martedì 8 marzo 2016

L'inferno dell'autogrill.


...no scusate, e va bene il mercato e va bene il cauto riformismo e va bene la globalizzazione buona e il McPranzo a due soldi però: perché, se io, stanco, alle tre del mattino in autostrada voglio fermarmi a prendere un caffé poi, se bevuto e pagato il caffé voglio semplicemente uscire e tornare a guidare verso casa no: devo passare attraverso i gironi infernali dei prodotti tipici, prodotti che di notte assumono un'aria spettrale?

Provoloni giganti che mi guardano di sottecchi, prosciutti appesi come impiccati che sembrano facce di zombie, bottiglie di Chianti piene di sangue di vergini sacrificate agli dei dell'autostrada, riviste porno censurate da bande fluorescenti come spaventosi alieni con tette enormi.
E poi quella temperatura da obitorio: un freddo impossibile che rende i volti di quelli che – per sventura – lavorano in quei luoghi grigi come i neon che non bastano neppure per le riprese del circuito chiuso che moltiplica un unico, ectoplasmatico bagliore nerastro che sembra il trailer di Paranormal Activity.

E poi quel cimitero della cultura che sono i cd a nove euro e novanta e i bestseller di tre anni fa di scrittori e cantanti ormai morti e sepolti che chiedono l'ultimo briciolo di attenzione col braccio teso e scarnificato dell'offerta speciale e tu, alla fine, sei quasi peggio di loro e torni in auto, serri le sicure e guardi nello specchietto e vedi solo un'enorme, gigantesca ombra nera: le anime delle liquirizie scadute.

E allora metti in moto, schiacci l'acceleratore, scappi, fuggi via finché puoi: Roma 25 km... 22... 20... 15... 10 è fatta, non hai mai guardato nello specchietto ma nemmeno nel cruscotto cazzo, perché io, a quel cazzo di autogrill non c'ero entrato solo per un caffé, no.
Ci ero entrato per la benzina.
Porca puttana è finita la benzina.

7 commenti:

Ariano Geta ha detto...

:-D

Px180 ha detto...

Mi ha fatto subito ricordare Autogrill Horror, del grande S. Benni.

Ciao

Glauco Silvestri ha detto...

E' come andare in posta per spedire un pacchetto, ormai la sala d'attesa è diventato un megastore dove si vende di tutto - stessa roba dell'autogrill per lo più - e dove i promoter della postepay, della sim telefonica di poste italiane ecc ecc ti importunano ogni 5 secondi, e magari nel tempo di scacciarli, passa il tuo numero, e chiamano quello dopo di te, e rimani fregato...

Uapa ha detto...

XD

Marco Bango Siena ha detto...

Quelli che hanno l'ingresso al piano terra, ma l'uscita dalla'interrato, sono i migliori. Due piani di scaffali di cose che non comprerò mai.

CervelloBacato ha detto...

Ahahahah mi hai steso xD Bellissimo modo di raccontare quel luogo di perdizione e male assoluto che è l'autogrill. La temperatura comunque, per chi magari di primo mattino ha problemi di pancia, è una condanna a morte.

CyberLuke ha detto...

@Px180: non l'ho letto, ma il primo Benni è un grande.
@Glauco: le poste, giusto. Che inutile meractino che sono diventate. Mai visto uno che compra qualcosa lì.
@Marco Bango: c'è qualcuno che le pensa scientemente, ste cose.
@Cervello: in effetti, è un freddo da obitorio. In tema.