martedì 19 maggio 2015

Siate affamati, siate folli, siate Fassbender.


Un paio d’anni fa, entrai in sala a vedere jObs, il biopic di Sony sull’ex CEO di Apple con tutta la diffidenza del mondo.
Prima di tutto perché seguendo (e, a mio modo, restandone ammaliato) un personaggio come Steve Jobs da oltre vent’anni, ne riconoscevo la complessità, le contraddizioni e i lati oscuri. Tutta roba difficile da portare e rendere sul grande schermo senza farlo sembrare un documentario in bilico tra l’elegia e la denuncia (e quest’ultima sarebbe apparsa anche di cattivo gusto, considerato il breve lasso di tempo dalla dipartita di Jobs e l’uscita del film nelle sale).

In secondo luogo, perché la Sony, all’epoca, prese decisamente sottogamba il progetto e non ritenne di investirci più di tanto, a iniziare dal regista (un ben poco blasonato Joshua Michael Stern) per proseguire con un inesperto Matt Whiteley alla sceneggiatura e finire con un’altra manciata di mestieranti nel cast tecnico con poca roba da esibire del curriculum.
Persino quando Steve Wozniak, invitato a una delle proiezioni in anteprima fece notare che il film era “del tutto scollegato dalla realtà” la produzione non fece niente per rimaneggiare la pellicola e cercare di salvare il salvabile.

Infine, perché non credevo che una casa di produzione giapponese potesse capirne niente dello spirito e della natura di un personaggio talmente carismatico e influente sulla cultura e la società contemporanea come Jobs.

Avevo ragione su tutto.
Il personaggio ne venne fuori appiattito, sbiadito, incompleto.
Ricordo di aver pensato che ci voleva davvero del talento ad essere riusciti a banalizzare una storia talmente appassionante (come quella che ci si ritrovava già scritta) della vita di Steve Jobs.
In quel film non c’era nulla di quello che l’aveva reso grande, sia nell’ambito dell’innovazione pura che in quello del suo rapporto con l’umanità tutta.
Il film non piacque a nessuno, fece quattro soldi al botteghino e il passaparola negativo lo affossò definitivamente. Nessuno se ne vuole ricordare.

Ora, è Universal che ci riprova, stavolta scomodando Danny Boyle (alla regia) e Aaron Sorkin (lo sceneggiatore di The Social Network), più una manciata di star del calibro di Michael Fassbender, Kate Winslet e Jeff Daniels… e io, che solo qualche anno fa sarei stato il primo ad alzarmi in piedi e gridare che no, non c’entrano nulla coi veri Jobs, Hoffman e Sculley, oggi resto in silenzio, trattenendo il fiato e le facili obiezioni, perché voglio crederci un’altra volta e convincermi che – a questo giro – si sia capita l’intima natura del “mito Jobs” e si riesca a portarla su pellicola senza santificazioni da fanboy o facili spettacolarizzazioni da prima serata.

Il film non ha ancora una data di distribuzione italiana, ma il 9 ottobre uscirà in tutte le sale americane. Qui sotto, potete vedere il primo teaser trailer (sottotitoli in italiano).

E, qualunque sia il vostro pensiero su Jobs, come diceva il famoso spot, potete citarlo, essere in disaccordo con lui, potete glorificarlo o denigrarlo... ma l'unica cosa che non potrete mai fare è ignorarlo.

7 commenti:

Larsen ha detto...

son sempre stato piu' dalla parte di gates... il nerd senza stile ma con tanto impegno e sacrificio.
e i fatti mi danno ragione.

e' come fare il parallelo tra ford e toyota: il primo ha motorizzato il mondo, il secondo gli ha dato le ibride facendogli credere di essere migliori.

Lory84 ha detto...

Danny boyle è un mago, tra i migliori registi del momento! Poi se c'è anche fassbender, nemmeno a parlarne!! Ho altissime aspettative per questo film ^^

LUIGI BICCO ha detto...

Si diceva che in realtà quella della Sony era solo una corsa per sfruttare i diritti al momento. E che poi non avesse investito un granché nel progetto (e direi che si è vista, la loro mancanza di voglia). C'è da dire però, ed è l'unica cosa degna di nota, che la somiglianza tra Ashton Kutcher e Jobs era davvero palpabile.

Fassbender mi piace davvero parecchio. Credo sia uno dei migliori attori della sua generazione (e in generale, uno dei migliori in circolazione), ma a guardarlo così, mi provoca un senso di distacco. Con la fisionomia di Jobs c'entra davvero poco. Ma immagino ci godremo un'altra sua bellissima interpretazione.

Maryland ha detto...

Ma... UN ALTRO film su Steve Jobs?!? Vogliono raggiungere il record per il maggior numero di biopic nel minor numero di anni possibile? :D

izzy ha detto...

Chi è 'sto tizio che non potrei ignorare, scusa?
Non ho visto i film precedenti, non vedrò questo. Quindi sì, io ci riesco a ignorarlo. Ho commentato qui solo perché non ho voglia di ignorare te.
Il mondo è pieno di persone speciali, vive. Non ho tempo per pensare a quelle morte.

CyberLuke ha detto...

Ignorare Jobs è come ignorare qualsiasi altra persona che ha scritto un pezzo di storia.
E questa è una cosa che travalica quello che puoi provare per un uomo.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Vero.
Ma non è detto che sia un pezzo positivo. :)