giovedì 18 dicembre 2014

Apple Watch. Perché non lo comprerei.


Apple Watch (per chi è vissuto su Marte finora) è lo smartwatch presentato da Apple lo scorso settembre, apparirà nei negozi nei prossimi mesi –probabilmente in primavera– e questo post, uscendo a tante settimane dalla sua presentazione, non è più utile per illustrarvene le caratteristiche (se vi fidate dei soliti toni magniloquenti di Apple, potete andare QUI e leggerne le meraviglie, altrimenti potete cercare in rete uno dei tanti autorevoli pareri tecnici che lasciano un po’ il tempo che trovano, visto che si tratta di un prodotto non ancora entrato ufficialmente in commercio)… però è trascorso tempo sufficiente da essermi fatto un’idea piuttosto precisa sul nuovo device, che potrei sintetizzare in tre parole col quale potrete concludere la lettura, se andate di fretta: non mi interessa.

Se volete sapere anche i perché, continuate pure a leggere.

Saprete già che AppleWatch è completamente dipendente da iPhone per tutte le sue feature, e se siete tra coloro che sono sicuri che molte delle limitazioni di questa prima versione verranno risolte con la prossima allora buona attesa e parliamo d’altro, AppleWatch 1 (perché arriverà un AppleWatch 2, di questo potete strane certi) può restare sullo scaffale, grazie.
Per quanto mi riguarda, l’AW (e che palle scriverlo sempre tutto per esteso) non ha un briciolo di quel quid tipico dei prodotti Apple che ti fa desiderare di averli anche se al momento non sai bene perché (era una di quelle magie che riusciva tanto bene allo sciamano-Jobs), e anzi, forse per la prima volta da tanto tempo, riesco solo a vederne i difetti.

Ve ne elenco qualcuno così come mi vengono in mente, senza un ordine preciso.

• Da solo, non fa niente. Tutto quel che appare sul display dell’AW viene deciso, elaborato e renderizzato dall'iPhone che avete in tasca, animazioni comprese.
Se acquistate un Apple Watch e avete "solo" un iPhone 4s, o un qualsiasi altro telefono cellulare, quello non vi mostrerà neanche che ore sono. Va preso per quello che è: un accessorio del vostro iPhone (dal 5 in avanti), non un device autonomo e a sé stante. Chi pensava di portarsi a casa un telefono da polso, ha sbagliato oggetto.

• Apple Watch ha un chip NFC, di quelli che, almeno in teoria, dovrebbero rivoluzionare il nostro modo di pagare gli acquisti e mandare in pensione bancomat, contanti e carte di credito.
Peccato che – come su iPhone e iPad, del resto – Apple abbia deciso (qualcuno è stupito?) di renderlo inaccessibile alle app di terze parti.
Limitandone enormemente, di fatto, le potenzialità.
Non è la prima volta che Apple “castra” di proposito i suoi device, per ovvie logiche commerciali tutte sue, anche comprensibili, sia chiaro… ma io comincio ad esserne stufo.

• Apple Watch non emette nessun suono. Avvisi, notifiche per un sms o un’email o qualsiasi altra cosa: nulla di nulla. In compenso vibra, ma io – non so voi – sono più le volte che non ho sentito la vibrazione del mio iPhone che il contrario.
Diciamo che come comunicatore da polso, è fin troppo discreto.
Aggiungeteci pure che neanche Taptic Engine, il motore di feedback tattile che vibra dopo i comandi, è accessibile alle app di terze parti (se non per le notifiche push). Le speciali vibrazioni previste per l’AW restano prerogativa esclusiva delle app scritte da Apple.

• Già che ne sto parlando: Force Touch, che Apple descrive come la funzionalità d'interazione più importante dopo l'invenzione del Multi Touch è una feature basata sul livello di forza con cui premete il display.
Il che sembrerebbe interessante, ma – una volta di più – Apple se la tiene stretta per sé: nelle app di terze parti, serve solo a mostrare un menu contestuale. E nient'altro.

