mercoledì 10 febbraio 2016

Connected. Featuring Pamela Anderson.


Vorrei poter parlare un po' meglio di Connected, cortometraggio di dieci minuti scarsi di Luke Gilford che affronta il tema dell'apparenza nell'era dei social network e del cattivo (in alcuni casi, pessimo) rapporto con l'invecchiamento che hanno molti di noi.
Vorrei poterne parlarne un po' meglio, perché la protagonista è una ancora splendida Pamela Anderson, che dà vita a un personaggio forse banale ma reso toccante dall'assoluta mancanza di pietà col quale viene filmato: una donna che lotta con l’invecchiamento e con la percezione di sé in un mondo iperconnesso, e che scorge una luce in uno strano culto tra lo spirituale e il tecnologico.
Purtroppo, a sottrarre Pamela dall'operazione, resta in piedi ben poco. 
Il tema è tutt'altro che originale, e la sua attualizzazione (e anzi, proiezione in uno scenario futuro) è semplicistica e priva di una vera idea portante.
Soffre di un eccesso di primi piani, il taglio è un pelo troppo pubblicitario e il commento sonoro è del tutto anonimo.
Per contro, le immagini di Gilford, per quanto utilizzi uno stile ampiamente visto in produzioni di questo genere, sono belle. Riesce a catturare l'umanità e la profonda malinconia del personaggio della Anderson (mai così in parte) con un occhio garbato, tirandone fuori una performance che non potrà lasciarvi indifferenti.
Un'opera imperfetta e con delle debolezze, ma che merita comunque di essere vista.
E poi, santo cielo, Pamela.
Basta anche solo lei.

2 commenti:

pa ha detto...

sai sul genere cosa ti consiglio? The congress. lo trovi su netflix.

Ultimo ha detto...

Non avrebbero potuto scegliere un'attrice migliore.
Matura ma ancora sexy, alla ricerca di una rinascita.
A me è piaciuto parecchio.