martedì 2 agosto 2016

Come NON si incrementa il mercato degli eBook.


Ieri ero in libreria, e stavo sfogliando un volume.
Nulla di che, un romanzo del ciclo di Star Wars, senza pretese ma discretamente scritto, una perfetta lettura estiva, trecento pagine e filare.
Lo volto e noto che il prezzo di copertina è un pelo più alto della media, considerando anche il tipo di edizione (copertina morbida senza sovraccoperta). Controllo al volo sullo smartphone, e sul primo dei risultati di Google, leggo che è anche disponibile in ebook a 7,99 euro.

Rifletto: potrei portarmelo in giro assieme l'iPad, del proverbiale profumo della carta posso anche fare a meno (ho tanti altri bei libri a casa, da sniffare in caso di astinenza), risparmio qualche euro su quello che è sostanzialmente un libro "di consumo", quindi perché no.
Così memorizzo la casa editrice (Multiplayer, un nome che dovrebbe essere una garanzia di reperirlo facilmente sul loro store on line), e me ne torno a casa, deciso a comprarne l'eBook appena sono davanti il Mac.
Infilandomi in un percorso a ostacoli, con partenza la mia decisione di acquistare e con arrivo il momento in cui posso iniziare a leggere il libro, che vi vado velocemente a riassumere.

1) Cerco lo store sul sito Multiplayer (che non è, come possiate credere, multiplayer.it.

2) Scopro che è, invece, edizioni.multiplayer.it.
 È uno di quei siti fatti con un template, non brutto, eh, ma, come tutti i siti fati con i template, non un capolavoro di usabilità, e gli strumenti integrati non mi aiutano: per dire, la ricerca effettuata nel campo "cerca" mi porta alla lettura di capitoli singoli del libro, e anche a cliccarci sopra, non c’è modo di comprare l’ebook né ci sono rimandi al suo acquisto.
3) Trovo comunque la pagina col libro che mi interessa, e c’è anche un pulsante “Acquista su”.
 Ci clicco sopra e vengo rimandato alla pagina di uno store, con grafica completamente diversa (tanto che per qulache momento credo di essere finito su un sito farlocco) e leggo che è possibile effettuare solo l’acquisto della copia cartacea.

Ricontrollo: mi trovo sullo store online della casa editrice.
Possibile? Più che possibile: leggo, proprio sotto, la domanda di un cliente che chiede se è disponibile anche una versione ebook, e leggo la risposta di Multiplayer.com: Ciao, mi dicono di no.

Eppure, basta googlare per scoprire che ibs.it – invece – ha in vendita l’ebook di Multiplayer, e mi vedo costretto a concludere che chi risponde a quelle domande non sa neanche cosa abbiano in catalogo.

4) Ad ogni modo, eccomi sullo store di ibs. Leggo sotto la voce “compatibilità”: Tutti i dispositivi.
Il che suona parecchio bene, ma basta spostare il cursore sulla piccola “i” accanto che questo “tutti” NON include, ad esempio, il Kindle... che, diciamo, non è esattamente un e-reader di nicchia che usano una ristretta cerchia di geek, ma uno dei lettori più diffusi al mondo. Ma, dopotutto, io ho un iPad, e quindi decido di procedere all’acquisto.

Anzi, no.
Prima, devo registrarmi sul sito di ibs.it. Tediosa procedura che non si limita a chiedermi il solito username e password, ma anche un mucchio di informazioni personali come codice fiscale e telefono cellulare.

Senza uno di questi dati, niente registrazione, niente acquisto, niente ebook.
5) Accedo al mio conto Paypal per confermare il pagamento, immettendo la mia password, sentendomi privilegiato rispetto chi deve concludere la transazione attraverso la sua carta di credito e deve inserire nome, cognome, numero, data di scadenza, numero di sicurezza, insomma, conoscete la trafila.
6) Scarico l’ebook. Realizzando, pochi istanti dopo, che in realtà non ho scaricato un bel niente sul mio Mac: lo sto solo visualizzando. In altre parole, lo posso leggere sul mio browser, più o meno come un pdf piratato.
7) Quindi, mi metto alla ricerca di una qualsiasi opzione di scaricamento, in un'interfaccia così minimale che alla fine trovo un'iconcina, che appare solo se clicco col tasto destro e solo sulla copertina, che mi suggerisce che posso effettuare il download da lì.

8) Ecco, finalmente ho il dannato eBook, mi dico. Ravano nella cartella download. Non c'è il mio ebook, ma un file con l’estensione .acsm. Di 4Kb.
Che non viene aperto da iBooks, né sul Mac, né sull’iPad... né con nessun altra applicazione.
9) Lancio una nuova ricerca e scopro che i file .acsm sono solo “collegamenti” al vero ebook, o, meglio, una "licenza" per poter scaricare un ebook protetto da DRM (acronimo di Digital Right Management, in sostanza un sistema anticopia).
Adobe lo fa per contrastare la pirateria. Ed è giusto. Peccato che io, pur non essendo un pirata, per poter leggere il mio ebook legalmente acquistato sul mio iPad profumatamente pagato, devo ancora faticare parecchio. 
10) Scarico il software (free) Adobe Digital Editions, e lo installo sul mio Mac.
E potrei anche pensare di iniziare ad usarlo, ma in realtà l'uso di questo programma va autorizzato. E sono sicuro che c'è un motivo anche per questo, ma, insomma, avete capito, non fatemi commentare.

