mercoledì 27 gennaio 2016

Breve e semiseria storia dei supporti di memoria (usati dal sottoscritto).


Floppy Disk
Se negli anni ottanta eravate abbastanza grandi da usare un computer, avrete avuto nelle tasche uno o più di questi hard disk in miniatura (concettualmente, erano simili ai dischi fissi), e li avrete amati ed odiati.
Amati perché il loro prezzo d'acquisto era bassissimo, le dimensioni minime e l'utilizzo intuitivo.
Odiati perché la loro capacità era di appena di 1,44 MB e la loro velocità di trasferimento dati dava un nuovo significato alla parola "pazienza" (i floppy ruotavano alla velocità di 360 rpm).
Qualsiasi PC ha avuto un drive per questi dischi fino a pochi anni fa, mentre Apple, che devono sempre fare quelli che l'hanno più lungo, iniziò a snobbarli fin dal 1998, quando uscì col suo primissimo modello di iMac.
Il sottoscritto fece in tempo a farne un uso intensivo, del tipo installare Photoshop 3.0 infilando in sequenza sette floppy disk nel lettore del Mac. Ma che ne sapete voi giovinastri.

(Per inciso, il vero floppy disk era questo QUA, e questo, tecnicamente, era un dischetto da tre quarti di pollice. Ma nessuno li chiamava così, tutti li chiamvano floppy, quindi non state a menarmela.)


Cartucce Syquest
Li ho usati per anni quando lavoravo nelle mie prime agenzie pubblicitarie. Erano rumorosi, lenti, pesanti e praticamente inaffidabili. Avevano troppe parti in movimento, e se ne rompeva – non esagero – uno su dieci. Matematico. Ma tenevano 44MB, un’enormità all’epoca, in partica una pila di dischetti da 3,5" alta così. Io ci facevo stare, non chiedetemi come, una rivista intera o un manifesto pubblicitario di grande formato.
Poco dopo il lancio del disco Sparq, Syquest fece bancarotta e fu acquistata dal suo concorrente Iomega.
Erano veramente dei catenacci, e credo non ci sia una sola persona al mondo che ne rimpianga l'estinzione.

Cartucce Zip
A metà degli anni novanta, diventò evidente che la capacità dei floppy disk era del tutto insufficiente per la stragrande maggioranza delle esigenze quotidiane e le cartucce Syquest erano affidabili come un tossico a cui prestate cinquanta euro. Iomega arrivò al momento giusto col prodotto giusto, e sbaragliò il mercato col suo drive Zip, una sorta di floppy con gli steroidi che per funzionare sfruttava la legge dell’aerodinamica di Bernoulli (una superficie flessibile che veniva attirata verso la testina di lettura/scrittura).
A differenza delle cartucce Syquest, di Zip se ne rompeva solo uno su cento, il che, lasciatemelo dire, era un gigantesco passo in avanti rispetto la vecchia tecnologia, più lenta e ingombrante.
Assieme al suo fratello maggiore Jaz (vedi sotto), gli Zip se la comandarono più o meno fino al 2000, soppiantati dai più economici CD-R.

Cartucce Jaz
Iomega fece i soldi con gli Zip, e nel 1995 rilanciò con i dischi Jaz, in pratica degli Zip pompati fino a 1 e 2 Gigabyte, che, all'epoca, era una quantità impressionante di dati.
Erano piccoli e funzionavano discretamente, ma erano pure costosi e necessitavano di un'interfaccia SCSI. Tuttavia, tutte le agenzie di pubblicità e gli studi grafici corsero a comprare un drive, che poi avrebbero buttato pochi anni dopo.
Il colpo di grazia definitivo glielo diedero i masterizzatori CD a basso costo, che pensionarono definitivamente il Jaz all'inizio del 2000.


CD-R
Ricordo ancora quando nella mia agenzia fecero la loro comparsa i primissimi CD registrabili. Erano dorati, senza serigrafie di alcun tipo, e costavano sessantamila lire l'uno. Che – signora mia, mille lire oramai valgono un euro – equivalevano a circa sessanta euro attuali l'uno.
I masterizzatori costavano un botto ed era impossibile scrivere un disco in background (cioè i computer non avevano abbastanza potenza di calcolo per masterizzare un disco e fare anche qualcos'altro contemporaneamente: se la masterizzazione durava un'ora, per un'ora il computer era inservibile). Per di più, ogni tanto, in fase di scrittura, il CD si bruciava e dovevi buttarlo via. Così, a buffo.
Nel corso degli anni, molte cose sono cambiate (tra cui gli standard per la denominazione dei file: molti dei primi CD sono oggi del tutto obsoleti) e il CD è diventato il sistema di memorizzazione dati più economico e veloce disponibile. Certo, non era riutilizzabile, e lo standard CD-RW non è mai riuscito veramente ad imporsi... ma a fronte del suo prezzo ridicolo, non è mai stato veramente un ostacolo alla sua capillare diffusione.

Alla pari di altri supporti, neanche i dati salvati su CD-R potevano comunque dirsi al sicuro: provate a leggere oggi un CD masterizzato dieci o quindici anni fa... e poi tornatemi a raccontare.
I CD, ad ogni modo, spadroneggiarono per oltre un decennio, soppiantati solo dal cugino DVD-R, ma ancora adesso mantengono un loro settore di utilizzo, ad esempio nell'audio.

DVD-R
A prima vista indistinguibili dai CD-R, i DVD registrabili erano molto più veloci e oltre sei volte più capienti. La capacità classica di un DVD-R è di 4,7 GB, ma si arriva ai 17 GB in quelli a doppia faccia e doppio strato, sebbene questi ultimi abbiano avuto scarsissima diffusione.
È un sistema di stoccaggio dati ancora abbastanza diffuso, sebbene la sua ridotta affidabilità nel tempo ne faccia un supporto più "di transito" che altro, in favore degli hard disk meccanici che nel frattempo hanno visto crollare il loro prezzo d'acquisto e aumentare la velocità di trasferimento dei dati.
I DVD-R hanno avuto una certa fortuna come supporto ideale per i film scaricati o duplicati illegalmente, tanto da diventare, in taluni Paesi quali l'Italia, oggetto di tassazioni apposite basate su una presunzione di utilizzo illecito che vabbè, lasciamo stare.
Utilizzo da anni questo supporto, ma anche qui vi lancio lo stesso avvertimento: non illudetevi, specie nei DVD destinati allo stoccaggio di dati, che questi restino leggibili per più di qualche anno. Se avete dei vecchi DVD-R in un cassetto, fatene subito una copia di sicurezza, augurandovi che siano ancora integri.


Chiavetta USB
È l'ultima discendente dei floppy disk che negli anni ottanta riempivano e sformavano le tasche dei geek e degli informatici di tutto il mondo, solo che è migliaia di volte più spaziosa, più veloce e più piccola. Uno di quegli oggetti che se torni indietro nel tempo e la fai ballare sotto il naso a chiunque usava un computer negli anni ottanta, non riesce proprio a crederti, con tutta la buona volontà.
Io stesso tuttora non riesco a credere che la mia chiavetta da 32 GB possa essere così meravigliosamente, immensamente, comodamente capiente. E silenziosa. E piccola. E leggera.
E, dite quello che volete, sarà bello e figo il cloud, Dropbox e quelle altre menate (che peraltro uso), ma la sicurezza che mi dà toccare l'alluminio di una chiavetta USB in tasca finora non me la regala nessun altro supporto.
Certo, neanche queste sono indistruttibili... ma tecnicamente, sono garantite per decine di migliaia di cicli di riscrittura, e mi è capitato più spesso di perderle che di renderle illeggibili (a proposito: chi trova una chiavettta USB e non la restituisce perché così risparmia 10 euro, è uno strapezzente che deve morire gonfio, sì, dico proprio a te che hai trovato la mia).

16 commenti:

Diego ha detto...

Avendo usato anche i floppy da 5 e 1/4 mi sento terribilmente vecchio. Inoltre avevano un costo esorbitante, ricordo che una scatola da 10 dischi della 3M costava cinquantamila lire. All'epoca un salasso.

