venerdì 1 gennaio 2016

Cyberluke Awards... anzi, no (parte 1)


Gli anni passano, le cose cambiano e io cambio con loro.
E il giochetto di stilare le solite classifiche di fine anno mi è venuto un po' a noia, senza contare che non ho avuto né modo, né tempo né troppa voglia di tenermi così aggiornato sulle nuove proposte 2015. 
Quindi, quest'anno, niente Cyberluke Awards ma, semplicemente, delle chiacchiere su quanto di buono e interessante si è visto nell'anno che stiamo per archiviare, sfruttando l'occasione per parlare di cose che mi sono piaciute e di fare quale considerazione extra. 

LETTURE
Attenzione, da qui in avanti dirò parecchie robe scontate ed enuncerò più volte la scoperta dell'acqua calda. Il fatto è che, come accennato, il mondo ci sta cambiando attorno e una mattina ci svegliamo e scopriamo che anche le nostre abitudini sono cambiate, non solo senza che ce ne siamo veramente resi conto, ma anche senza che abbiamo potuto farci un granché.
Prendete la sana abitudine della lettura, per esempio.
Una volta, neanche troppo tempo fa, non esistevano i social. E nemmeno i tablet e gli smartphone con cui collegarsi da qualsiasi parte ci trovassimo: quindi, non solo da casa, ma in auto, in treno, in metropolitana, nelle sale d'aspetto, in fila alla posta, addirittura a cena con gli amici.
Lo sapete anche voi e anche voi l'avete fatto.
Una volta, se non c'era nulla da vedere in tv (cosa sempre più rara, vista l'offerta della televisione satellitare) e ci restava qualche ora d'autonomia prima di crollare, si prendeva in mano un libro e quelle trenta o quaranta pagine serali si macinavano.
Oggi, i social e le serie tv si sono mangiati tutto. 
Quando ci ficchiamo a letto è perché abbiamo le batterie completamente scariche, e leggere serve solo a farci addormentare più rapidamente.

Non è questione di cartaceo o di ebook, ma di come è cambiata la fruizione del nostro tempo libero. E io sono il primo ad essere cascato in questa trappola. 
Ho degli ebook sull'iPad da leggere da settimane. La sera mi ci metto con tutte le buone intenzioni del caso, ma è fin troppo facile, dato che ho già il tablet in mano, dare un'occhiata a Facebook e interrompere la lettura. "Giusto per controllare le notifiche", mi dico, e giù a scorrere gattini, selfie e carbonare fatte in casa. Sapete di cosa parlo.
Fatto sta che ho accumulato sullo scaffale (e, ottimisticamente, sul comodino) più roba di quanto non sia riuscito a smaltire coi miei consueti ritmi.
Avrei voluto parlarvi, ad esempio, del magnifico volume di J.J. Abrams La nave di Teseo  – consapevole che la gran parte del suo appeal risiede nell'incredibile cura editoriale con cui è stato realizzato, un gioiello di cartotecnica intraducibile in un versione ebook, pagine ingiallite zeppe di appunti e note scritte a margine, inserti, cartoline, una mappa scarabocchiata su un fazzolettino di carta, vecchi ritagli di giornale ingialliti e documenti dall'aria vissuta.

O dell'ultimo romanzo di Alan D. Altieri (alias Sergio Altieri, milanese classe 1952), Juggernaut, fantascienza postbellica che non affronta alcun tema veramente nuovo ma è resa unica da una prosa sincopata che è il vero marchio di fabbrica di Altieri e che in quest'opera è portata all'estremo: frasi scarne, dialoghi sarcastici, periodi brevissimi con a capo ripetuti, come se l’autore scrivesse in versi. E, in effetti, vi sono pagine intere di poesia nera, celebrazione e denuncia della follia umana, inno e assieme condanna al conflitto bellico.

I personaggi di Altieri, mai completamente malvagi o completamente positivi, vivono di una scrittura iperrealista nella quale è la forma estetica a definire il contenuto. Vivono (e muoiono) sotto l’egemonia di onnipotenti conglomerati economici e parlano una nuova lingua, la Glo-Lan, anch’essa specchio dell’epoca descritta: troppe semantiche, non mescolabili, troppi gerghi non intersecabili. Nessuna ortografia […] Adesso è caos e basta. Zero sintassi. Soltanto fonetica […], solo una regressione barbarica: ringhio di strade perdute, sibilo di cloache avvelenate.
Ho adorato i primi capitoli di Juggernaut e credo davvero che sia uno dei migliori romanzi italiani degli ultimi anni.


