giovedì 8 maggio 2014

Google vintage.


Google 60, frutto dell’estro creativo del designer Norbert Landsteiner, nasce come un progetto per esplorare nel tempo le distanze fra le diverse interfacce utente.
IIn poche parole, da QUESTO sito potete effettuare una ricerca su Google... se Google fosse esistito negli anni sessanta., usando un’interfaccia che imita un vecchio IBM 360. 
I risultati prendono forma su delle schede perforate, sul tipo di quelle usate da Peggy Olson in Mad Men.
Come in Google, potete effettuare la ricerca fra testi, immagini o ultime notizie (al suono dei tasti di una vecchia 129 IBM Keypunch) e attendere qualche minuto i risultati (oggi è scontato ottenere risposte istantanee da una macchina, ma negli anni sessanta era tutt'altra storia).
Se farete una ricerca per immagini, Google 60 proporrà le fotografie trovate componendole con asterischi, trattini, lettere e segni di punteggiatura. Molto vintage.



Divertiti? Se sì, fate un salto anche su Google BBSdove Landsteiner ha riproposto Google trasportandolo nei tardi anni ottanta (e i più anziani di voi avranno riconosciuto in BBS l'acronimo di Bulletin Board System).
Se eravate fortunati, con la vostra connessione a 1200bps, potevate scaricare una fotografia zozza di 700k in dieci o quindici minuti.
Troppo tempo?
Il fatto è che è proprio la fretta ad aver rovinato il mondo.
Vorrei vedervi, a compilare una cartolina come questa, spedirla e aspettare un mesetto per la risposta.

4 commenti:

LUIGI BICCO ha detto...

Questa è follia allo stato puro, ci rendiamo conto? La ricerca immagini con la stampante ad aghi mi ha fatto tanto, tanto ridere.

Donata Ginevra ha detto...

allucinante!

Simone Odino ha detto...

Nooo... bellissimi! :-)

Anonimo ha detto...

Io me le ricordo quelle cartoline, facevo le elementari. Ce le dava la maestra, 3 o 4 ciascuno, prima della chiusura estiva, quando ancora si facevano i fantastici, interminabili, 3 mesi di pausa. Così potevamo fare le ricerche scolastiche per compito delle vacanze avendo il tempo di ricevere le risposte. Solo che io aspettavo sempre all'ultima settimana prima della riapertura per spedirle e, regolarmente, finivo per consegnare i compiti in ritardo.
Ricordo che una volta ricevetti il plico di Google addirittura sotto Natale, pieno di foto in bianconero, testi battuti a macchina e fotocopie su carta termica; c'era addirittura una diapositiva, la prima che io abbia mai visto (solo anni dopo capii che era da proiettare, non mi capacitavo che qualcuno potesse guardare una foto così microscopica). Proprio un plico bello ricco, ma in ritardo sparato e, ben peggio, richiesto da uno scolaro di un'altra città! Ma sulla busta c'era il mio nome, impossibile reindirizzarlo, impossibile sapere dove fosse finito i mio contenuto.
Però me lo sono tenuto per gli anni restanti delle elementari, sperando che la maestra ci appioppasse una ricerca PROPRIO sull'argomento di quel fatidico plico, per poter fare, una volta tanto, un figurone (più veloce di tutti a consegnare!), ma niente.

Ho continuato stancamente a cazzeggiare per tutte le estati, procrastinando i compiti agli ultimi giorni confidando che copiare le informazioni di Google sarebbe stato molto meno faticoso e più veloce che passare qualche pomeriggio in biblioteca a farmi una cultura vera, sui libri. Come la maggior parte dei miei coetanei. Infatti, guarda come siamo ridotti.

Nonu Aspis

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