4,4 pollici in vetro zaffiro, CPU A7X, fotocamera da 20 megapixel con registrazione video a 1080p e 120fps e batteria da 20 ore sotto 4G (vabbé, crediamoci).
Il design della scocca è parente stretto di quella dell'iPad Mini.
Che dire, dalla sua ha il realismo, la coerenza e l'eleganza.



Yamaha Y125 Moegi
Prototipo di motoleggera presentato a uno degli ultimi saloni di Tokyo. Motore  monocilindrico 125 a iniezione elettronica. Quasi più una bicicletta beach cruiser che non una moto. Ottanta chili di peso, un terzo di un qualsiasi attuale maxiscooter. 
Qualora vi scattasse il colpo di fulmine, non fatevi illusioni: non è altro che una show bike che, almeno da quando è stata presentata, non ha avuto alcun seguito produttivo. Peccato.


Fiat Mio FCC
È un prototipo costruito seguendo le indicazioni di diciassettemila utenti che hanno postato le loro idee sul sito del progetto www.fiatmio.cc. Tutte le proposte sono state poi girate ai designer del centro di ricerca brasiliano Polo de Desenvolvimento Giovanni Agnelli di Betim.
Il risultato è questa specie di capsula futuristica lunga appena due metri e mezzo, alta e larga uno e mezzo, che, se solo Fiat volesse, potrebbe sbaragliare la concorrenza della Smart e risanare il suo bilancio senza dover chiudere in Italia gli stabilimenti per aprirli in Polonia.
Se volesse.



Fiat 127
Concept di David Obendorfer
Il prodotto icona del marchio Fiat è probabilmente la 500, creata riprendendo e attualizzando gli stilemi di un modello del passato di grande successo. Allo stesso modo, in questo concept passato e futuro convivono in una vettura che ripropone le linee equilibrate della fiat 127, disegnata nel 1971 da Pio Manzù. Cresciuta nelle dimensioni rispetto al modello originale, la Fiat 127 concept si basa sul pianale della Punto ed è lunga 4,16 metri, larga 1,75 e ha un passo di 2,51 metri.
Le proporzioni della carrozzeria  reggono tranquillamente una versione a cinque porte, il che significa che se venisse messa in produzione potrebbe  sostituire la Punto, aiutando la Fiat ad abbandonare la battaglia diretta con le case produttrici generaliste del segmento B.
Di certo, è, tipo, uno zigallione di volte meglio di quella porcheria della 500 L.



Oxy watch
Concept di Adrián Castro

I lettori di eBook non sono gli unici oggetti che implementano la tecnologia E-ink. Questo concept di orologio digitale ha un display basato proprio su questa tecnologia. È in grado di visualizzare con pochissima energia e restando visibile sotto la luce diretta del sole le solite cose come l'ora e la data, ha un calendario, una sveglia e tutto quello che ci si aspetta da un orologio digitale.
È realizzato in acciaio, alluminio, titanio e fibra di carbonio e il display E-ink è protetto da un vetro minerale. 
Poi, certo, potreste trovare illeggibile la font che si è scelto per visualizzare le informazioni… ma volete mettere, che stile.



Kawasaki J
Chiudo con un concept fresco fresco. Chi ha detto che le motociclette devono avere per forza due ruote? Kawasaki è andata oltre e ha concepito la J, che di ruote ne ha quattro.
Non esiste la forcella nel senso tradizionale del termine, così come il manubrio: la J si guida con due leve indipendenti legate ognuna a una delle due ruote anteriori, gestite in modo autonomo.
Ma probabilmente, la sua caratteristica più peculiare è la geometria del veicolo, che è variabile. Due gli assetti a disposizione: Comfort e Sport. Con la prima l’asse anteriore si allarga, le due ruote si distanziano, il sedile si alza e la J assume una connotazione quasi da quad. In Sport invece torna a sembrare di più una motocicletta, con la maggiore stabilità garantita dalla doppia ruota posteriore gemellata, assimilabile come comportamento dinamico a una.
Il motore è elettrico e l’energia è garantita da batterie al nichel idruri metallici. Il sistema è chiamato Gicacell.
E, a parte questi dettagli tecnici che magari vi dicono poco, basta guardarla: questa Kawasaki è una gigafigata.

martedì 26 novembre 2013

Acetilene.


