martedì 1 dicembre 2015

Il Phaser di Star Trek che non potevo avere da bambino.


Il nome Phaser significa phased energy rectification. È il nome che diede Rodenberry alle armi dell'universo di Star Trek (potreste averlo sentito tradotto come "pistole a fase" o "fasatori").
Secondo l'Enciclopedia di Star Trek, questo tipo di arma trae energia dai nadioni (particelle subatomiche a vita breve) che, attraverso speciali cristalli, liberano e trasportano la forza nucleare forte. A seconda della quantità di nadioni che transita nei cristalli, il raggio emesso dal phaser può procurare effetti sul bersaglio che vanno dallo stordimento alla completa disintegrazione.

Pur avendo una rigida struttura gerarchica e un'ordinamento militare, le navi della Flotta Stellare hanno missioni invariabilmente pacifiche... e comunque l'impiego delle armi è strettamente regolamentato e ammesso per la sola difesa personale.
Detto questo, i Phaser sono probabilmente meno interessanti rispetto le pistole laser di Spazio: 1999, ma infinitamente più stilosi dei blaster (tradotti spesso in fulminatori) di Star Wars.

In occasione dell'ultimo Lucca Comics, ho usato una riproduzione del Phaser che compare nella serie originale di Star Trek (grazie, Guido, per avermela affidata), ma quando mi sono imbattuto in questa replica costruita dalla Quantum Mechanix, non sono riuscito ad esimermi dal comprarla.

Ora... a vedermi ora, pronto ad entusiasmarmi per ogni cazzata che si possa acquistare tirando fuori la carta di credito, non ci si crederebbe che da piccolo fossi tutt’altro che un bambino viziato.
Dal momento che, economicamente parlando, la mia famiglia era sempre alla canna del gas, il mio statuto di mezzano di tre figli non mi conferiva il diritto a possedere (e tantomeno a richiedere) giocattoli al di fuori delle festività canoniche: il Natale, il compleanno, l’onomastico. Qualche volta qualcosa di extra ci scappava in occasione di un bel voto ottenuto a scuola e, quando a mia nonna girava (raramente, era foderata di quattrini ma aveva le braccine più corte di un Tirannosauro), potevo farmi un giro nel negozio in via Appia Nuova sotto casa sua e prendermi tutto quello che riuscivo a portare alla cassa tra le mie braccia.
Come per molti altri, quando nel mio portafoglio cominciarono ad apparire le prime banconote, l’era dei giocattoli era passata, e chi aveva avuto aveva avuto.
Eppure, ogni tanto, complice Internet, ancor oggi continua ad apparire qualcosa che mi fa dimenticare all’istante la mia età anagrafica e mi spinge ad acquisti come questo (che, ad ogni modo, ha costituito un esborso modesto). 


Che è poi l'oggetto che volevo recensire quando ho iniziato a scrivere questo post, ma mi sono dilungato e così ora la faccio breve: il phaser della Quantum Mechanix è una gran figata. 
La replica, creata dagli stessi stampi utilizzati per il sequel J.J. Abrams Into the Darkness, è in scala 1:1, misura 27 cm di lunghezza e 17 di altezza e ha un cuore in solido polystone interamente placcato in metallo.
Il metallo ha diverse finiture – alluminio, canna di fucile, e cromo spazzolato – per creare una corrispondenza accurata coi phaser utilizzati nel film ma soprattutto per restituire a chi lo impugna una gradevole sensazione di peso. 
Il livello di dettaglio è elevato (ma non stratosferico, la ghiera di regolazione in alto è fissa e anche il pulsante non è veramente azionabile), e la parte mobile che si ruota manualmente (l'ugello terminale) è quella dall'aspetto più economico (è la sola a non essere placcata di metallo).

Il phaser viene venduto con un supporto da tavolo in acrilico e una piccola targa metallica.
Non sembra anche a voi un oggetto che sta bene su qualsiasi scrivania?

4 commenti:

BlackBox ha detto...

Ho 31 anni e da 2 anni sono andata a vivere col mio boy portandomi, nel trasloco, tutte le mie cose.
Però gli unici "giocattoli" che ho conservato in tutti questi anni e che ho portato via con me sono stati il mio primo Furby e il Game Boy... nessuno dei due funziona più, ma non mi pento di averli ancora con me! ;-)

ϱnλ ha detto...

Hai ordinato una delle repliche più belle in circolazione. La prossima volta che passo dalle tue parti devo vederlo da vicino.

LUIGI BICCO ha detto...

Nuooo! Meravigliosa. Bellissimo oggetto che non sfigurerebbe sulla mia mensola dedicata all'universo Roddenberriano :)
Anch'io ho parecchi ammennicoli sparsi in giro per casa. Tutte cose abbastanza economiche, a dire il vero, perché mi sono sempre rifiutato di spendere troppo per un "oggettino" (altrimenti avrei già preso QUESTA).
Ma capisco bene il tuo discorso. Per quanto si debba far fronte tutti i giorni a stress e sconcezze varie, c'è un lato del nostro carattere che è rimasto bambino. Forse è un bene. Forse, in parte, aiuta a non cadere nel fosso. E quindi sta bene così. Quando puoi permetterti qualcosa, permettitela. Vorrai mica spendere tutti i soldi in cibo? (o in libri, DVD, dischi, fumetti, viaggi, cose, nomi, città?)

Anonimo ha detto...

Mah. Sembra un phon x capelli. Oddio, QUESTO) sembra addirittura più aggressivo. Non so se lo terrei sulla scrivania (ma solo perchè capelli non ne ho più, ahimè!)
Comunque, va', tutte le armi sono argomento delicato nei film di SF.
Quando ho scoperto che i laser di Spazio'99 erano un incrocio tra la SPARAPUNTI e la RIVETTATRICE della cassetta degli attrezzi del babbo, io e gli amichetti del cortile ci siam fatti delle gran giocate. Adesso però, che per le riparazioni in casa devo usare io rivettatrice e sparapunti, mi è passata un po' la fantasia. Per consolarmi immagino un perfido alieno da impalare ad ogni rivetto che piazzo.

N.A: