lunedì 8 agosto 2016

Star Wars: Tarkin, la recensione


Di come non sia stato per nulla facile né incoraggiante procurarsi (legalmente) una copia digitale di Star Wars: Tarkin leggibile dal mio iPad, vi ho già raccontato QUI.
E ora che l'ho finito, vi dico che si tratta di una storiella che non ha niente di epico o anche solo di memorabile.
James Luceno, uno dei più accreditati narratori dell'universo narrativo espanso della saga di Star Wars, usa questo romanzo per approfondire la figura del governatore Tarkin... personaggio che a dispetto del suo risicato minutaggio in ANH (Una Nuova Speranza, ovvero l'Episodio IV) riesce a farsi ricordare a distanza di decenni (QUI un recente post dove accennavo a una sua posiibile resurrezione digitale nel prossimo Rogue One), ma lo tratteggia con banalità e superficialità, limitandosi a raccontare (con dovizia di dettagli, questo sì) la sua iniziazione all'età adulta in una regione ostile del suo Mondo d'origine e concentrando in qualche pagina noiose dissertazioni pseudo politiche che dovrebbero chiarirci come sia arrivato ad occupare la sua posizione in seno all'Impero... ma che comunque non restituiscono un quadro soddisfacente dell'"uomo" Tarkin.
Ho proseguito a lettura veloce tutto il romanzo, nella speranza di scorgere un guizzo, qualche tratto distintivo, un dialogo, una riflessione interiore, qualsiasi cosa me lo facesse apparire più che una creazione letteraria mutuata da un film diventato di successo.
Invano.

Tarkin è descritto come un ufficiale intelligente, sagace e leale all'Impero. Ma niente più che questo. Possiamo legittimamente immaginare che ne ce siamo tanti altri come lui, e dopo un po' è altrettanto legittimo che insorga la domanda: perché stiamo leggendo proprio delle sue imprese?
D'accordo, è il comandante della Morte Nera. Stazione da battaglia che però, in questo romanzo, non esiste ancora. Nulla, in quello che fa o dice Tarkin nel romanzo, prelude al personaggio iconico e nervoso che abbiamo visto in Una Nuova Speranza strattonare il guinzaglio di Vader, trattare con tagliente e divertito sarcasmo la leader dell'Alleanza Ribelle e ordinare la distruzione di un intero pianeta con la disinvoltura con cui noi ordineremmo un latte macchiato.


La mia impressione è che Luceno abbia semplicemente costruito una storiella per accontentare i fan che chiedevano di gettare un po' di luce sulle origini del personaggio, senza metterci particolare impegno né nel costruire una vicenda appassionante (ricorda un po' una vecchia puntata televisiva di Star Trek) né nello "scolpire" un personaggio vero (con battute "vere" e azioni imprevedibili) con cui poter empatizzare.

Persino Vader, che gli fa da spalla di lusso, è una figura poco più che bidimensionale, e non riesce a tirare fuori da Tarkin il carattere, le ambizioni, i timori, tutto quel bagaglio di umanità, insomma, indispensabile per arrivare alla fine del racconto appagati e con la voglia di leggerne ancora (due condizioni, per quanto mi riguarda, imprenscindibili almeno quando ci si approccia a letteratura di questo genere).

Del tutto inutile, poi, la lettura per chiunque non ami la saga di Lucas. I riferimenti al suo universo narrativo sono presenti in ogni pagina, e come opera stand alone non ha alcun senso (ma questo mi pareva ovvio fin dall'inizio).
Per contro, lo stile non ha particolari cadute, restando nei parametri di un compitino ben scritto, preciso ma senza essere evocativo.
Trascurabile.

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