• L’autonomia. Una questione spinosa non solo per Apple Watch, va detto, ma per qualsiasi smartwatch, che, per forza di cose, hanno pochissimo spazio al loro interno per ospitare una batteria di capacità adeguata. Se escludete gli smartwatch con schermo E-ink, che vantano anche una settimana intera di autonomia, quasi tutti gli smartwatch attualmente in circolazione necessitano di essere ricaricati ogni notte. E AW non fa eccezione.
Sotto questo profilo, lo smartwatch Apple non introduce nessuna innovazione (ricarica cinetica con il movimento del braccio, pannelli solari integrati nel display o che so io), ma solo un sistema di ricarica senza fili… che però necessita di una base esterna, quindi un ulteriore aggeggio da portarsi dietro, oltre, naturalmente, l'indispensabile caricabatteria dell'iPhone senza il quale, come dicevo, l’AW non serve a niente.
Il fatto che Apple non abbia dichiarato l’autonomia di Apple Watch la dice lunga su quanto siano al palo su questo aspetto.

• L’obsolescenza. Pur se presentato come un prodotto più dell’industria del fashion che dell’informatica, l’Apple Watch ha pur sempre – alla base — un microprocessore, il che lo definisce di fatto un computer, esattamente come iPad e iPhone sono dei computer. E questo significa che diventerà obsoleto in un paio d’anni, tre al massimo.
Se acquistate un orologio meccanico da, poniamo, cinquemila euro, come un Rolex entry level, probabilmente lo terrete al polso per tutta la vita, eternamente bello e funzionante, i vostri figli se lo tramanderanno come un cimelio di famiglia e in qualsiasi momento potrete rivenderlo senza perderci un centesimo.
Lo stesso non si potrà dire dell’Apple Watch, a meno che Apple non abbia trovato un modo di farlo durare nel tempo, come ad esempio dotarlo di elettronica interna sostituibile: e badate che,m come scrivo più avanti, se per la versione base di AW ve la cavate con 350 dollari (euro), le versioni più lussuose superano tranquillamente i cinquemila. Non mi piacciono neanche i Rolex, ma disponendo di quel budget per un orologio, dovessi scegliere tra un Apple Watch d’oro e un Bulgari di seconda mano, secondo voi cosa sceglierei?

• L’estetica. Questa me la sono lasciata per ultima perché non è esattamente un dato di fatto, ma una caratteristica molto soggettiva… ma, ammetterete, anche molto importante quando si è abituati a un design di prima qualità qual è quello a cui ci ha abituati Apple nel corso degli anni.
Personalmente, non ricordo neanche un prodotto Apple che non avrei desiderato comprare anche solo per la sua meravigliosa estetica (ok, la nuova base Airport Express fa schifo), dal MacBook Air (di cui non me ne farei assolutamente niente ma lo terrei aperto sul tavolino del salotto e basta) ai nuovi iMac (così piatti che dentro non c’entra più niente e per aprirli devi usare un laser chirurgico ma minchia se sono belli)… eppure, guardando l’Apple Watch ho pensato che fosse una specie di scherzo.
Niente, proprio niente di innovativo, di rivoluzionario, ma neanche di particolarmente ricercato. Sembra un dannato Casio anni ottanta.
E non venitemi a parlare della corona che esegue lo scrolling delle app, per piacere. Quella rientra sotto la voce “funzionalità”, e posso anche trovarla carina… ma il fattore “wow” design è un’altra cosa, e l’Apple Watch non ce l’ha. Punto.

