mercoledì 30 marzo 2016

Il Macintosh del XX anniversario.


Dicono che il buon design si dimostri tale quando non invecchia, o comunque quando lo fa molto lentamente. 
Un ottimo esempio è il computer che vedete in apertura, il Macintosh del XX Anniversario, conosciuto anche come Spartacus (ogni Macintosh aveva ai tempi, non so oggi, un nome in codice con cui veniva designato all'interno di Apple prima della presentazione e commercializzazione). Lo Spartacus era a sviluppo verticale, ultrapiatto, con uno schermo a cristalli liquidi a matrice attiva e un lettore di CD-ROM verticale... entrambi due costose rarità nel giugno 1997, quando venne annunciato dall'allora CEO Gilbert Amelio.
Era una sorta di assemblaggio di lusso di altro hardware Apple dell'epoca: il trackpad era derivato da quello del PowerBook 3400 e la motherboard veniva dal Power Macintosh 6500.

Usciva dalla scatola col Mac OS 7.6.1, e in seguito Apple rese disponibile una versione speciale di Mac OS 8. Nessuna versione successiva di MacOS può funzionare su Spartacus.
D'altra parte, usare la scheda madre del 6500 consentiva di inserire una scheda per sintonizzare la radio o vedere la TV sul piccolo monitor, feature per nulla comune nel 1997. Peccato che per usare queste schede l'utente doveva sostituire il coperchio posteriore con uno bombato per problemi di spazio.


Altri dettagli pregevoli di Spartacus erano i cavi completamente nascosti dietro lo chassis, un poggiapolsi in vera pelle e altoparlanti Bose di qualità. L'alimentatore era esterno, e nel gruppo di alimentazione il designer Jonathan Ive integrò il Subwoofer (sempre Bose).

Di Spartacus ne vennero prodotte appena 11.601 unità, a un prezzo iniziale di 7.500 dollari (che al giorno d'oggi fanno circa diecimila euro). Nel prezzo era compreso un servizio di assistenza personalizzato: in pratica, un tecnico Apple ve lo portava a casa, lo estraeva dallo scatolone e ve lo configurava. Una cosa molto chic, va detto.
Purtroppo, ben presto qualcuno realizzò che potevi anche costruire il computer più bello in circolazione, ma se dentro ci ficcavi hardware sorpassato, finiva per restare invenduto sugli scaffali.
Il processore era infatti un modesto PowerPC 603e a 250 megahertz... lo stesso di un Mac Performa 6400, una macchina domestica entry level. In altre parole, era come comprarsi una Panda carrozzata da BMW: faceva una gran figura a vederla, ma quanto a prestazioni, valeva come una macchina che costava cinque volte meno.
Fiutando l'ariaccia, Apple tentò di tagliarne il prezzo di due terzi, ma non riuscì comunque a venderli tutti.
Venne annoverato tra i maggiori insuccessi della storia di Apple, e oggi gli esemplari rimasti funzionanti si acquistano a un migliaio di euro su eBay.


Lo Spartacus resta, ad ogni modo, un gran bel pezzo di design ed è tuttora parecchio più attraente di parecchi computer da scrivania. C'è chi, pur di continuare a godere del suo splendido chassis, ci ha messo pesantemente le mani sopra, infilandoci un processore intel Core2 Duo a 2.0GHz, un disco a stato solido Samsung da 256 gigabyte, un lettore blu-ray Panasonic e un display touch da 12 pollici (date un'occhiata al video qua sotto).

Certo, probabilmente non riuscireste farci girare più che Snow Leopard e anche per guardare decentemente un film dovreste mettervi al massimo a trenta centimetri dallo schermo. Ma, lo sapete che c'è? Chi se ne frega!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Si. Il mio capo di allora (miliardario) se lo comprò, anche se era un devoto di San Guglielmo. Lo tenne a lungo, inutilizzato, a troneggiare sulla sua scrivania per impressionare i visitatori. Glielo invidiavo mentre smanettavo su un Quadra 950 ma non riuscii mai ad impossessarmene. Nacque lì il primo sospetto che Apple dovrebbe fare soprammobili.

Nonu Aspis

Fabrizio Spinelli ha detto...

Boh... io lo trovo pacchianissimo.

Me lo spiego solo come un pasto la digerito da Ive :)

Fabrizio Spinelli ha detto...

** pasto MAL digerito **