11) Per autorizzare Adobe Digital Editions, Adobe pretende un account aperto sul suo sito. O così, o niente.
Così apro un account Adobe, e autorizzo la mia copia di Adobe Digital Editions con l'account appena creato (Help>Autorize Computer).
12) Sto vedendo la luce in fondo il tunnel. O, meglio, credo di vederla. Apro il file .acsm con Digital Editions, e scarico il mio ebook.

13) Cerco il file ePub generato da Adobe Digital Editions (Su Windows: \My Documents>Documents>My Digital Editions, su Mac: Users>[Nome utente]>Documenti>Digital Editions).
14) Adesso ho un file ePub, dalla familiare, rassicurante iconcina. Provo a darlo in pasto ad iBooks o all'iPad, ma, oltre il fastidioso dettaglio di avere perso la copertina per strada, scopro che l'ebook è illeggibile, ancora chiuso a doppia mandata. Questa faccenda della protezione anticopia è presa dannatamente sul serio, e io, che ho pagato in anticipo senza fiatare, comincio a perdere la pazienza.
15) Il problema degli ebook scaricati da file .acsm è che poi possono essere letti solo su dispositivi autorizzati da Adobe, come Sony eReader, devices Android (BlueFire app) e gli eReader Tolino. 
QUI isb vi racconta perché è cosa buona e giusta blindare la sua roba e costringere gli utenti a tutto questo balletto (vedi anche alla voce: presunzione di colpevolezza).
Ad ogni modo, esistono vari modi software per rimuovere il DRM di Adobe da ePub o PDF, rendendoli di fatto leggibili dal mio iPad e altri dispositivi iOS (o su un Kindle, se ne avessi uno). Il migliore in circolazione è QUESTO.
E vi avviso subito che costa 36 dollari, ma ha un periodo di prova gratuito di un mese.
La legalità dell'uso di questo software, per inciso, varia da Paese a Paese... e, sostanzialmente, serve a sbloccare una cosa che è già vostra, anche se le clausole scritte in corpo piccolo – che nessuno legge mai ma che tutti accettano – dicono che non è così, che voi avete torto e che il DRM salverà il mondo.
Non voglio prendere una posizione. Ognuno si faccia un'idea sua.
16) Ora, grazie al mio periodo di prova gratuito (ma pare che si possa fare gratuitamente pure con Calibre, anche se io non l'ho provato) converto il file ePub generato da Adobe Digital Editions e, finalmente, posso caricarlo sul mio iPad.
17) Apro l’ebook. Non c'è più la copertina e ho idea che non la recupererò mai, ma arrivato a questo punto mi sento già come se avessi raggiunto la vetta.

Ora, potreste (anche legittimamente, in un certo senso) aspettarvi che finisca questo post con la solita frasetta stizzita del tipo "la prossima volta, compro direttamente la versione cartacea, vaffanculo te e l'ebook e il DRM e mi risparmio una quindicina di questi 17 passaggi, saltando direttamente dal passare alla cassa, pagare e iniziare a leggere"... ma non lo farò.
Sono ancora convinto che l'ebook sia un gran cosa, di una praticità incomparabile e che abbia dato nuova linfa a tutto un mercato di editoria emergente e di scrittori autoprodotti che possono, finalmente, svincolarsi dal supporto fisico e dai suoi costi e proporsi a un pubblico sempre più digitalizzato.
Però.
PERÒ.
Rendere un pelo più semplice la vita all'utente finale, quello che sceglie, paga e magari vorrebbe anche dare una spintarella a un mercato nascente... ecco, quello non guasterebbe, cara Adobe o chi per te.
Ma non voglio dirti come fare il tuo lavoro, pensaci tu.

EDIT. Anzi, un suggerimento voglio darlo, non solo ad Adobe, ma a chiunque produca e commercializzi eBook al mondo e voglia mostrare un po' di rispetto e di lungimiranza verso il suo pubblico: cari editori digitali, al momento dell'acquisto inviate tre versioni del vostro eBook.
Uno nel vostro preziosissimo formato proprietario. Uno in formato mobi, per Kindle, l'ultimo in ePub per iOS. E con pochi Kb in più avrete accontentato il 90% dell'utenza.
Poi, sì, certo, l'utente finale può anche arrangiarsi con Calibre o altri strumenti per leggere quello che ha comprato... ma avete mai sentito parlare di soddisfazione del cliente e del suo magico ritorno? 

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Si vede che sei alle prime armi con gli ebook.

