mercoledì 27 aprile 2016

10 Cloverfield Lane - la recensione.


Alla prima impressione, potreste pensare che questo 10 Cloverfield Lane (in uscita giusto domani nelle sale italiane), usi nel titolo la parola “Cloverfield” solo come un abile trampolino pubblicitario… e in parte è davvero così, perché il film del quasi esordiente Josh Trachtenberg ci propone una regia cruda e asciutta che prende le distanze dal fanta-action-simil-found-footage di Matt Reeves e punta a rievocare le atmosfere e gli stilemi dei thriller psicologici e un po’ teatrali di stampo hitchcockiano (con una spruzzata di Lost), uno script classico ma funzionante, un personaggio che è molto più di quello che sembra e la palese volontà di fare un prodotto diverso (a iniziare dal budget, uno dei più bassi degli ultimi tempi) e imparentato col precedessore solo nei dieci minuti finali (per inciso, i meno riusciti).

Personalmente, speravo in una continuity più consistente col primo Cloverfield, quindi non ho molto altro da dire se non che Goodman si conferma come un solido professionista, che la pellicola è godibile e che si sarebbe meritata almeno una stelletta in più se avesse avuto l’eleganza di fermarsi a qualche minuto dal finale banalotto, già visto e – inutilmente – fracassone.

Poi, siccome dietro, a tirare i fili, c’è sempre J.J. Abrams, non sarei neanche troppo stupito se 10 Cloverfield Lane diventasse il primo pilot cinematografco di una serie tv, una di quelle non memorabili ma che la prima stagione magari te la guardi tutta per vedere dove Giacomino vuole andare a parare questa volta.

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