mercoledì 25 marzo 2015

Cose che ci siamo persi senza accorgercene.


La cosa che più ci siamo persi abbandonando il vinile, è la sequenza dei pezzi.
Il fatto che le canzoni venissero collocate in un ordine preciso, in modo da averne almeno quattro cardinali: la prima e l'ultima del lato A, la prima e l'ultima del lato B.
Sì, anche negli album digitali le canzoni hanno un ordine... ma sapete benissimo che non è la stessa cosa.
Nel 1978, uno dei produttori di Darkness of the edge of town riceveva questa indicazione da Bruce Springsteen: "il mio pezzo (Adam raisded a Cain) deve arrivare come un cadavere in mezzo a un pic nic".
Che, per inciso, era esattamente quello che il pezzo faceva.
Credo anche che chi scrive gli attuali spot pubblicitari, radiofonici o televisivi che siano, dovrebbe fornire indicazioni di questo genere.
Non "mettici più emozione, più sorpresa", ma più una cosa tipo: "stai vedendo tuo nonno resuscitato, e queste sono le prime parole che gli rivolgi".

5 commenti:

Ariano Geta ha detto...

La mitica pausa tra un pezzo e l'altro, il rumore di fondo del disco che gira che diventa l'unico suono udibile in attesa che parta il pezzo successivo...
É vero, sono sensazioni che avevo dimenticato.

LUIGI BICCO ha detto...

Senza voler essere a tutti i costi nostalgici, la tua riflessione mi pare molto azzeccata. E l'immagine a corredo pure :)

Glauco Silvestri ha detto...

Concordo. E mi par pure che gli album di oggi non siano più prodotti pensando a una struttura che si autocompleti. Il fatto che sia possibile acquistare il singolo brano finisce per sminuire il concetto di album, se non annullarlo del tutto. :-(
Io, i miei pochi (72) vinile li ho ancora tutti in salotto. Però il piatto mi si è rotto qualche anno fa, e non l'ho più rimpiazzato... uff!

CyberLuke ha detto...

Dobbiamo rassegnarci: i tempi sono cambiati, irreversibilmente.
Sì, molti di noi tengono ancora in funzione un giradischi, ma diciamocelo: è più una snobberia che altro.
Per inciso, è già da un po' che sto pensando di digitalizzare tutti i miei cd e far sparire tutte quelle scatolette di plastica.
Ma ogni rivoluzione impone un costo, e noi lo staimo già pagando.

Romina Tamerici ha detto...

Credo di non aver mai ascoltato un vinile... questo tuo post mi fa rimpiangere qualcosa che non ho nemmeno mai avuto!