domenica 13 aprile 2014

[Recensione] Imperial.



Imperial, di Alessandro Girola
125 pagine, 1,65 euro
Disponibile sul Kindle Store da QUI.


Di Alessandro Girola ho parlato già altre volte, per chi se le fosse perse è uno dei non pochissimi ma neanche tanti che, avendo da tempo abbracciato la via dell'autoproduzione ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel mare magnum dei wannabe che, convinti di avere qualcosa da dire e di possedere gli strumenti necessari a raccontarla (il vecchio paradosso che in Italia non leggiamo ma di certo tutti scriviamo), propongono – finalmente slegati dalla catena editore/stampatore/distributore – i loro romanzi e racconti nei più diffusi formati per ebook reader.
E Girola, come dicevo, col tempo si è guadagnato la sua cerchia di affezionati, ha un discreto numero di titoli in vendita sull'Amazon Store e si è tolto più di una soddisfazione sia in termini di venduto che di apprezzamenti dal pubblico.
Essendo anche un mio amico, è sempre difficile esprimere una valutazione imparziale sulle sue cose (e chi dice il contrario, mente, anche se spesso in buona fede).
Quindi, per come la vedo io, l'unico sistema per parlarvene con una parvenza di oggettività, è essere (persino) più rompicoglioni e severo di quanto già non sia (rileggendo alcune mie vecchie recensioni, non avrete difficoltà a rendervi conto che non sono il tipo da fare troppi sconti)... e certo di rendere così un buon servizio sia a voi che all'autore, arrivo subito al punto, che già mi sono dilungato.
È una buona storia, questo Imperial?
Sì.
I motivi per cui dovreste leggerlo?
• perché affronta il tema delle automobili "possedute" di cui avrete di certo già letto o visto, ma riproposto da Alex in una chiave inedita, priva di forzature, circolare e compiuta.
• perché, come nei migliori Stephen King, dribbla con intelligenza la trappola del facile spiegone finale ricorrendo a uno stratagemma narrativo semplice ma funzionale.
• perché lo stile di Alex è in lenta ma costante evoluzione, e chi lo segue già da un po' noterà come si muova più agevolmente di una volta in territori che vanno oltre il semplice mostrare gli eventi.
• perché la lunghezza è quella giusta: se potete godervi un po' di tranquillità, finirete Imperial nel giro di un paio di serate, o anche una se la lettura vi cattura particolarmente.

Cosa non funziona?
• i dialoghi sono da sempre il punto debole di Alex (e con lui ficchiamoci pure una buona metà dei romanzieri italiani tutti), e a volte lo strato sotto il quale si cela l'artificiosità è particolarmente sottile.
• alcuni raccordi, in qualche punto della storia, sono ancora troppo bruschi e potrebbero essere risolti meglio.
• c'è qualche dettaglio superfluo di troppo qua e là, e, per contro, alcune descrizioni lamentano una scarsa definizione... ma queste, magari, sono solo paranoie mie.

C'è altro da dire?
Ah, sì... il copertinista storico di Alex, Giordano Efrodini, ha realizzato una bella copertina, molto "kinghiana" (quella che vedete in apertura del post) ma io, che oggi è domenica e avevo più tempo, ho fatto questa, che se non dico la mia non sono contento.

3 commenti:

Alessandro Girola ha detto...

Magari mi sbaglio, ma a me la tua recensione sembra equilibrata e coerente.
Anche i difetti che sottolinei ci possono ampiamente stare (nel senso che non fatico a riconoscerli come tali).
Sono però lieto che tu abbia apprezzato la variante al classico tema della macchina infernale. Ci tenevo molto.

E la copertina alternativa... beh... i complimenti sono quasi superflui.
Ma te li faccio lo stesso ;)

Giuda ha detto...

Mi inchino al Maestro, bellissima copertina! :D

Giordano.

Neliel ha detto...

auto assassine e indemoniate? yum!!!!

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