venerdì 18 dicembre 2015

Wired ci riprova.


Se avete cinque euro che vi avanzano in tasca, non spendeteli per l'ennesimo e inutile gratta e vinci, e date un'ultima chance al numero monografico di Wired, in edicola in questi giorni.
Se ricordate, Wired Italia ha ufficialmente chiuso i battenti qualche tempo fa, assicurando i (nemmeno pochi) lettori di rifarsi viva con un paio di speciali cartacei all'anno... e ha mantenuto la promessa.
Questo numero invernale è il Wired che avrei sempre voluto, e cioè senza pretestuosi articoli di opinionisti italici da prima serata, con una nutrita collezione di pezzi tradotti dall'edizione americana e sfrondata da tutti i redazionali di fighetterie tecnologiche identici (e in molti casi, peggiori) a quelli di lifestyle magazine del tipo GQ

Certo, di pubblicità ce n'è ancora parecchia... ma è il solo modo di tenerla in vita (la redazione, seppur decimata, di certo non può mantenersi con le sole vendite), l'impaginazione, subappaltata allo studio Pitis di Milano è curata (anche se continuo a trovare la giustezza delle colonne faticosa per la lettura), ed è più simile a un catalogo Fedrigoni che a un magazine. 

Ora, vediamo se una rivista ripulita di tutta la fuffa acchiappapubblicità e più densa di contenuti rientrerà nelle grazie dei pochi lettori del cartaceo che ancora sopravvivono in Italia e disposti a mettere mano al portafogli.

2 commenti:

MikiMoz ha detto...

Non sapevo che Wired Italia avesse chiuso... ma se gli articoli erano come quelli che si trovano sul sito (ricchi di strafalcioni) allora è giusto.
Se trovo il monografico che citi vedo di dargli una sfogliata :)

Moz-

LUIGI BICCO ha detto...

Non sapevo. Grazie della dritta. Mi fiondo in edicola come se nulla fosse (e spero di trovare davvero quel Wired che era).