mercoledì 16 luglio 2014

"Io sono il tuo servo, io sono il tuo schiavo". (Kraftwerk, Die Roboter,1978)


Ogni volta che vado a vedere i Kraftwerk dal vivo, penso: questa volta sarà l'ultima.
E non perché so che, sostanzialmente mi propineranno sempre la stessa scaletta, identica da un decennio e forse più, con poche variazioni distribuite qua e là che solo pochi malati di mente come me riescono a cogliere (e per le quali si gasano come quattordicenni in piena esplosione ormonale), ma più semplicemente perché questo signore che vedete qui sotto aveva quest'aspetto la prima volta che ebbi l'occasione di vederlo dal vivo al Tendastrisce di Roma qualcosa come trentatré anni fa… 


…e adesso è così:

...a ricordarmi che il tempo, forse galantuomo ma sotto sotto infame come un celerino, non risparmia neanche quelli che da sempre hanno cantato con la voce delle macchine, così diverse da noi, che siamo ogni giorno diversi da quello prima e quelle invece al massimo fanno un upgrade e ci sopravviveranno finché avranno qualcuno di noialtri a cambiargli le batterie e a stringergli i bulloni.

Ma, dicevo, del signore qui sopra. 
Che poi è Ralf Hutter, classe 1946, ultimo superstite della line-up originaria dei Kraftwerk, che pure lunedì scorso se n'è stato due ore tonde, impassibile e immobile come una macchina sul palco dell'Auditorium di Roma (colmo fino all'ultimo posto andato venduto poche ore dopo l'inizio delle prevendite), nell'ennesima replica di uno show che io, come tanti altri, conosceva a memoria, ma che di certo non si sarebbe perso (e non certo per quegli stupidi occhialini per vedere in 3D i video proiettati sul gigantesco schermo dietro le loro spalle)… e che, tutto sommato, si è goduto, una volta di più pensando fanno ancora questo live e poi si ritirano dalle scene.

O magari, chissà.
Sarà la volta che ci stupiranno ancora tutti e, stando un passo avanti chiunque altro, Ralf manderà definitivamente sul palco la sua copia robotica, efficiente, inossidabile, ubbidiente, eterna.
Che canterà per lui.
E per noialtri, che nel frattempo avvizziremo e saremo sostituiti da nuove generazioni di noi stessi.
I Kraftwerk diventeranno il primo gruppo transumano e la musica continuerà.
Per sempre.


Auditorium di Roma.Tutti con gli occhialini 3D.


Persino io.


 La line-up 2014. Una delle poche foto che mi è venuta a fuoco.


Avete mai visto Tron? Stessa cosa.


Un giorno, anch'io avrò il coraggio di mettere una tutina di queste. ma non oggi.

7 commenti:

Sauro ha detto...

Quando ho letto del concerto, ho saputo subito che saresti andato e che ne avresti scritto!
;)

Ettone ha detto...

dopo le preview su FB attendevo di leggere l'articolo… ;)

LUIGI BICCO ha detto...

Tanta tanta invidia. Bellissimo.
Ero curioso però di capire se anche stavolta si parlava della solita scaletta o se è cambiato qualcosa rispetto alle solite "poche variazioni" :)

claudia ha detto...

si anch'io quando ho letto che i kraftwerk erano a roma sapevo senza neanche chiedertelo che saresti andato.
e come stai bene con gli occhialini 3d... ;-))
un po' meno bene i kw con quella tutina tron che lascia intravedere delle pancette da over 40... forse potevano soprassedere...

Ariano Geta ha detto...

Frequento il tuo blog da diversi anni e credo di poter affermare che i Kraftwerk sono, dopo la grafica, il cosplay, la bellezza femminile e i Pet Shop Boys, il quinto elemento più ricorrente.
N'est ce pas?

Marcus ha detto...

Non posso dire di amarli particolarmente, ma neanche di conoscere bene la loro musica... comunque hanno una messa in scena unica, nulla da dire

pa ha detto...

che bellini loro tutti fluo!

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