Parlando di cose che mi hanno preso meno, dovrei nominare l'After Dark Sotto il segno della pecora, entrambi evocativi e graziati dalla prosa mirabile di Harumi Murakami ma un pelo meno efficaci di quel Dance Dance Dance che arriva a bisbigliarti all'orecchio nel cuore della notte.

Altre ore del mio prezioso e risicato tempo se l'è presi Publikation, corposa ed esaustiva biografia dei Kraftwerk a firma di David Buckley, una scadente raccolta di racconti di Morozzi (era l'ultima chance che gli concedevo) che neanche nominerò, il bestseller The Martian (l'uomo di Marte) di Andy Weir (niente di memorabile, ma ti porta fino all'ultima pagina senza troppi problemi), il caustico Brucia la città di Culicchia (il suo giochino di raccontare di personaggi con cui è praticamente impossibile empatizzare comincia ad essere trito, ma funziona ancora piuttosto bene) e una manciata di ebook, tra cui quelli di Alessandro Girola, che sembra migliorare ad ogni nuova uscita.

Il 22/11/63 di King l'ho appena iniziato, Avoledo è per l'ennesima volta non pervenuto, Ammaniti l'ho abbandonato da un pezzo e le ultime cose di Massimo Lolli e Tommaso Labranca erano decisamente sotto la media... posso solo sperare in qualcosa di nuovo e (di valido) per il prossimo anno.
Nel frattempo, di roba sul comodino, a iniziare da un saggio di Paolo Gallina sull'intelligenza artificiale e la robotica avanzata, ne ho. Nessun problema.
Mi serve solo... tempo. E scollegarmi da Facebook, naturalmente.

9 commenti:

Lady Simmons ha detto...

Quanto hai ragione. Ho separato la lettura con un Kindle e cerco di tenerlo sempre in borsa per leggere nei momenti di attesa. A casa di meno per le tue stesse ragioni. È anche vero che trovare qualcosa di interessante da leggere per me è difficile. Ultimamente solo Cristiana Astori mi ha inchiodato al libro fino alla fine.

Theor(ic)a ha detto...

Innanzitutto complimenti per il tuo blog e per il modo in cui affronti tanti argomenti così disparati... Sono capitata qui per caso e ho già trovato contenuti interessanti.
Attualmente il mio rapporto con la lettura è molto affiatato, leggo appena ho un po' di tempo libero e spesso mi creo questo spazio anche oltre i limiti, ma non è sempre stato così... Prima perdevo tempo in altri passatempi, pensando che se introducevo nella mia testa concetti diversi da quelli che stavo studiando mi sarei distratta, invece le distrazioni erano ben altre!
Ora leggo sia cartacei sia eBook, tramite iPad, che ho sempre con me. <3 Il libro che sto leggendo è "12 anni schiavo" di Solomon Northup, diverso dal genere che leggo di solito, il giallo, ma molto interessante.
Che dire, grazie per la piccola lampadina che accendi con i tuoi argomenti! Da quest'anno avrai una devota follower in più!

BlackBox ha detto...

Posso dire con un poco di orgoglio che nel 2015 ho recuperato un po' del tempo perduto e ho letto come una forsennata, più che potevo XD
Ho appena finito di leggere "Il vincitore è solo di Coelho e mi sto accingendo ad inizaire "Il cacciatore di aquiloni". Il mio primo record penso sia stato finire, quest'estate, "I pilastri della terra" di Follett in una settimana. In questo mio nuovo stile di vita sto dando più spazio ai miei sogni e meno spazio a internet inclusi i social network. Naturalmente il tuo blog sarà sempre comunque seguito da me! Buon anno, Luca!

Ylenia Proietti Kuran ha detto...