Uno dei pochi casi in cui mi è venuto prima il titolo di tutto il resto.
È che acetilene è proprio una parola con un bel suono.
Originale 1559 x 1933 pixel.

lunedì 25 novembre 2013

7 risorse indispensabili per designer (ma non solo)


Se siete dei designer, o anche solo semplicemente vi trovate a maneggiare quotidianamente documenti di testo, PDF, video e altra pacottiglia informatica, potrebbero tornarvi utili gli strumenti software e on line che vado a segnalarvi... nulla di veramente rivoluzionario, si intende, ma sono certo che per almeno uno di essi mi ringrazierete caldamente, anche se io non lo saprò mai.

Andiamo ad elencare.




Estrarre una font da un logo

What the Font è uno strumento web che vi permetterà di estrarre il tipo di font dall’immagine di un logo, operazione che torna utile in parecchi più casi di quanto un profano non possa immaginare.
Il funzionamento è abbastanza semplice: si carica l'immagine del logo dal proprio computer o da un indirizzo web, e il sistema vi indicherà i font simili presenti nel database di WhatTheFont.
Trucchetti per aiutare il processo di identificazione, sono separare le lettere del logo, non usare immagini troppo piccole e disporre i caratteri su una linea orizzontale.




Sbloccare un PDF

Quante volte vi è capitato di dover mettere mano a un pdf (o anche solo stamparlo) e scoprire che il proprietario l'aveva bloccato? 
Abbastanza frustrante.
Potete risolvere alla svelta usando PDFUnlock!, un servizio online gratuito che rimuove tutte le principali limitazioni dei PDF in pochi secondi... e senza installare alcun tipo di software. Funziona con tutti i browser e i sistemi operativi.
Collegatevi QUI, caricate il vostro pdf e lo riavrete sbloccato.



Scaricare un video da YouTube

Questo è per i possessori di Macintosh.
Esiste più di un modo e di un software specifico per salvare sul vostro hard disk un filmato su YouTube, ma tra i vari che ho provato vi consiglio di certo MacX YouTube Downloader.
È gratuito (ma accettano donazioni), semplice da usare e molto veloce.
Tutto quello che dovete fare è incollare nel suo campo l'URL del video che vi interessa, e scegliere la risoluzione che vi serve.
Lo trovate QUI e funziona da Leopard in avanti.



Convertire un video in altri formati

Vi sembra facile. In realtà, non lo è manco per niente, ma questo software lo rende la cosa più semplice del mondo. Sul serio.
VidConvert è un convertitore video per MacOSX in grado di gestire praticamente qualsiasi tipo di file video per convertirlo in una gran quantità di altri formati, come iPhone (retina display), iPad, iPod, Apple TV, QuickTime, MP4, DivX, Xvid, MPEG-1, MPEG-2, DVD, Windows Media, Flash, M4A, MP3, wav, wma ed altri ancora.
La procedura di conversione è di una semplicità imbarazzante: ci trascinate sopra un file, selezionate il formato ed una qualità di output, e cliccate su “Convert”.
VidConvert costa otto dollari, poco più di cinque euro, e lo scaricate da QUI.
Inutile dire che saranno cinque euro assolutamente ben spesi. Fidatevi.



Eliminare la notifica di lettura dei messaggi su Facebook.

Se trovate anche voi odioso dover far sapere agli amici (o al mittente in generale) quando leggete un loro messaggio sulla chat di Facebook, eliminando la notifica “visualizzato alle...”  e rispondere  solo quando e se ne avete voglia, quest'estensione fa per voi.

Si chiama Chat Undetected, è gratuita e disponibile per Safari, Chrome, Firefox e Explorer e potete scaricarla da QUI.