• No, non era l’ultima, a ben pensarci. C’è la faccenda prezzo. Che, ok, è alto come qualsiasi altro prodotto Apple. Ma che, stavolta, mi pare ingiustificato per quello che – in sostanza – non è che un appendice del vostro (peraltro già per nulla a buon mercato) iPhone.
Il prezzo d’ingresso comunicato da Apple (350 dollari, che, magicamente, si trasformeranno in altrettanti euro quando verrà commercializzato nel nostro Paese) si riferisce al solo modello d’ingresso, l’Apple Watch in alluminio. Le altre varianti, una con cassa in alluminio anodizzato (Apple Watch Sport), una in acciaio inossidabile (Apple Watch) e una in oro 18 carati (Apple Watch Edition) dovrebbero oscillare tra un minimo di 500 a un massimo di 5.000 dollari per la versione d’oro.
Questo in genere non ha mai fermato i compratori più fidelizzati, disposti a fare rate e debiti pur di portarsi a casa il nuovo gadget made in Cupertino, spesso nella sua versione più costosa… ma questa volta, a mio avviso, sono soldi buttati. Poi magari i dati di vendita mi smentiranno, eh.
Ma, giusto per fare un confronto velocissimo: per 399 euro, il Samsung Gear S offre uno slot per schede SIM, che lo rende capace anche di telefonare, inviare SMS e connettersi a Internet, senza che vi sia alcun bisogno di un telefono da abbinare via Bluetooth. Ha un’estetica gradevole anche se è leggermente sovradimensionato (ma in molti non hanno battuto ciglio sulle dimensioni extralarge dell’iPhone 6 plus, vi ricordo).
Il Motorola Moto 360 può non piacervi (a me non piace, per esempio), ma è basato sul sistema Android Wear, con numerose funzioni pensate da Google, come un’avanzata interfaccia a controllo vocale, e costa 100 euro in meno dell’Apple Watch base.

Costa 250 euro anche l’LG G Watch R, che ha un processore più performante, un display migliore e una batteria dalla doppia autonomia (due giorni invece di uno) rispetto il Motorola, e ha un’estetica migliore, ma che vede il suo limite più grande proprio nell’essere quasi indistinguibile da un comune orologio analogico.

Poco meno costa il Sony SmartWatch 3, dal design sportivo e waterproof, con un display e-paper a bassissimo consumo energetico, particolari features dedicate a chi fa fitness e una batteria da 48 ore.

Personalmente, se oggi volessi regalarmi uno smartwatch, non degnerei l’Apple Watch di uno sguardo… ma mi orienterei piuttosto sul Pebble, uno dei primi smartwatch usciti, quindi privo delle funzionalità di Android Wear ma reputato ancora oggi da parecchi il migliore tra tutti. Questo perché al prezzo di soli 129 euro è possibile disporre di un orologio dalle infinite possibilità di personalizzazione, leggerissimo, con un buon design e con un display monocromatico ma facilissimo da leggere in qualsiasi condizione di luce.
Pebble è a prova d’acqua e ha una batteria che dura una settimana. È un prodotto per geek, disegnato da geek e che funziona (leggo) in modo un po’ geek. Ma ci sono casi in cui si rivela un oggettino utile, è curato nei dettagli e ha un prezzo ragionevole.
Per quanto mi riguarda, batte l’Apple Watch cinque a uno.

8 commenti:

Lorenzo Imperato ha detto...

D'accordissimo in tutto e per tutto... pensa che quando vidi la presentazione dell'AW andai a cercare un pebble usato! o unp smartwatch Sony, secondo me, un po' più belli... nelle varie ricerche vidi anche questo

http://www.amazon.it/Cookoo-Smartwatch-Classico-Bluetooth-Vibrazione/dp/B00AGJZ0LY/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1418947202&sr=8-1&keywords=cookoo

non è uno smartwatch vero e proprio, però, secondo me, è il modello più "utile" e funzionale che la tecnologia applicata ad un orologio possa offrire oggi!)ad un prezzo ragionevole)

(e il packaging e il nome sono troppo sfiziosi :D)

Gloutchov ha detto...