Vedo che hai "scoperto" Murakami: per me e' stato amore a prima vista. Non trovo altri termini per definire il mio rapporto con lui.
L'ho conosciuto grazie a "La ragazza dello Sputink": me lo aveva consigliato un mio amico.
Ad oggi, di tutti i suoi libri letti, credo che "Norwegian wood" sia il migliore: così intimo, "sonoro", cupo e cristallino. Davvero un libro unico.
Tutti i suoi libri mi hanno in qualche modo entusiasmato, tuttavia quello che meno mi ha "presa" è stato "Tutti i figli di Dio danzano"... non è un cattivo romanzo, ma non regge il confronto con altri a mio avviso.
Se già non l'hai letto, ti consiglierei o "Norwegian wood" oppure "Kafka sulla spiaggia": il primo perchè, vabbè, per me è la sua opera più riuscita (nonostante sia quella che più si discosta dalle sue tematiche principali) ed il secondo perchè, invece, le ripercorre tutte...I suoi scenari metropolitani e i riferimenti alla cultura popolare occidentale, l'onirico...

Massimo Mapelli ha detto...

Io credo proprio di far parte del gruppo di italiani, seppur piuttosto ristretto, decisamente non nella norma... Nel 2015 ho letto quasi un libro alla settimana, anche se a volta facendo i salti mortali.
Comunque, sembra sia proprio vero che un terzo degli italiani non legge nemmeno UN libro all'anno, e il motivo non è sicuramente il tempo, ma la voglia.
La lettura non è cosa di moda: è vista come un'attività da vecchi o da secchioni, e tu saprai di certo cosa le persone sono disposte a fare, pur di essere approvate dal gruppo.
Infine, leggere è assai più impegnativo di guardare un film in tv o fare una partita ai videogames: per leggere occorre concentrazione, immaginazione e soprattutto voglia di arricchire la propria cultura. Perchè si dovrebbe spendere ore per finire un libro, quando ci si può spaparanzare in poltrona e guardarlo sotto forma di film?

Wallygator ha detto...

Anch'io mi sono trovato a leggere dei romanzi di Murakami e, sebbene non mi abbia fatto impazzire, devo riconoscere che l'autore è bravissimo nel gestire i tempi della narrazione. Riguardo i temi, invece, nulla di nuovo rispetto al filone del realismo magico giapponese, con lo spunto di una profezia in chiave edipica; un genere che si è diffuso molto anche grazie agli anime. Diciamo che personalmente non sono pentito di aver conosciuto questo autore ma allo stesso tempo non credo che vorrò leggerlo ancora. Almeno per adesso...

Glauco Silvestri ha detto...

Io ricordo quando, con fierezza, sostenevi di non essere presente su Facebook. Poi sei caduto pure tu nella trappola, e ora ti ha rubato l'anima (ok, esagero :-D ). A me i social cominciano ad annoiare. Ormai li consulto solo quando le notifiche sull'icona raggiungono la doppia cifra, e spesso superano le trenta unità. Twitter mi incuriosisce un po' di più, specie nei ritagli di tempo, quando in attesa del bus guardo cosa accade nel mondo, e poco altro.
Di libri ne leggo pure io molti meno di un tempo. A me pare che il tempo voli. Dopo il lavoro, il ritorno a casa, un po' di palestra, la cena, le dieci arrivano subito. Un po' di relax davanti alla tele, un film, il letto... Eppure un tempo tra ritorno a casa, palestra e cena, ci infilavo il tempo per scrivere, e dopo cena per leggere... Boh!

Neliel ha detto...

Bella classifica :) Io quest'anno ho letto "Il piccolo principe" e "Una stanza tutta per sé" , ed entrambi mi sono piaciuti! 😍 "Il buio oltre la siepe" e "Il trono di ghiaccio" mi aspettano in libreria. In wishlist ci sono i libri di Gaiman, Starnone e Lansdale ^.^ Per quanto riguarda i miei preferiti ho intenzione di realizzare un video con la mia top five!

Susanna ha detto...

ASPETTAVO QUESTO POST!
Anzi devo farlo anche io, ma ormai siamo a gennaio, sono sempre in ritardo cavolo ahahah
Che bella è l'edizione della Nave di Teseo **
After Dark è semplicemente bellissimo c'è poco da fare! Mentre Sotto il segno della pecora l'ho abbandonato più o meno a metà, non si arrivava mai a un punto! Magari ritenterò! D:
Juggernaut potresti tipo prestarmelo ♥
La mia lista è tipo di 15 titoli e mi sento in colpa perchè non riesco a ridurla a 10 ahahah