Innanzitutto se vuoi fare sul serio con gli ebook installa calibre e il suo plugin per la rimozione del DRM Adobe.
Dopodiché i passaggi da fare sono i seguenti: acquisto dal sito che preferisci, scaricamento dell'ebook cifrato con ADE, apertura del file con calibre e contestuale decifratura e rimozione del DRM. Come opzione, conversione tramite calibre nei formati preferiti: PDF, MOBI, HTML, ecc.

Purtroppo tutto stò rigiro è una gran rottura di coglioni ma per ora non c'è altro da fare. L'unica cosa buona è che rispetto ad alcuni anni fa sono sempre più gli editori illuminati che rilasciano i file senza protezioni o con DRM leggeri (di solito un ex libris digitale con il nome dell'acquirente dell'ebook).

Riguardo ai siti inusabili o poco chiari è più che altro un problema che affligge in larga parte il web italiano. Spesso poi è solo una questione di abitudine. Io che acquisto con una certa regolarità ebook presso ibs ho imparato ormai a muovermi con dimestichezza tra i vari menù e pagine.

Tieni conto poi che nell'editoria digitale siamo ancora nel periodo della guerra fredda. Due blocchi contrapposti, Amazon con kindle vs. tutti gli altri con epub.

ciao
ale

Alberto Camerra ha detto...

Mi dispiace per la tua esperienza negativa con questo editore e con IBS (caso piuttosto strano, il secondo, la mia esperienza con il loro cartaceo è ottimale). Sono leggermente di parte, perché eBook ne scrivo e li propongo, come autore, attraverso i vari store. Sono però anche lettore, nel dettaglio su Kindle: mai avuto nessun grattacapo, da Amazon. Download immediato da loro e lettura istantanea dal mio Kindle (oppure, se voglio, da apposita app per Mac, già sperimentata). Certo, capita una volta su cento che non ci sia la copertina, ma questo è un demerito di chi ha prodotto l'eBook e non di chi lo rivende.
Da tempo i miei acquisti librari sono in rapporto 1 a 10, a favore degli eBook.
N.B.
Amazon non mi passa nessuna percentuale, a quanto ne so funzionano bene anche iBooks e Kobo.
;)
Ciao.

Michele ha detto...

E con Calibre puoi anche rimetterci la copertina, oppure mettere una rifatta da te.

Michele ha detto...

E con Calibre puoi anche rimetterci la copertina, oppure mettere una rifatta da te.

Anonimo ha detto...

scandaloso, ma non sono sorpreso.
quando ho scritto il mio ebook (essì, oggi come oggi scrive proprio chiunque...) ho evitato accuratamente di applicare drm proprietari.
il social-drm (ovvero quello che inserisce i dati dell'acquirente all'interno del file) per me è più che sufficiente, adeguato ed "onesto" come compromesso tra la protezione del mio lavoro e le possibilità di chi compra.

F

CyberLuke ha detto...

@Ale: sarò anche alle prime armi (ma manco poi tanto, è qualche anno che ne compro e ne faccio uso), ma un calvario come questo non l'avevo mai passato. E temo di non essere un caso isolato, oltre che avere una discreta preparazione informatica.
Non voglio manco immaginare un utente più basico, che magari è alla sua prima esperienza e ha un iPad, che impressione posa avere dell'oggetto eBook.
Che poi ci si abitua a tutto, alle procedure tediose, ai siti fatti a cazzo, alle guerre tra formati, sì, ovvio. Ci si abitua.
Però, com'è che dicevano?, un mondo migliore è possibile.

@Alberto: con Amazon, confermo, mai avuto problemi. Avrei dovuto cercare prima lì, mi sarei risparmiato un po' di sbattimento, vero, ma ho dato per scontato che Multiplayer.it vendesse la sua roba dal suo sito.

@Michele: pare che Calibre sia una sorta di mano santa. L'ho già installato.

@F: il DRM è una questione spinosa almeno quanto lo è stata per la musica. Ci sono voluti anni perché Apple lo rimuovesse dai suoi brani acquistati sull'iTunes Store. E, ripeto, ne comprendo l'utilità, ma quando inficia l'esperienza utente a tal punto, allora ecco che la voglia ti passa, magari per sempre.

Anonimo ha detto...

Di solito un utente alle prime armi va per Amazon. E in questo caso i problemi si semplificano enormemente. Bella forza: store Kindle gestito unicamente da Amazon, formato degli ebook semi-proprietario di Amazon, lettore (Kindle) o relative applicazioni per Windows, Mac, IOS e Android fornite e sviluppate da Amazon. È molto più facile sviluppare un ecosistema coerente per far lavorare tutte le parti in gioco in maniera coordinata.

Però... però... Non è tutto oro quello che luccica. La stragrande maggioranza degli ebook di Amazon sono protetti da DRM e come tali devono sottostare a tutti i capricci e le restrizioni dell'azienda di Bezos.

Spero che anche per gli ebook si arrivi in futuro alla eliminazione del DRM così come è avvenuto per la musica digitale.

ale