Ho un Peeble! Quando l'ho preso io costava 99dollari sulla carta, che poi son diventati 123 in euro, a causa della spedizione dagli stati uniti.
La batteria dura una settimana.
E' vero, è un po' Geek, ma comunica bene con l'iPhone (grazie alla sua App, che deve stare sempre accesa). Meno efficiente è la funzione fitness, che si appoggia a Jawbone UP (ma sincronizza solo i passi con Apple Salute), o a Misfit(sincronizza solo i passi con Apple Salute, ma monitorizza anche il sonno sull'app Misfit... però il Sync non va sempre e ogni tanto bisogna riavviare l'orologio), o Runtastic (dove funziona perfettamente, ma c'è un'app per ogni attività, e io ho solo 16Gb sull'iPhone, e si diventa scemi a dover guardare l'app giusta a seconda dell'attività che stai facendo).
Non suona e non fa bip, come anche l'AppleWatch, e ti assicuro che è meglio. Altrimenti avresti un bip per ogni notifica, meglio che vibri discretamente... tanto lo tieni al polso, e non puoi non notare la vibrazione.
Quando hai una chiamata lui vibra, e ti avvisa se non sei vicino al telefono. Puoi avviare la conversazione, o chiudere la telefonata direttamente dal Peeble.
C'è un app che può controllare la fotocamera dell'iPhone, e fare da remote control, e una per la Go-Pro, e addirittura una che ti guida come un GPS. E tanto altro ancora che non ho guardato.
Insomma è un bel compagno di viaggio. Ma per il fitness mi son preso il Pulse di Withings, il migliore (per qualità-prezzo, a mio parere) tra i gadget fitness che ho provato fino a ora.

Lorenzo Imperato ha detto...

mi ero quasi disintossicato e invece.... mi state facendo venire di nuovo la (inutile) voglia di uno smartwatch!
Scusa Cyber, ma dove lo hai visto a 79€ il Pebble? Su amazon costa ancora 126€ come dice anche Gloutchov!

CyberLuke ha detto...

@Lorenzo: era un prezzo che avevo visto per il Black Friday, ma in effetti credo che ora sia tornato a 129 dollari. Sorry.
Il Cookoo è simpatico, ma trattandosi di uno smartwatch credo che la forma rettangolare sia più indicata per alloggiare l'elettronica e una batteria più grande.

CyberLuke ha detto...

@Gloutchov: grazie della mini-recensione, mi hai tolto un paio di dubbi che avevo col suo rapporto con l'iPhone. Che colore l'hai preso?

Gloutchov ha detto...

@CyberLuke:
L'ho preso bianco perché le altre combinazioni di colore non mi piacevano, e nero... boh, il nero mi ha un po' stancato.

C'è anche una versione più lussuosa, con chassis in metallo, e cinturino in pelle, o metallo. Ha un look particolare che non mi dispiace, ma bisogna aggiungere circa 100euro al prezzo di partenza.

Nella rece non ho parlato delle sveglie, anch'esse a vibrazione. E' un bel modo di svegliarsi, meno aggressivo, e per di più, se sei in compagnia, l'altra persona può continuare a dormire senza essere disturbata.
C'è anche il modo di impostare un periodo di silenzio dalle notifiche, tipo durante il sonno, così che l'arrivo di mail o di news a ore tarde finiscano per svegliarti.

Altra cosa che non ho detto, è che la batteria si ricarica in un'oretta scarsa, non è male.
Infine: Il display è retroilluminato. L'illuminazione si attiva al bisogno squotendo l'orologio, e solo se ci si trova al buio o in condizioni di luce scarsa.

Al momento dell'acquisto avevo scritto un articolo sul blog, non è una vera recensione, ma te lo segnalo comunque:
http://glaucosilvestri.blogspot.it/2014/10/flex-vs-pebble.html

Izzy ha detto...

Parlando di design io dire che anche l'ultimo iphone lascia a desiderare. È una piadina sottile e rottondosa, facilmente scambiabile per un lg. Un iphone5 lo riconosci a colpo d'occhio da lontano, un iphone6 è proprio banale. La fotocamera che sporge, poi, orribile.

I smartwatch sono un prodotto malato. Uno si prende una padellona da 6 pollici, scomoda da gestire, e per evitare di tirarla fuori dalla borsa (guai a tenerlo in tasca che lo rompi) ecco che ti vendono lo smatwatch. Comprarti uno smartphone più piccolo no, eh?

Ariano Geta ha detto...

Se questo è il futuro, temo che io resterò ancorato al passato.
Da parecchi anni ormai ho perso l'abitudine di indossare un orologio da polso, non sopporto più niente sulle mani, che si tratti di anelli, bracciali o appunto orologi.
Mi auguro che, come tu dici, alla fine questi smartwatch restino solo delle estensioni parzialmente inutili del cellulare, in caso contrario non riuscirò ad adeguarmi.

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