mercoledì 16 marzo 2016

Grosso guaio in Paolo Sarpi.


Lo chiamavano Jeeg Robot è nei cinema da qualche giorno, e sta facendo parlare piuttosto bene di sé.
È un bene perché dopo il goffo tentativo di Salvadores col suo Ragazzo Invisibile (grazie, comunque, Gabriele, per averci provato) ora anche l'Italia ha il suo vero, primo film sui supereroi, un genere che sembra vendere alla grande un po' dappertutto: Alessandro Girola, che non è certo l'ultimo arrivato, in tempi non sospetti aveva già creato il suo macrouniverso supereroistico (se non vi dice niente il nome Due Minuti A Mezzanotte, googolate e sarete sommersi di risultati) e ora mostra di stare sul pezzo pubblicando giusto in questi giorni il suo Grosso guaio in Paolo Sarpi, primo ebook del suo ciclo a base di supertizi con ambientazione italiana al cento per cento.

Se vi è capitato di leggere qualcos'altro di Girola (alcune volte ne ho parlato anche da questo blog), saprete che il buon Alex è sempre stato un fissato per gli zombie e l'orrore "della porta accanto" e che ha portato avanti sulle sue sole spalle interi universi ucronici per anni e anni: ecco, Grosso guaio in Paolo Sarpi riprende le meccaniche più classiche delle sue cose migliori, servendole in una struttura narrativa priva di zombie ma ugualmente valida, graziata da almeno un paio di personaggi genuinamente spassosi e fulminanti.

Per chi ha già letto qualcosa della versione 2MM “classica” sappia che che in Grosso guaio in Paolo Sarpi non è avvenuto nulla di quanto Alex ha raccontato nelle due stagioni della round robin (si tratta quindi di un reboot totale, il che lo rende del tutto accessibile anche a chi non conosce l'universo di Due Minuti a Mezzanotte)... ma di sicuro è un must read per tutti quelli che vedono la più alta espressione del genere in prodotti (per dire) come la serie televisiva di Daredevil.

L'ebook si legge grossomodo nello stesso tempo degli altri Girola, ma la gestione degli stacchi dona a tutta la vicenda un ritmo sostenuto che fa sembrare il tempo di lettura molto più breve. 
Lo trovate su Amazon per la solita cifra irrisoria (QUI), inclusivo di copertina strafiga fatta da me.

2 commenti:

Dama Arwen ha detto...

Lo sai che è dove abito io, vero, Paolo Sarpi??? LOL
Che, per chi non ci fosse arrivato da solo per associazione, è la China Town di Milano…

BlackBox ha detto...

Bella copertina, molto "cinematografica"! Complimenti!