lunedì 30 novembre 2015

Ci si può sempre complicare la vita.

Avete appena comprato un iPhone.
Lo avete tirato fuori dalla scatola, attenti a non graffiare la delicata scocca d'alluminio, e se siete dei veri feticisti Apple aspetterete qualche giorno (o qualche mese) prima di rimuovere la pellicola protettiva sullo schermo.
Quasi con timore reverenziale, avete premuto il pulsante d'accensione e avete atteso trepidanti comparire il logo Apple sul display a risoluzione esagerata.
Ed ecco, l'iPhone vi saluta tutto giulivo e inizia a chiedervi un po' di robe, a iniziare da quale lingua preferite usare con lui.
Poi vi chiede di selezionare il Paese in cui ti trovate, di attivare o disattivare i servizi di localizzazione, se avete una rete Wi-Fi alla quale volete collegarvi, se sì con quale password, se avete un account Apple, se volete usare o meno iCloud eccetera eccetera eccetera.
E il vostro dito vola da una parte all'altra del display, decidendo, definendo, scegliendo.
Per 45 volte.
Come nota Luke Wroblewski, direttore dei prodotti Google, ai tempi dell’iPhone 3GS (sei anni fa), le schermate di onboarding erano sei.
Una volta completati questi sei passaggi l’utente era pronto ad utilizzare iPhone.
Non so voi, ma io ho impressione che non ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

8 commenti:

MikiMoz ha detto...

Madonna che ansia. Mancano giusto le finestre popup da spuntare e siamo apposto.

Moz-

Ariano Geta ha detto...

Tra Apple e Microsoft, io ho come la vaga sensazione che in entrambe ci lavori una "talpa" di google/android che li sta spingendo inconsciamente a rendere inutilizzabili i loro programmi/prodotti a furia di complicazioni e aggiornamenti.

BlackBox ha detto...

Io sull'iPhone non ho ancora compreso la reale utilità di icloud... credo di non averlo mai attivato, o, se l'ha fatto, non me ne sono mai accorta... :-/

Pierluigi R. ha detto...

Ho appena configurato un Nvidia Shield Tablet K1, non più di 5 passaggi...

Matteo ha detto...

Più servizi, più impostazioni, più personalizzazioni, più click...

izzy ha detto...

Ci sono dei servizi. Si deve decidere come usarli. O decidi tu, o decide qualcun altro.
Tanto per capire, proviamo a pensare. Ci sono un sacco di passaggi. Che noia che barba. Ok. Per evitare la rottura, faresti avviare lo smartphone da un amico? Probabilmente no, proprio perché vorresti scegliere tu cosa far partire e cosa no, e come usare certi servizi. Quindi non lo faresti fare a un amico, ma ti andrebbe bene che a farlo fosse l'azienda produttrice, di nascosto e senza chiederti nulla?

CyberLuke ha detto...

@MikiMoz e Ariano: ecco, la complicazione. Forse a qualcuno potrà sembrare inevitabile, partendo da un OS tanto semplice come (era) iOS. Io non sono tra questi.
@BlackBox: iCloud è comodo, ma puoi vivere bene anche senza. Fidati.
@Pierluigi: Android?
@Matteo e Izzy: più servizi, più click. E siamo d'accordo. Il punto è: ci servono davvero, tutti questi servizi meravigliosi? Non voglio fare il retrogrado, meno di me nessuno lo è, ma ho imparato da tempo a distinguere tra quello che serve dalle lucine colorate.
Lucine che, per inciso, sono essenziali per continuare a vendere.

Pierluigi R. ha detto...

Sì android, ma i servizi da attivare sono grossomodo gli stessi. E lo dico con rammarico, da utente storico Apple...