mercoledì 20 luglio 2016

Star Trek: Beyond. La recensione.


Ho visto il film in anteprima ieri sera ma, per non so bene quale ragione, mi sono scordato di parlarvene.

Scusate. Mi sono distratto un secondo.

Di che parlavamo? Ah, sì, Star Trek Beyond, c'è scritto anche nel titolo del post.

Che, a volerla fare breve, anzi brevissima, confermando (in parte) le aspettative o i timori di un mucchio di gente, è probabilmente il film con più sequenze action dell’intera saga che possiate avere mai visto.
Il che non è necessariamente un male, anche considerando che, ad ogni modo, gode di tutto un primo atto molto Star Trek, introduttivo il giusto, quasi pacato, che sembra quasi studiato a tavolino (e probabilmente è così) per mettere a loro agio i Trekker duri & puri e blandirli con la bugia che non è cambiato niente, possono esserci nuovi attori chiamati a sostituire i vecchi ma i ruoli sono sempre gli stessi, le dinamiche sono quelle (persino la love story tra Spock e Uhura non ha tutto quel peso che, sull’onda di rinfrescare il personaggio del vulcaniano gli era stato dato negli altri due film), e l’Enterprise è bella come l’abbiamo sempre custodita nel nostro immaginario.
Peccato che di bugia si tratta, anche se ben raccontata.
Perché…


Perdonatemi. Ho perso nuovamente il filo.
Star Trek Beyond, dicevo.
Del regista di quattro capitoli (e due spin-off non ufficiali) di Fast & Furious.
Che com’erano i Fast and Furious? Belli ma tamarri? Tamarri ma spettacolari? Io non li ho visti tutti ma un paio sì e a tratti mi sono pure divertito.
Ma parlavamo di altro, no? Di che?

Star Trek Beyond. Giusto. Sì. Un film che non è nemmeno malaccio se non fosse che più che un film è una puntata ipertrofica di un serial TV di quelli che la Marvel sta producendo ormai da anni e a gente (tanta gente) va a vederli al cinema convinta di guardare un film e invece è solo l’episodio 2x04.
Che poi, a trovarla, una serie TV che ti piglia fino alla 2x04.
Quante ne ho abbandonate prima ancora che finisse la prima stagione? Aspetta che faccio un conto.

Però stavo parlando d'altro, mi pare.
Uhmmm. Sì.
Star Trek Beyond, sicuro.
Dove le interazioni tra Kirk e Spock sono come i lens flare di Abrams: decimate rispetto i due predecessori (ma il vulcaniano si rifà con Karl “mcCoy” Urban, che sembra ormai destinato al ruolo di mediano di qualità, bravo e sempre al servizio del suo personaggio). Ma che comunque è pieno di siparietti tra i personaggi, battutine, strizzate d’occhio, persino l’outing di un personaggio che la produzione ha scelto di svelarci gay (che cavolo, siamo nel ventiquattresimo secolo, un po’ di modernità, suvvia).
Come hanno fatto già, del resto, in quell’altro film… qual era?
Oddio. Che stavo dicendo?

No. Sul serio.

Ce l'ho qui sulla punta della lingua.

STAR TREK BEYOND! Come ho fatto a dimenticare di parlarvene?
C’è pure il tema musicale classico alla fine!
Che, vabbè, sta solo lì.
Però, forse, meglio di così non è che non poteva venire, è che non si poteva fare. Perché, nel frattempo, il cinema è diventato un’altra cosa. Le saghe si sono trasformate in franchise e i film in prodotti.
Come questo: ben confezionato, che vi intratterrà per una serata e che scorderete tranquillamente domani.
A parte l’Enterprise che è davvero, davvero figa. Ecco, quella me la ricordo.

Di che parlavamo?
Star Trek Beyond. 
Quand’è che esce?

1 commento:

Larsen ha detto...

che poi, in startrek generazioni, si vede la figlia di sulu in plancia di comando :D
ook che ormai li si compra al supermercato, i bambini dico, ma vabbe', mi e' parsa una forzatura sta cosa di sulu, un po' come il ghostbuster al femminile... o il vociferato ocean eleven reboot al femminile... tutta roba per buonisti ;)