mercoledì 31 dicembre 2014

Di tegole, gatti e calabroni. E, sì, anche dei Cyberluke Awards 2014.


E togliamoci anche il classico post col meglio del 2014.
Anno che – sto per aprire un inciso ma so già che tanto inciso poi non sarà – è stato per certi versi un bagno di sangue, al confronto del quale le cazzatelle di cui mi lamentavo gli scorsi anni ora mi appaiono poco più che fastidi passeggeri (e anche se non sono stato qui a menarvela, qualcosa l’avrete capita anche voi, visto che quest’anno il blog è precipitato dai soliti 250-300 post annuali a una risicata sessantina).
Diciamo che non mi aspettavo neanche una delle tre Grosse Tegole In Testa arrivate a complicarmi la vita in questo 2014, ma c’è di buono che ho imparato che a sopravvivere sono più bravo di quello che avrei potuto pensare, tipo, dodici mesi fa.

I gatti, animali da sempre prediletti e venerati dal sottoscritto, sono una specie “progettata” per sopravvivere alle cadute. Una velocissima serie di contorsioni del corpo, coordinata da un centro dell’equilibrio che noialtri umani ci sogniamo li riequilibra in pochi secondi in modo da atterrare sulle quattro zampe ammortizzando l’impatto.

Non sono un gatto e vorrei esserlo in tante occasioni, ma nei rovinosi voli fatti quest’anno sono atterrato sulle due zampe, e sono qui a raccontarlo. Grazie a un manipolo di persone che mi volevano bene e sono rimaste anche e soprattutto quando le cose si sono fatte difficili (sì, Arianna, sto parlando di te), grazie ai raggi di sole che hanno bucato le nuvole e ai quali mi sono attaccato con tutte le forze, grazie a mio padre che prima di andarsene mi ha insegnato che non esiste niente per cui lasciarsi andare all’avvilimento (e lui ne ha passate peggio che me)… e grazie anche alla mia ottusità, che mi impedisce di capire quanto la situazione a volte può farsi realmente dura, e quindi, se il calabrone non sa che non può volare, come diceva Igor Ivanovič Sikorskij, quello se ne fotte e vola lo stesso.

E allora, come ogni anno, facciamo finta di dimenticare la merda che è finita del ventilatore, sediamoci sul divano, accendiamo lo stereo e guardiamo l’album dei ricordi.
Che poi è il mio abituale modo di segnalare i miei favoriti dell'anno.

MIGLIOR FILM
The Zero Theorem, di Terry Gilliam
Sì, lo so, non cominciate: qui da noi non s'è visto, altrove (leggi: ovunque) ormai lo trovate nei cestoni a tutto a cinqu'euro. Non mi interrogo e manco mi ci incazzo più sulla distribuzione italiana che strombazza titoli come Sex Tape o Annabelle e lascia a coprirsi di polvere cose come il nuovo film di Terry Gilliam, uno dei pochi a cui è rimasto abbastanza stile da riuscire a raccontare una storia astrusa, grottesca e stratificata come questa in maniera tanto poetica, visionaria e fuori dal tempo.
Non è un film privo di difetti, intendiamoci (la mia recensione la trovate QUI), ma di certo non è qualcosa che potete far finta che non sia mai passato. Abbandonate quegli scrupoli inutili e cercatelo in Rete, che si trova.
Segnalo anche: 
-Interstellar. Anche se molti sostengono che, no, Nolan non ha esegerato col sentimentalismo spicciolo e melassoso (abbiamo capito, vuoi bene a tua figlia, e tu intrepido astronauta manchi a lei, ok, possiamo andare avanti ora?) e io non sono tra costoro, la sua ultima fatica porta con sé in dote tali e tante suggestioni visive che non puoi non avere voglia di rivedertelo.
-The Grand Budapest Hotel. Anche se teoricamente non dovrebbe essere il mio genere, e a vedere i film di Anderson non ci sono mai andato di mia spontanea volontà, non sono così disonesto da dire che non si tratta di un film godibile a qualunque livello, con una direzione artistica che levati, un cast stellare usato sempre al meglio e una grande soundtrack. Recuperatelo.


