venerdì 4 dicembre 2015

Cosa fare in città mentre aspetti di morire.


Quasi tutti i ragazzi fremevano dalla voglia di uscire da quella cupa e maleodorante stanza infelice.
Natan ne percepiva il disagio generale, composto da sbadigli, sbuffi e mani tamburellanti.
Non aveva mai sentito il nome della ragazza prima di allora, ma ricordava benissimo il suo atteggiamento dispotico.
Le piaceva giocare a fare la tiranna, magari quella sera aveva esagerato.
Pensò che se lo fosse meritato. E pensò che, appena usciti da quella caverna addobbata da lumini, avrebbe dovuto radunare le sue cose e fuggire. Cercò Yun con lo sguardo, tra le panche in fondo alla sua sinistra. La vide, il volto coperto dalle mani inanellate, chinata leggermente in avanti.
Il suo corpo sembrava colto da convulsioni, le dita tremanti dell'amica accanto a lei accarezzavano la sua schiena curva, amorevoli e consolatorie. Ma Natan pensò che non ne avesse bisogno: era certo che stesse ridendo.

Ladies Chicken, Sister Morphine, Sul filo di una ragnatela, Gli Abbracciavento, La parte del boia, Via Virus e, naturalmente, La fattoria dei bambini abortiti, del quale avete appena letto l'incipit, sono i sette racconti che compongono l'ebook di esordio di Kara Lafayette, Cosa fare in città mentre aspetti di morire.
Che, se riuscite a fare due più due, capite anche da soli di che tenore sono.
E dietro quel colorito pseudonimo si nasconde una italianissima autrice che ha da dire la sua nel sempre più affollato scenario degli scrittori autoprodotti.

Una scrittura asciutta, senza fronzoli e crudelissima, sostenuta da trovate quasi tutte di ottimo livello (straordinario Sul filo di una ragnatela, finemente misurato Gli Abbracciavento, inquietante Sister Morphine). L'ebook perde qualche punto sotto il punto di vista dello stile, non troppo innovativo (ma che almeno non cerca neanche di esserlo) e da un paio di passaggi impacciati, a tratti affrettati e un pelo prevedibili.
Per farla breve, un gran buon esordio che sarebbe potuto essere ottimo. 
Lo potete acquistare a un prezzo ridicolo QUI.

Potete comprarlo QUI per pochi spiccioli (copertina del sottoscritto compresa nel prezzo) e renderà speciali le vostre serate in solitaria sul divano con plaid e tablet (meglio ancora se fuori diluvia e tuona).
Tornate a lamentarvi qui, se non vi sarete spaventati abbastanza.

8 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Non male la cover, ma perchè comperarla x pochi spiccioli se poss guardarla gratis?

Io non sono mai stato il + furbo della compa, e quando al MIT si facevano le squadre x giocare a scacchi pentadimensioli ero semopre scelto x ultimo e Rubik mi ha sempre preso x i fondelli, ma persino a me pare chiaro che Kara Lafayette = Ciberluca. Basta pronunciare ad alta voce e velocemente karalafaiet e si ottiene un suono mooolto vicino a saiberlich. Elementare, Watson.
Non è un cattivo inizio, ma un disagio non può esser ripieno di sbadigli, cara Kara. Inverti causa ed effetto. Come direbbe Crepascolino, 6 a disagio se ti scappa una puzzetta o sbadigli durante la lezione di anatomia quando la maestra viviseziona Peppa Pig. Pinzillacchere, dirai tu, o cara Kara, ma è la materia di cui sono fatti i sogni e tutto quello che del sogno è satellite come le idee che ti vengono mentre osservi il disagio della ottuagenaria in piedi ed appesa alla maniglia nel filobus mentre il posto a sedere è occupato da due teenagers abbracciati impegnati in una session di comunicazione non verbale. E non seguire l'onda iniziando una frase con la congiunzione "e" o con la sorella disgiuntiva "ma". So che molti lo fanno. Ed è accettato. Ma tu puoi esimerti e spiccare come un chicco di caffè sulla schiena di Jennifer Lawrence. Ed Abbracciavento vorrebbe citare King. Ma sembra Steve Benni.
Ti aspetto al tuo secondo lavoro. Potrei persino comperarlo. O farmelo regalare. Si avvicina Natale...ciao

CyberLuke ha detto...

Sei fuori strada, ciccio.
Il mio mestiere è un altro, e se mi seguissi anche su Facebook sapresti chi c'è dietro lo pseudonimo.
Puoi girare a lei le tue osservazioni sulla scrittura.

CREPASCOLO ha detto...

Non entro in FB. Non posso. Diciamo che tempo fa feci lo spiritoso con uno scrittore che chiameremo Ciccio e ora è + prudente che non infili la faccia nel libro. Ciccio non perdona. Continuo a sostenere che il nome della rosa sia un errore e che il romanzo racconti la storia di una certa Rosa che si taglia un dito con la carta di un libro e tutti i monaci intorno a lei si mettono a ridere. Per me è quello il senso della cosa. E non ne vedo altri. Ma Ciccio non perdona. E questo mi mette a disagio.

Ultimo ha detto...

Presa una decisione in 40' netti: andato su Amazon, ricevuto l'ebook, inizio stasera.
La cover è bella, non c'è che dire!
Vediamo se i racconti sono all'altezza, ma tanto di cyber mi fido

Kara Lafayette ha detto...

Grazie! Spero gradirai. :)

EtaBetty ha detto...

L'avevo già notato qualche giorno fa sulla sua pagina FB, e, avendolo anche già letto, posso confermare che ne vale assolutamente la pena: racconti scritti molto bene, interessanti e pieni di spunti di riflessione. Se a questo aggiungete una cura per la confezione che altri prodotti semplicemente non hanno, vi rendere conto che è una roba da non farsi scappare.

ps il troll in apertura se ne fuma di roba buona eh....

Kara Lafayette ha detto...

Gentilissima EtaBetty, grazie delle belle parole.
Certi trolloni sono straordinari, neppure si sforzano di essere minimamente credibili. Mi fanno riderissimo! :D

CREPASCOLO ha detto...

Non sono un troll ! Giurin giuretta. Ho solo espresso un parere sulla forma e sono del parere che la forma sia anche sostanza quando si tratta di veicolare un messaggio. Naturalmente il mio parere è sindacabilissimo, ma non sono una creatura di Tolkien, anzi confesso protetto dal mio nickname di aver preso in mano Il Signore degli Anelli anni fa xchè nella biblio della mia sposa e di aver letto solo la prima pagina. E forse anche in quel caso, fatte le debite proporzioni, sono stato allontanato dalla forma della prosa prima che dalla reazione rettile che ho davanti al fantasy " classico".
Buone lettura a tutti.