venerdì 19 agosto 2016

E venne il giorno dei Superbook.

Sono soddisfatto del mio iPad.
Ne faccio un uso molto più intenso dello smartphone, principalmente per motivi legati alla grandezza dello schermo (in fondo, cos'è un iPad se non un iPhone gigante che non telefona ma può fare tutto il resto e anche di più?), e per me, esserino telefonofobico, va benissimo così: non mi infastidisce portarmi appresso un oggetto grande come un quaderno e pesante come un blocco da disegno, da tirare fuori ogni volta che ho bisogno di connettermi a Internet, ho voglia di cazzeggiare su Facebook, o voglio vedere un film o mostrare il mio portfolio in giro o un altro uso qualsiasi. Il suo schermo retina è davvero magnifico e vale ogni soldo che l'ho pagato.
Ne sono così soddisfatto, che non ho assolutamente in programma di sostituirlo.
E, inizio a sospettare, è così anche per tanta altra gente.

Il mercato dei tablet (Apple compresa) è in calo ovunque. Da una parte è colpa del successo dei phablet, cioè quegli smartphone con lo schermo così grosso da essere, di fatto, dei tablet in miniatura però con un modulo telefonico... dall'altra del banale fatto che, una volta realizzato che molte delle cose che un PC può fare l'uomo medio le può fare anche con un tablet (pur se con qualche grossa e ovvia limitazione), in moltissimi sono corsi a comprarne uno, saturando il mercato nel giro di due o tre anni.

In altre parole, ora tutti o quasi hanno un tablet, e visto che il solo margine di miglioramento per la maggior parte di questi dispositivi è il solito fattore "più" (più sottili, più leggeri, più veloci eccetera eccetera), che il mercato iniziasse a stagnare non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno (e di certo non lo è stata per Apple, che ha ben pensato di diversificare il suo iPad proponendone una versione "pro" con schermo più grande e con impieghi più ambiziosi che non quelli di un iPhone con gli steroidi).

Quindi, cosa ci aspetta dietro l'angolo?

È difficile prevedere l'andamento di queste cose, ma io un'idea ce l'ho: si chiama Superbook, ed è un progetto presentato da Andromium la scorsa primavera. Se il nome Andromium vi suona familiare, è perché avrete sentito parlare di Androimium OS, un'app che quando decidete di utilizzare lo smartphone con un display esterno con tastiera e mouse "trasforma" Android in un sistema operativo desktop con una barra delle applicazioni, un desktop e un menù di avvio.
Beh, Superbook è figlio esattamente di quell'idea: esteticamente, sembra un normale laptop, col suo schermo HD, la tastiera fisica, il touchpad e la batteria.

Solo che dentro non c'è scheda logica, non c'è hard disk, non c'è RAM né niente. Il "cervello" è il vostro smartphone: attaccatelo attraverso la presa USB e otterrete un computer portatile col processore ed il sistema operativo del vostro telefono. Un'app rileva automaticamente che i due dispositivi sono collegati e adatta la vostra interfaccia di Android rendendola più simile a Windows (o ad un altro sistema operativo desktop), e da quel momento potete usare tutte le applicazioni che avete installate sullo smartphone su una piattaforma notebook-like.
Per chi ha buona memoria, anni fa Motorola propose QUESTO... che, per un un motivo o per l'altro, forse semplicemente in troppo anticipo sui tempi, non ha riscosso successo ed è stato dimenticato.


Superbook ha un display TN da 11.6 pollici full HD (1920 x 1080 pixel), un trackpad multi-touch, una tastiera QWERTY con tasti di navigazione per Android e una batteria da dieci ore di autonomia (che può anche ricaricare il vostro smartphone quando è collegato). Le porte per il collegamento sono delle micro USB OTG e USB-C. Gli smartphone collegabili a Superbook devono avere installato Android 5.0 o superiore, avere almeno 1,5 GB di RAM e 25 megabyte di spazio libero.
I tipi di Andromium hanno già mostrato dei prototipi funzionanti, e la campagna di crowdfunding ha già superato la bella sommetta di due milioni e mezzo di dollari... il che significa che i primi Superbook verranno spediti già a gennaio alla modica somma di 99 dollari.
Altri si getteranno nel solco di Andromium, proponendo le loro versioni per "laptopizzare" i milioni di cellulari Android esistenti? Non lo so, ma è una possibilità concreta.

E Apple? Beh, dopotutto ha introdotto sugli iPad (senza troppo clamore) una robetta chiamata Smart Connector, che se venisse adottata sui prossimi iPhone potrebbe servire esattamente a questo, e potrebbero dire: "Eh, noi ci avevamo già pensato da un pezzo". O magari no.
Insomma, sono curioso di assistere agli sviluppi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

ho appena venduto un ipad che mi avevano regalato.
non sapevo che farmene.
android da 5,5" 4g e macbook air da 11" sono per me un'accoppiata che non si batte.
potrei arrivare al macbook 12", quando sarà decente.
l'idea del laptop-dock è buona in sè, ma senza osx...

F

Glauco Silvestri ha detto...

La Asus aveva in commercio (qualche anno fa) uno prodotto che era composto da un display 10" da tablet e uno smartphone da 4" che andava innestato sul retro del display. In pratica si usava lo smartphone da 4" come tutti gli altri smartphone, ma quando si aveva bisogno di un tablet, bastava innestare lo smartphone nel display da 10" e il gioco era fatto. In pratica una sola elettronica x due schermi differenti. In più il display da 10", non avendo elettronica a parte la scheda video, era carrozzatissimo come batterie, e di conseguenza aveva una autonomia spropositata.
Non so se esista ancora un prodotto di questo tipo, ma non ha avuto un grande successo. Il suo più grosso difetto (A parte Android OS con tutti i suoi pregi e i suoi difetti) era che il tablet, con lo smartphone innestato, non era proprio 'sottilissimo', e la gobba era un po' antiestetica.
Però l'idea era (ed è) ottima!