mercoledì 9 marzo 2016

10 copertine di cd censurate.

Non ho mai avuto troppa simpatia per l'Arabia Saudita e i suoi vicini paesi del Medio Oriente.
Senza entrare nel merito della politica di quei singoli Paesi, argomento sul quale sono di certo meno preparato che non nel design, questo post si limiterà a mostrarvi come, in quei tristi luoghi dove la donna è ancora considerata eccetera eccetera lasciamo stare, la censura vada tuttora fortissimo quando si tratta di importare cd musicali provenienti dal corrotto e libertino Occidente.

In realtà, conoscere credenze e tradizioni culturali dei mercati sui quali si propongono i propri prodotti è un'operazione obbligata per ogni ufficio marketing che si rispetti: al di là della morale, che comunque non è mai una costante, se le major discografiche vogliono vedere gli album dei loro artisti anche nei negozi mediorientali devono rassegnarsi, in alcuni casi, a rivedere pesantemente i layout delle loro copertine.
In questo post ne ho raccolte una decina, ma vi assicuro che gli esempi sono moltissimi... e, sì, sono d'accordo con voi: coprire Shakira di foglie o Christina Aguilera con la corolla di un fiore è la vera blasfemia.
Ma ne riparliamo.

6 commenti:

Ettone ha detto...

E sì, conosco bene quella "filosofia" di vita... Anche io per lavoro ho dovuto censurare alcune confezioni di crema per il corpo per via delle foto dimostrative con glutei in vista... Che dire... I discorsi socio-politico-cultural-religioso-storici, sono sempre moooolto complessi e non privi di ulteriori problematiche legate agli "interessi"... ma c'est la vie e questo è l'uomo...

Ettone ha detto...

...Ps, fermo restando che se le hanno censurate in loco, il loro "pensarla" culturalmente in modo diverso non funge da scusa per essere anche dei totali incapaci a usare photoshop.. (forse anche quello oggetto del "demonio occidentale"... chissà)... comunque sembrano lavori fatti da mia nipote che ha 5 anni e se la cava benissimo con la tecnologia...

Se invece le hanno censurate all'origine, allora il discorso è ancora più TERRIBILE in quanto alla pessima post produzione una major poteva tranquillamente rimediare con uno scatto fotografico fatto ad hoc...

LUIGI BICCO ha detto...

Incredibile. Senza parole. Ma le cose, purtroppo, vanno così. Quella di Katy Perry mi ha fatto parecchio ridere. In quanto a "interpretazione" direi che, a pari merito con quella subito successiva di Lady Gaga, vince a mani basse.
Però anche quella della Minogue... quanto fa ridere vedere vicine le due versioni?

CyberLuke ha detto...

@Ettone: infatti la qualità fa pensare che sia qualcun altro (un locale) a rimetterci le mani sopra.
Magari un tizio anziano col turbante e Photoshop 5. Magari un ragazzetto a co.co.pro. Non so quale ipotesi è peggiore.

@Luigi: la Perry divorata dalle nuvole maligne è disarmante.

pa ha detto...

che tristezza infinita...
visto che io dispenso sempre consigli di libri e film, qua scatta assolutamente Michel Houellebecq e il suo fondamentale "Sottomissione", che mi ha davvero fatto riflettere sull'argomento più di qualsiasi telegiornale.

io non ho alcun tipo di comprensione purtroppo per questa cultura e questa gente.

Anonimo ha detto...

Si, ma non è che gli originali brillassero per eleganza, eh?
Quello della Anguillera poi è di un Kitsch da Antologia; Dorfles dovrebbe pensare a un supplemento!

Volgari (nel senso: "per il volgo") erano e volgari restano, anche dopo le correzioni halal (peraltro degne di un palmares su Photoshop Disaster).

N.A.