giovedì 26 febbraio 2015

Lucca Comics and games, 2014. Poteva andare peggio. Poteva piovere. (breve e tardivo reportage)

Sono già due edizioni, ormai, in cui ho rinunciato all’acquisto del biglietto per l’ingresso nei padiglioni del Lucca Comics and Games.
Per più di un buon motivo: uno dei più evidenti è la praticità.
Sgusciare più o meno indenni nella calca dei vicoli di Lucca senza danni al costume è già un traguardo, al Lucca Comics… e questo ve lo potrà dire qualsiasi cosplayer o visitatore. Ma riuscire a farlo dentro lo spazio ristretto dei padiglioni, è una scommessa persa in partenza.
E poi, naturalmente, c’è il fattore tempo, e qui la logistica non aiuta di certo. Anche per chi pensa di essere più furbo degli altri ed arriva a Lucca col biglietto già acquistato on line, deve sottoporsi alla fila per ottenere il braccialetto, che cambia di colore ogni giorno.
Il che significa che la fila va rifatta ogni giorno.
E, no, non vi danno il braccialetto anche del giorno dopo pure se avete comprato il biglietto per più giorni, come sarebbe logico fare.
E, no, per chi compra l’abbonamento non c’è un braccialetto di colore speciale che gli consentirebbe, come sarebbe logico fare, di entrare con quello tutti i giorni senza dover rifare necessariamente la fila.
E se credete che la fila sia un piccolo fastidio, è perché non avete visto la fila del sabato mattina, assurdamente più lunga di quella per comprare il biglietto.
E, sì, per entrare nei padiglioni bisogna esibire sia braccialetto che biglietto. Ulteriore scomodità inutile, perché se hai il braccialetto il biglietto devi avercelo per forza. E allora? È tanto per rendermi la vita più difficile e allungare i tempi per entrare? O mi sfugge qualcosa?
Gente che sfoggia braccialetti d’accesso come colori di guerra.

In condizioni “normali” (ma il concetto di “normale”, al Lucca Comics, è in costante ridefinizione) non sarebbe un così grande disagio, ma il punto è che il rapporto sempre più sfavorevole tra aree calpestabili e pubblico pagante (e non) rende tutto più complicato.
La quantità di gente che – soprattutto nella giornata del sabato, complice anche il bel tempo che, per una volta, ha graziato tutti i giorni della manifestazione –si è riversata per le modeste stradine di Lucca è stata qualcosa di esagerato.
L’organizzazione non ha potuto gestire nemmeno parzialmente la confusione, con strade bloccate e padiglioni chiusi a momenti alterni per far defluire la gente all’interno prima di poterne introdurre dell’altra. E d’altro canto, va detto, come avrebbe potuto? Non c’è modo di gestire un tale casino, o almeno io non ne vedo uno.
Per le prossime edizioni, dal momento che non credo che la giunta lucchese sia disposta a mollare una tale miniera d’oro qual è il Lucca Comics, sarà necessario decidere quale strada prendere, se limitare la vendita dei biglietti (improbabile) o allargare gli spazi (comunque limitati)… perché sabato si era ben oltre il punto di saturazione. Ben oltre.
Se ne sono accorti pure quelli di Comic Book Resources, noto sito americano di informazione fumettistica, che scriveva se pensavate che San Diego fosse affollata, guardate cos’è successo a Lucca.
C’è stato addirittura chi ha pensato bene di aggirare il traffico arrampicandosi sulle mura, in stile World War Z (beh, tanto cinema di genere dovrà pure fornire qualche suggerimento di vita, devono aver pensato)… salvo poi cadere e disintegrarsi il bacino. 

Detto questo, i tre giorni della fiera sono stati il solito bagno di folla, sangue, sudore e lacrime, e, sì, ne voglio ancora.
Vi lascio alla gallery, che tanto è quella che volete vedere piuttosto che le mie ciance.
All’anno prossimo.

Vecchio personaggio, nuova tutina. C'è ancora qualcosa da sistemare.


Valerio, Laura e un altro Cap di cui mi sfugge il nome.


Gianni e Giulia. Assortiti bene, nevvero?

Vestita così, puoi entrare ovunque. Devi solo chinare la testa quando passi per le porte.

Predatori. Brutti, cattivi e meravigliosamente creati da Tiziano.

Riccardo nel migliore Batman versione Arkham che possiate sperare di incontrare.

Jennifer e la sua versione steampunk della Fenice. E, sì, lo so, qui serviva proprio la didascalia.

Frozen non l'ho visto, ma tutti giurano che lei era identica ad Elsa.

Non vi ho colpiti? Beh, questo lo farà. Che altro volete di più?

Da sinistra, Carlotta, Erica, io, Enrico e Giulio. Un bel gruppetto, lasciatemelo dire.

Valentina (l'ultima a destra) e il suo straordinario gruppo Mass Effect. Fantastici.

Laura ed Emanuele, in parte come pochi altri.

Iron Man? quale Iron Man?

 Oh, beh, dovendo scegliere.

I ragazzi di Gotham Shadows, sempre un passo avanti.

Enrico, il Wolverine de noantri, e Carlotta, che giusto quest'anno scopre le gioie del cosplay.

Troppi per citarli tutti. Ma, vabbé, avete capito che aria tirava.

Tre giorni passano alla svelta. Torniamo ad essere comuni homo sapiens. Quasi tutti.

7 commenti:

iSDC ha detto...

92 minuti di applausi.
E sei un Magneto straordinario.

Anonimo ha detto...

Ma poi a tutta 'sta gente interessano davvero i fumetti? Ho qualche dubbio...

Dama Arwen ha detto...

Quest'anno non mancherò. Alla fine, dal 2002, ho saltato solo 2 LC&G: 2009 e 2014.
Ma confesso che tremo per la "paura" della folla. Io credevo che alla saturazione fossimo già arrivati nel 2013, invece TUTTI mi han detto che l'edizione 2014 è stata ancora più affollata…

Dama Arwen ha detto...

Che poi, pensavo… guardando la calca - a cui sono avvezza - della prima foto mi viene da pensare che sia un po' come a Woodstock: non vedi e non senti un tubo ma l'importante è dire: "Io c'ero!"

E sì, Elsa di Frozen è davvero identica!

Moreno Pavanello ha detto...

Il deadpool sotto la gonna di fenice steampunk è il numero uno!

BlackBox ha detto...

Goldrake *____*

Uapa ha detto...

Ma belli che siete :')
Salutami tanto Enrico :-D

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...