Glauco Silvestri ha detto...

Io, su degli olivetti della scuola, ho visto girare floppy da 7" :-O

Quanto alle chiavette perdute... Ma ci scrivi sopra nome e indirizzo? Perché mi è capitato di trovare delle chiavette, ma mai con info del proprietario dentro, e anche dai files contenuti non si capiva di chi potesse essere.
Nota a margine: Io, di chiavette, ne ho bruciate tre o quattro, senza capirne il motivo vero e proprio. Una invece mi si è rotta perché l'ho calpestata... La più longeva, udite udite, è da 128Mb, ed è la prima in assoluto che ho comprato, parecchio tempo fa, assieme all'iMac Lime. :-) Funziona ancora, ma per gli standard odierni è davvero piccola piccola!

Anonimo ha detto...

http://www.geek.com/geek-cetera/3-5-inch-floppy-disk-turned-into-a-fancy-usb-drive-1294974/

paroleperaria ha detto...

io sono passata dai floppy ai cd... e ricordo Doom su 4 floppy e il linguaggio di programmazione Clipper su 7 :)

Sauro ha detto...

Io ho usato sia i flopy da 5¼ che quelli da 8 pollici! Erano la copia gigante dei normali da 5¼ ed erano dei lenzuoloni ... non ricordo quanto avevano di memoria ...
Per il resto, a parte il Jaz, ho avuto il tuo stesso percorso.
Oggi, in tasca, ho una cartuccera di chiavette, sempre disponibili.

CervelloBacato ha detto...

Certo che si è evoluto tutto così in fretta...
Ricordo in prima superiore. Un'amica, vicina di casa, venne la mattina prestissimo tutta impanicata a casa mia a chiedermi se avessi un pc che leggeva i floppy. Era il 2004, iniziavano a sparire. Le dissi di sì. Entrò e misi il floppy nel computer (sbaglio o sta sembrando una storia porna?) per farle sto favore urgente di copiare un file e... incastrato. Non ricordo bene come e perché ma il mio computer non sputò mai più fuori quel cazzo di floppy. Puoi immaginare l'orrore e il panico di quella povera figliuola.
Fosse stata una chiavetta usb, vedi?

Daniele Forghieri ha detto...

Primo supporto di memorizzazione usato, a scuola, una cassetta (con il lato in metallo, non ho idea di quanto potesse costare) per un paio di vecchi tektronix con 6 kappa di memoria e display vettoriale (quello di battle zone, per capirci).

Poi sono anche io passato prima ai floppy (prima da 5 ed un quarto, poi da 3.5) e passavamo in officina per fare un secondo buco di fianco al floppy con il trapano per 'convertire' i 720k in floppy da 1.44 mega ...

Poi anche io passato ai CD/DVD masterizzabili ma con, nel mezzo, i dischi magneto ottici, anche quelli collegabili via SCSI (subito da 250 mega, poi addirittura da 640).

Avendo sempre avuto poco spazio per mettere i file ho preso l'abitudine di riempire sempre i supporti non riscrivibili e non lasciare spazio, quindi se mi facevo un CD da usare in macchina non mettevo solo l'album che volevo ascoltare ma aggiungevo un paio di tracce, cosi' alla brutto boia.

Faccio la stessa cosa anche con i DVD, nel computer nuovo ho preso un lettore e masterizzatore di Blu Ray con un supporto ma non ho ancora avuto il coraggio di usarlo, cosa cavolo ci metto per riempire i 20 gigabyte, tutta wikipedia scaricata ?

Anche io adesso ho una serire di chiavette e, per le cose grosse, un paio di hard disk portatili da 1 o 2 tera.

Ariano Geta ha detto...

Più o meno stessa trafila.
A volte provo un po' di nostalgia per i floppy...

CyberLuke ha detto...

