sabato 23 aprile 2016

Su Kobane Calling e sul perché dovreste comprarlo.

A Zerocalcare non serve l’ennesima recensione positiva sulla sua ultima fatica, Kobane Calling, corposo volume frutto nei suoi recenti viaggi in posticini allegri come il confine turco “a tre fermate di metro” dall’ISIS, ma quando un autore merita, non vedo perché non dovrei dirlo e scriverlo a chiare lettere anche io: i venti euro del prezzo di copertina valgono fino all’ultimo centesimo.

Reich fa il grande salto e atterra indenne dall’altra parte, consegnandosi definitivamente, per quello che mi riguarda, al fumetto d’autore italiano esibendo come passaporto duecentocinquanta pagine solide, mature, divertenti, consapevoli, perfettamente coerenti alla sua cifra stilistica pur restando mortalmente serie, riuscendo in un’alchimia che, guardandomi in giro, nessun altro sarebbe in grado di mettere assieme senza saltare in aria.
Se qualcuno si chiedeva se e come si sarebbe potuto evolvere Zerocalcare, Kobane Calling è la migliore risposta immaginabile.

Se non siete convinti, cercate una qualsiasi altra recensione in giro per la Rete, e troverete scritte le stesse cose. E poi uscite e compratelo.

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