Con buona pace dei maniaci del controllo (altrui).



Inserire caratteri speciali nel testo senza impazzire con assurde combinazioni di tasti.

Magari siete tra quei macellai che accentano le maiuscole con l'apostrofo, solo perché non conoscono le combinazioni di tasti giuste per ottenerle o perché non riescono a memorizzarle.
Ma non esistono solo le maiuscole accentate: potreste aver bisogno di caratteri speciali che non compaiono sulla tastiera, come ©, ™, ß, ö, Ø, ñ, å e non avere la minima idea di come farli apparire.
I sistemi operativi propongono come soluzione cose poco pratiche come il pannello Simboli, ma PopChar X è progettata cento volte meglio.

Questa utility si avvia automaticamente ad ogni avvio del vostro Macintosh, si insedia discretamente con una minuscola icona nella barra del Finder, e resta disponibile con qualsiasi programma abbiate in esecuzione. Quando avete bisogno di un carattere speciale, basta cliccare sull'iconcina e appare una finestra pop-up contenente tutti i caratteri speciali per la font che state usando: ci cliccate sopra, rilasciate e il carattere è inserito nel testo. A prova di scimmia.
PopChar X Supporta pienamente i caratteri Unicode e dalla barra inferiore si possono inserire  simboli HMTL semplicemente cliccando su un pulsante.

Il suo unico, vero guaio, è che se lo fanno pagare caro: la licenza d'uso completa costa trenta euro (QUI), ma c'è anche una trial del tutto gratuita che ha delle limitazioni d'uso.



Colorare in Illustrator come in Photoshop.
Illustrator è un male necessario.
Dopo l'acquisizione e la soppressione di Macromedia FreeHand, per mancanza di veri concorrenti (con tutta la benevolenza di questo mondo, Corel Draw non può tenere assolutamente il passo) più che per meriti, Adobe Illustrator è il software di riferimento per la grafica vettoriale, e, in effetti, include parecchie funzionalità davvero potenti.
Questo non significa che sia progettato bene.
Un giorno mi prenderò la briga di elencare tutte le Solenni Stronzate contenute in questo software, ma oggi mi soffermerò su una delle più fastidiose: la gestione del colore, pensata da un idiota e realizzata da un sadico.


Phantasm è il plug-in per Illustrator che Adobe avrebbe dovuto acquistare e includere nel suo software da un bel pezzo, non importa quanto i tipi di Astute Graphics gliel'avrebbero fatto pagare.
In poche parole, se lo installate, potrete regolare Saturazione, Curve e Livelli con dei controlli identici a quelli che siete abituati a usare in Photoshop: con velocità, semplicità e senza dover intervenire manualmente su ogni campione globale. 
Potrete convertire con un solo clic un intero progetto vettoriale da quadricromia a bicolore. O, senza passare da Acrobat, verificare lastre, output preview e densità degli inchiostri direttamente da Illustrator. Eccetera. Eccetera.
Phantasm fa tutto questo e parecchio di più (QUI le caratteristiche complete e vari video esplicativi), applicando le modifiche come livelli di effetto nella palette Aspetto, quindi non distruttivi ed editabili in qualunque momento.
Una svolta, sul serio.
I sessanta euro che costa valgono tutta la fatica e il lavoro inutile che vi impongono tutti i giorni scelte di progettazione pessime (e comunque, sul sito di Astute Software c'è una demo valida trenta giorni che vi toglierà ogni dubbio).