@Diego: forse, oggi, una scatola di quelli ancora sigillata avrebbe il suo valore collezionistico.
@Glauco: dentro le mie chiavette c’è (quasi) sempre un file che contiene la mia email. Una volta, trovai io una chiavetta in terra. La aprii, e dentro c’erano un mucchio di file .doc, tipo atti processuali e altre robe così. Risalii allo studio legale da dove provenivano, feci una telefonata e il tizio corse a riprendersela con mille ringraziamenti. Della serie, basta volerlo.
@Anonimo: carino.
@paroleperaria: dal floppy a cd ti sei risparmiata un bel po’ di robaccia.
@Sauro: il guaio vero delle chiavette è che sono così piccole che perdersele è un attimo.
@CervelloBacato: in effetti, sembra il canovaccio di un film zozzo per nerd.
@Daniele: il trucco per raddoppiare le capienza dei dischetti lo usavano in parecchi, mi sa. ;)
E in effetti, non so se userei mai un blu-ray come supporto di stoccaggio. Un conto è perdere 700 MB di dati, un altro 4 giga e mezzo, un altro ancora 20.
@Ariano: sì, ma quanto erano leeeeeeeeeeenti.

Anonimo ha detto...

io di floppy me ne sono tenuto cinque o sei per ricordo.
mal che vada gli faccio fare il sottobicchiere...

comunque più o meno stessa trafila, tranne che ho iniziato con le cassette musicali col commodore.
ma i floppy non li ho odiati affatto perchè tenevano 1,44 mb, anzi, mi baciavo i gomiti pensando che sei mesi prima tenevano solo 720k.
ed ho saltato gli iomega perchè erano una roba da bucati di soldi. (ed io morivo d'invidia)

invece ho sempre profondamente odiato i supporti ottici perchè avevano un funzionamento idiota: prima sceglievi cosa metterci poi aspettavi che il baraccone finisse e poi... eri fregato perchè di certo t'eri dimenticato quel file ed ormai il cd era bruciato...
quando cominciarono a girare i minidisc avevo previsto che tempo 6 mesi avrebbero mandato in soffitta tutti i cd col loro sistema del cavolo.
ci sono rimasto malissimo.

finalmente con le chiavette usb il mondo è tornato alla via della luce...


F

Sauro ha detto...

Vero, mi ero scordato delle musicassette del Commodore! Per beccare un certo file dovevi segnarti sula cover a che numero di giri far partire il registratore in lettura ! E interi minuti ad attendere il caricamento del file!!!

Vlao ha detto...

Miseria di tempo ne è passato dal mitico floppy quello grande e flessibile!

Chissà cosa ci spetterà nel futuro, ormai la dimensione è ottimale... si può solo migliorare in velocità e capienza... e hai detto niente...

pa ha detto...

ho utilizzato tutti questi supporti tranne le Syquest. in casa editrice non circolavano nemmeno tra i miei colleghi che io sappia....

Gabriele ha detto...

Li ricordo tutti!
Approfitto di questo post per farti una domanda... per provare un vecchio gruppo di continuità, ho tirato fuori un
Macintosh SE (!) che da anni giaceva inutlizzato. Beh si è acceso al primo colpo e funziona :)

Detto ciò, quale può essere il metodo più rapido per trasferire i dati dell'hard disk del Mac SE ad un Mac più moderno ?
Lo scopo principale è archiviare su CD dei documenti (roba Word ed Excel mi pare).
Il problema è che sto SE non ha né ethernet , né RJ11 sennò con pazienza me li sarei spediti via internet.
Posso però eventualmente usare un Mac 7600 per fare da tramite.

Vedo che con Mac sei parecchio esperto, una tua "dritta" mi aiuterebbe!
grazie,
Gabriele

CyberLuke ha detto...

@Gabriele: Io passerei i dati sul 7600 tramite floppy o rete appletalk. O, in alternativa, verifica se il disco rigido dell'SE può essere montato sul 7600... non ho idea se siano compatibili.
Il 7600 è dotato di bus pci, quindi dotandolo di una scheda pci/usb avresti le possibilità offerte da questo tipo di bus. Se sul 7600 c'è almeno MacO 8.6, monti una chiavetta usb e salvi tutto lì, o su un cd-R se c'è un masterizzatore collegato.

Neliel ha detto...

Io sono arrivata con CD e DVD-R!! E adesso ho una collezione di pennette usb sparse in ogni dove con roba duplicata ventordici volte....