giovedì 28 gennaio 2016

10 (nuove) somiglianze sospette.

Pare che di questi esempi ce ne sia una quantità praticamente inesauribile, quindi eccovi una nuova gallery di design grafici che... beh, difficilmente fanno pensare a una buona fede totale.
Alcuni di essi sono dei plateali omaggi a opere del passato, altri sono plagi spudorati puri e semplici, e in mezzo c'è una certa quantità di ispirazioni più o meno malcelate.
Una volta di più, sia chiaro, non cerco di puntare il dito su nessuno o di unirmi ad un'inutile caccia alle streghe... semmai, a chiedermi e a chiedervi: dove andrebbe tracciatala linea tra ispirazione e plagio?

Quest'ultimo caso è diverso dagli altri. Il campionato di calcio professionale della Colombia ha basato il suo logo ufficiale su un'immagine vettoriale in vendita su iStockPhoto per circa venti dollari. Il che può essere letto come un insulto per i designer colombiani, visto che per realizzare il logo del loro più importante torneo di calcio si è preferito spendere due spiccioli piuttosto che pagare un professionista qualificato... o come un furto totale, se volete interpretare le leggere differenze tra il logo in vendita e quello colombiano come un volgare ricalco.

9 commenti:

Sauro ha detto...

Beh ... in molti casi, secondo me, è più probabile che il cliente si sia presentato con l'originale chiedendo "Fammelo così"!

LUIGI BICCO ha detto...

Interessante. Anche se in campo musicale, come dici anche tu, per la maggior parte delle volte si tratta di spiccati omaggi. Quello di Liga postobon preso da istock photo, invece, la racconta lunga sullo stato attuale delle cose. Sempre più spesso mi capita infatti di vedere comunicazione, fatta anche ad un certo livello, con visual presi di pari passo da certe banche immagini. Ormai è più facile e costa meno.

P.S.: Vista la passione che nutro per il tipo di musica, lasciami fare lo sborone per un attimo. Il bellissimo album "The Turnaround" di Hank Mobley è del 1965 (nel 2000 la Blue Note lo ha rimasterizzato in edizione speciale in cd). Quindi l'"omaggio" è dei Beatnuts.

Ettone ha detto...

Tu saprai meglio di me che c'è proprio una corrente di studi di marketing che dice (in parole spicce) che se segui le orme di marchi o campagne famose riesci a piazzare più facilmente un prodotto perché la gente lo associa mentalmente a quello di successo che conosce già... È per questo motivo che se cerchi un dentifricio ti ritrovi mille marche con grafica e font simili e così via fino ad arrivare alla PANDA che non ha un cazzo a che vedere con la Panda Young 900cl che avevo io... ma che... si chiama PANDA ugualmente perché così la associ alla economicità dalla VERA e UNICA PANDINA...

Quindi posso pensare che in molti di questi casi che hai citato dove direi che più che di ispirazione si possa parlare di plagio o di omaggio (per essere buonisti), la motivazione di tale "copia e incolla" peraltro faticoso e laborioso quando si tratta di rifare da zero la grafica... (voglio dire, uno che decide di ridipingere paro paro la Gioconda è comunque bravo se la fa in modo dignitoso e si fa pure il suo bel culetto) sia da attribuire al caso sopra citato...

Per quel che riguarda invece il logo concordo con Bicco... ormai il "costa meno" è diventato una prassi...

Allez ha detto...

Interessante, come sempre. Pure i commenti.

pa ha detto...

nel caso delle copertine di dischi voglio davvero credere che si tratti di omaggi, e non di copiature! e comunque sarebbe buona norma che l'artista lo specificasse nei testi di quarta.

Massimo Mapelli ha detto...

Credo che non ci sia troppo di sbagliato nel prendere spunto e rielaborare …è infatti quello che mi capita di fare spesso ( e uno dei motivi per cui vengo ogni tanto a trovarti in questo bellissimo blog, sei un’ispirazione continua ). Per quello che riguarda il mio lavoro non è il designer ma il concetto rimane lo stesso.
Guardiamoci intorno, anche i “grandi” lo fanno, ricordo una volta Vittorio Storaro in una lezione di cinema, raccontarci dei suoi viaggi mentali e delle sue ispirazioni per il film Apocalypse Now e guardatelo il generale Kurtz uscire fuori dalle tenebre, è palesemente, meravigliosamente ispirato a Caravaggio! Questo per fare un esempio, ma si può volare anche più bassi, il mondo è un’ispirazione continua, bisogna solo saper cogliere i tratti distintivi del soggetto da cui vogliamo trarre ispirazione e farlo nostro.

Sandhya ha detto...

E' facile capire quando qualcuno ha sfacciatamente copiato.
Per quanto riguarda "ispirarsi" forse si può dire qualcosa di più.

Ispirarsi ad un autore o ad un'opera è più che prendere spunto: è una specie di metabolizzazione, di incorporazione, che nasce da qualcosa che risuona in noi con nuovi accordi.
Credo che non sia un processo né rapido né meccanico, e soprattutto non volontario!
Se è volontario, si copia e basta.

BlackBox ha detto...

Anche a me è successo di trovarmi a lavorare per un cliente cocciuto che si e’ ostinato sul sito di un concorrente (inoltre, a dirla tutta, non era neanche questo granché). Anche tu sei un designer e saprai bene che, in certi casi, non c’e’ niente da fare per convincerlo che quello che richiede, oltre ad essere eticamente poco corretto, molto probabilmente rovinerà la sua immagine sul web.
Sai che penso? Ad un certo punto non siamo baby sitter, perciò perché perdere un lavoro? Fai quello che ti chiede, ma che sia lui e solo lui ad assumersi la responsabilità di questo.
E vissero tutti felici e contenti ;-)

Neliel ha detto...

Copiare è eticamente scorretto, legalmente si dice “plagio”… credo.
Però devo dire una cosa, penso che tutta la nostra cultura sia frutto di “accumulo di conoscenza”, condizionamenti ed ispirazione…. quindi in realtà anche inconsciamente spesso si finisce per prendere spunto anche se poi il lavoro che ne esce è apparentemente unico…