MIGLIORE SERIE TV
Gomorra, di Roberto Saviano
È la foglia di fico del panorama imbarazzante delle serie italiane, ma da sola riscatta intere stagioni di Cesaroni e Medici in famiglia.
Gomorra ha un respiro più ampio e ambizioni maggiori persino di Romanzo Criminale, e stavolta Sollima non scivola nel tranello di venderci assassini, spacciatori e camorristi come eroi romantici per cui parteggiare.
Ho iniziato a guardarla con tutti i pregiudizi di questo mondo e alla fine del pilot già ne chiedevo ancora.
Segnalo anche: 
-Black Mirror (White Christmas). Non abbiamo avuto una vera e propria terza stagione, ma uno speciale natalizio di un'ora e tredici minuti suddiviso in tre miniepisodi e un filo conduttore. Non raggiunge mai i momenti più alti delle due precedenti stagioni, ma i toni, gli spunti di riflessione che offre, le trovate restano sempre di ottimo livello.
 -Utopia (seconda stagione) Fare meglio della prima, folgorante, stagione, era impossibile. E difatti, i nuovi sei episodi della serie sono meno scorretti, meno potenti, meno inquietanti, meno tutto. Ciononostante, Utopia (o quello che ne resta) è sufficiente a dare la polvere a valangate di altra roba made in USA.

MIGLIOR FUMETTO
Il complesso dello scimpanzé, di Richard Marazano e Jean-Michael Ponzio
Un piccolo capolavoro fantascientifico, claustrofobico, cupo, malinconico, sceneggiato che meglio non si potrebbe (se adattato come si deve per il cinema, ne uscirebbe fuori una roba che si mangerebbe Prometheus e Interstellar, di cui anticipa più di un'idea di fondo) e disegnata mafgnificamente. Uscito da anni in Francia, finalmente approda anche nelle librerie italiane. Tra qualche giorno gli dedico una recensione completa.

Segnalo anche: 
-Empowered (di Adaw Warren). In virtù della penosa gestione che la BD Edizioni sta riservando all'antieroina creata da Adaw Warren, trovate in questi giorni in fumetteria il sesto numero a un anno dal quinto.
Valeva la pena aspettare? Assolutamente sì. Empowered mescola azione, supererpoteri, bondage e dialoghi strepitosi in un cocktail praticamente sconosciuto in Italia. Un fumetto di quelli che proprio non dovreste perdervi.
  -Dimentica il mio nome (Zerocalcare) Coerente, sempre riconoscibile, capace di raccontare il quotidiano come i grandi temi senza che questo travalichi o sia d'impiccio per quello stile, ruvido ed elegante insieme, che è il suo marchio di fabbrica. Mi chiedo quando inizierà a calare il suo livello.

MIGLIORE IMMAGINE DIGITALE (personale)
Fractal Entrophy
L'ho iniziata qualcosa come quattro anni fa, e ogni tanto aprivo il file per cambiare qualcosa qua e là. Ora mi sono convinto a lasciarla definitivamente in pace, quindi la dichiaro ufficialmente finita.
Una delle mie rarissime cose in Photoshop senza soggetti umani.
Mai come quest'anno in progress ho un sacco di robe, facciamo che come buon proponimento per l'anno nuovo cerco di finire almeno queste:

MIGLIOR DISCO
- non assegnato -
Non ricordo più bene, ma c’è ancora qualcuno che fa cd? E, soprattutto, c’è ancora gente che li compra?
Sul serio, mi pare che quell’epoca appartenga ormai definitivamente al passato. Sono certo che tra chi mi sta leggendo c’è chi non ha comprato nemmeno un disco quest’anno, e forse neanche quello prima, e di sicuro sarà improbabile che ricominci a farlo in questo 2015.
Eppure questo non significa che avete smesso di ascoltare musica, giusto?
L’impero delle case discografiche è morto e seppellito, la bara gliel’aveva costruita Napster, il coperchio iTunes Store e i chiodi gliel’ha piantati Spotify.

