giovedì 4 giugno 2015

Chicken Broccoli Art magazine.


Che Sebastiano, al secolo Chicken Broccoli, ne sapesse di cinema (e, soprattutto, ne fosse capace di parlare con tanta ironia e tonnellate di intelligente spasso) lo si era capito da parecchio (vi basti recuperare e leggere, a vostra scelta, una delle recensioni che posta quotidianamente sul suo blog).
Che fosse anche un bravo grafico, il sottoscritto ne aveva avuto il sospetto già una decina d'anni fa, quando una sua versione forse meno scafata ma di certo già promettente si presentò come mio supporto nella redazione del mensile per teenager dove ero art director e iniziò a smazzarsi senza fiatare tutte le parti della rivista che, in buona sostanza, non mi andava di fare o per le quali la mia creatività si era esaurita.

Sebastiano amava quel prodotto quanto me (pochissimo), ma il mestiere lo apprendeva alla svelta e in ogni cosa che faceva o gli chiedevo di fare, ci metteva del suo, un "suo" che era una firma stilistica che, negli anni è andato affinando sempre di più.
La settimana scorsa, nel corso di una serata fighissima che se vi siete persi è solo colpa vostra (considerato il tam tam mediatico che Sebastiano ha messo in piedi), mi sono finalmente arrivati in mano i primi due numeri del Chicken Broccoli art magazine, un veloce compendio cartaceo tematico rispettivamente sui buoni e i cattivi del cinema, che vedete fotografati in apertura e in fondo a questo post: Sebastiano ha avuto la costanza e la bravura di convincere ed accostare una dozzina di artisti tra l'emergente e l'affermato (sì, nel lotto c'è anche Zerocalcare) e riempire con le loro (belle) illustrazioni le quaranta pagine del magazine di cui si è fatto carico, oltre che della veste grafica, di quasi tutti i testi.

Ne sono venuti fuori due agili volumetti di eccezionale qualità, anche sotto il punto di vista dei materiali, della stampa, della rilegatura e della cura generale.
Una roba davvero, davvero bella che dovrebbe essere un acquisto obbligato non solo per ogni appassionato di cinema ma anche per chiunque creda che la creatività e l'iniziativa dei singoli debbano essere premiate (e Sebastiano se lo merita, potete credermi).
Trovate i due numeri in bundle a dieci euro QUI.
E non fate che mi dite sì e poi non lo pigliate.
È una caramella per gli occhi.
Se scoprite che vi ho mentito, potete tornare qui e sputtanarmi.

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