Trovare esattamente la font che desiderate

Ogni volta che mi collego a DaFont.com, mi chiedo quando lo chiuderanno o ne regoleranno l'accesso a pagamento, perché è la più grande risorsa di font gratuiti presente in Rete, è facilmente navigabile, è diviso intelligentemente in sezioni tematiche, prevede un campo dove potete digitare un testo di prova e vedere all'istante che aspetto avrebbe con una determinata font e potete scaricare quello che volete con un solo click.
Che altro volete... un cocktail con l'ombrellino in cima?

giovedì 21 novembre 2013

[Recensione] jObs


Brutto.
Parziale, superficiale, noioso, vorrebbe raccontare, spiegare, coinvolgere, ma non riesce a fare nessuna di queste cose.
La visione che Joshua Michael Stern ci propone di Steve Jobs (e dei primi due decenni della sua vita all'interno di Apple) è priva di nerbo, fascino, cattiveria, magia.
Manca completamente il bersaglio ambientando la maggioranza delle scene nelle sale dei consigli d'amministrazione, accumulando dialoghi risibili, lezioncine d'economia da sussidiario scolastico, spaccati di vita privata di Jobs tratteggiati senza mai scavare realmente dentro l'uomo... e soprattutto relegando a una manciata di minuti e poche righe di battute la Visione, il Sogno (che a volte passavano per il Delirio e l'Utopia) di una delle figure più intriganti e influenti della nostra epoca, il tutto, metteteci dentro, appiattito da una fotografia televisiva e affondato da un doppiaggio da quattro soldi.

Buttare nel secchio un tale materiale umano non era un'impresa da poco, ma Stern ce l'ha fatta: Jobs è un'opera talmente trascurabile e sciapa che non solo fa pensare a cosa ne avrebbero tirato fuori un qualsiasi altro regista non dico del calibro di Stone o di Howard ma anche solo un Frears o un Soderberg, ma fa persino rimpiangere un filmetto senza pretese come I pirati di Silicon Valley, che, sapete che c'è?, mi vado a rivedere per tirarmi un po' su.
Evitatelo.

mercoledì 20 novembre 2013

[Recensione] Thor: the dark world


Poca voglia di scrivere.
Magari è una fase, o forse se ne sta per chiudere una.
Ad ogni modo, mi scuserete se questa e le prossime recensioni saranno persino più brevi del solito.

Thor: the dark world.
Bellino.
Un po' noioso. 
Visivamente, davvero buono: i costumi (e in questo film ce ne sono a strafottere) sono tutti curatissimi, senza eccezione, fino all'ultima fibbietta. 
Asgard è come dovrebbe essere la Terra tra mille anni: niente automobili, niente semafori, fast food, insegne pubblicitarie, supermarket, localini trend per l'apericena.
Non ho idea di come arrivi tutto quel ben di dio sulle tavole di Asgard, ma di certo non si vedono in giro asgardiani con le buste della Coop.
Ma sto divagando.
The Dark World, sì. 
Il cattivo non è troppo carismatico, e Thor, beh, se non siete donne e non siete sensibili al fascino della bellezza scultorea vanamente sporcata da sangue e fango finti applicati dagli artisti del make-up, lui vi dirà poco, o comunque non più di quanto non abbia già fatto nelle due precedenti apparizioni cinematografiche.
Odino/Hopkins recita le sue battute svogliatamente e di certo non si beccherà un altro Oscar per questa interpretazione, quindi, una volta di più, i riflettori sono tutti per Loki, un cattivo che, se alla Marvel Studios riescono a non sprecare, potrebbe arrivare a meritarsi anche uno spin-off tutto per sé, vai a sapere.
Per il resto, troverete tutti i consueti ingredienti dei Marvel cinecomics: azione, siparietti comici, CGI a tonnellate, ancora azione, distruzione (ma senza l'ombra di un cadavere, che è sempre roba Disney, a conti fatti), universi, fulmini, portali spaziotempo, scenetta post-titoli di coda (moscetta anche quella).
In altre parole: se sapete cosa vi aspetta, vi piacerà, a patto che  non lo consideriate nemmeno per un attimo più di quello che è: un prodotto di puro intrattenimento senza troppe pretese ma godibile, che manderà in estasi quelli che hanno amato Loki e lascerà abbastanza soddisfatti i più. Lo dimenticheremo tutti non appena uscirà Days of the Future Past.

A proposito, solo io mi sono accorto che il layer con gli effetti speciali in uno dei manifesti di The Dark World è lo stesso (non simile, lo stesso) usato in quello della prossima serie del dottor Who?

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