E io, che conservo un animo vintage (ok, si dice vecchio, va bene), magari potrò ancora essere sedotto da qualche edizione fighetta, un digipack, un cofanetto con un’ologramma appiccicato sopra, ma è inutile stare a vegliare troppo a lungo la salma: il 2014 è stato il primo anno in cui non ho acquistato nemmeno un singolo, micragnoso, CD fisico.


Ragion per cui questa categoria non ha più ragione di essere, specie in un anno dove il nuovo disco di Skrillex non ha mantenuto le mie aspettative, il nuovo Caparezza non è stato l’ennesima raccolta di potenziali singoli (il problema di abituare il proprio pubblico a standard elevatissimi) e la sola cosa che mi ha fatto drizzare le orecchie è stato un singolo di Stromae (dai toni poppettini e dal sottotesto forse manicheo e stereotipato, ma, a conti fatti, chi se ne frega quando il pezzo e il video, nel suo livello superficiale, sono talmente coinvolgenti?).

MIGLIOR ACQUISTO
iPod 30 GB quinta generazione (2005)
Avete presente quando i vostri genitori/zii/nonni attaccano con la lagna "non li fanno più come una volta"? Beh, rassegnatevi: hanno ragione.
Apple, che potrebbe nominarmi suo azionista ad honorem per tutti i soldi che gli ho dato negli anni e per tutta la iPacottiglia che ho per casa e nella borsa e nelle tasche, giusto quest'anno ha decretato la scomparsa dai suoi listini dell'iPod Classic, e ha smesso di fornire assistenza e pezzi di ricambio per qualsiasi iPod con ghiera (cioè, tutti i modelli non-touch e basati su iOS).
E gli iPod con ghiera cliccabile, fatevelo dire, sono i migliori iPod che esistano.
Anzi, il migliore iPod mai prodotto è quello di quinta generazione, uscito nell'ormai remoto 2005, sostituito nel 2007 da un modello con un convertitore A/D di qualità vergognosamente inferiore, e con un firmware definitivamente blindato che impediva, tra l'alltro, il famigerato sblocco del limte del volume.
In quest'anno di merda, tra le altre cose, ho perso il mio vecchio iPod, e, non senza faticare, ne ho rintracciato uno uguale su eBay.
Settantacinque euro per 30 GB di musica digitale ascoltata alla vecchia maniera a un volume superiore di quello della scorreggia di un passero, e nessuna delle cazzatelle touch che Apple oggi ha in listino.
Non potevo spendere meglio i miei soldi.
Segnalo anche: 
-Mac Mini (2012). Poi gli dedicherò una piccola recensione apposta, comunque mi serviva un computer che prendesse il posto del mio vecchio Mini, e fosse altrettanto piccolo e silenzioso e stoico. La scelta è caduta su un altro Mini, non il nuovo modello vergogonsamente depotenziato da Apple e con la Ram saldata, ma il "vecchio" del 2012. Lo sto usando da un mesetto e va alla grande.
 -iPhone 4S. La cazzata è stato prenderlo con iOS8 già installato. Non fate il mio stesso errore. È un ottimo telefono e Siri per alcune cose è davvero comoda, ma il processore (per tacere della batteria) proprio non ce la fa a stare dietro al sistema operativo. E, no, non spenderò mai più di 150 euro per un dannato telefono.


MIGLIORE SPOT PUBBLICITARIO
Don't drink and drive (BDDO Milano)
Giusto per non fare lo snob a tutti i costi, quest'anno ho ristretto la scelta ai soli spot trasmessi in italia.
Questo, a mio avviso, è il più bello.
Delicato, impeccabile e internazionale. Bravi BDDO Milano.

MIGLIORE MANIFESTO PUBBLICITARIO
Create your own French look (MediaStorm Moscow)
Campagna affissioni per Le Frivole, lingerie francese, per il mercato russo.
Se non la capite, provate a socchiudere gli occhi.
Io la trovo fantastica e zero volgare.
Art Director Evgeny Turkin, fotografa Tanya Rudenko.


MIGLIOR LIBRO
Dance dance dance (Haruki Murakami)
È stato il classico coup de foudre, e ne ho parlato abbondantemente QUI. Peccato che L'Uccello che girava le viti del mondo sta andando così a rilento che sto pensando di mollarlo lì.
Per il resto, nulla da segnalare, nel senso che ho letto principalmente roba vecchia e solo una manciata di libri usciti quest'anno, nessuno dei quali mi ha particolarmente impressionato (tra gli altri, Le radici del cielo, che mi ha fatto disperare per una ripresa di un Avoledo dei bei tempi).
Segnalo anche: 
-Imperial (Alessandro Girola, ebook) Il più kinghiano dei romanzi brevi di Alex, che possiede ormai uno stile personalissimo e sa scavare nell'immaginario oscuro di noialtri. Pigliatevelo, che non vi pentite.
-Mu (Tommaso Labranca, ebook) Labranca è uno di quegli autori faticosi da seguire, perché sfugge alle dinamiche mainstream e televisive (per dirne una, questo suo misconosciuto Mu è disponibile solo su ebook) ma chi si affeziona al suo stile non lo molla più.


E anche per quest'anno abbiamo finito.
Ma, a differenza dello scorso anno, vi invito a restare, perché ho ancora parecchio da dire.

8 commenti:

CervelloBacato ha detto...

Ottimo, ho un po' di cose da recuperare sicuramente ;)
Ti auguro il meglio per il prossimo anno, e di trovare sempre la forza necessaria per superare i momenti più scuri! Grande! ;)

Lady Simmons ha detto...

E' stato un anno difficile, ma sei eccome un gatto e ce l'hai fatta.
Le segnalazioni dei film che ti piacciono sono fonte di ispirazione, e ormai me ne frego anche io della patetica distribuzione italiana, grazie a internet abbiamo accesso a tutto!!! Grazie per le foto dei cosplay stupende davvero, un'altra cosa del tuo anno che voglio ricordare!
BUON ANNO!!!

Davide Mana ha detto...

Buon anno!
Il trucco, quando finisce la musica, è continuare a ballare, giusto?
Buon 2015 - atterreremo in piedi comunque.
Ciao!

PS: Da bravo pedante rompitasche, segnalo che Dance Dance Dance è il sequel di Sotto il Segno della Pecora - che è altrettanto buono, anche se meno d'impatto. A mio parere, comunque, Pecora e Dance sono i due migliori libri di Murakami.

Ettone ha detto...

Buon ANNO amico mio... e che il nuovo sia migliore di questo...
Io aspetto di vedere in grande la prima delle tre elaborazioni work inprogress...

;)

La firma cangiante ha detto...

Passo per augurarti un felice 2015, auguri!

LUIGI BICCO ha detto...

Pensa che The Zero Theorem devo ancora vederlo e mi vergogno solo a dirlo. Assolutamente d'accordo su The Grand Budapest Hotel. A me è piaciuto parecchio. Il complesso dello scimpanzé non l'ho mai neanche visto, ma a questo punto sono curioso. Lo spot che segnali è semplicemente meraviglioso, ma anche l'affissione subito sotto non è affatto male :D

Buon inzio, Luca.

Maura ha detto...

Imperdibile come sempre la tua classifica, della quale condivido più di un "premio" (anch'io ho trovato molto bello l'ultimo Gilliam ma il mio number one è stato di certo the Grand Budapest Hotel).

Sugli altri temi sono meno preparata di te, ma argomenti ed esponi sempre con proprietà.
Buon anno!!

BlackBox ha detto...

Sono molto d‘accordo con te sul giudizio sulle serie tv: Utopia e Black MIrror sono una spanna sopra qualsiasi Walking Dead o GoT.
Per conto mio, ho scoperto solo quest'anno la bellissima "les revenants" che è veramente una meraviglia sotto ogni aspetto (storia, suspance, colonna sonora, tutto!)ed è il mio award 2014.
Sui film ci possiamo stare, dai (anche se a me è piaciuto da matti l'ultimo Ridley Scott), mentre Murakami lo trovo proprio soporifero!

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